mercoledì 21 luglio 2010

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà:Parte 3

La Nuova Eugenetica e l'ascesa della dittatura scientifica globale

di Andrew Gavin Marshall
Global Research
5 luglio 2010
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Ho suddiviso la terza e ultima parte della serie di Andrew Gavin Marshall, "La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà" in due porzioni distinte per rendere più agevole la lettura. Pertanto quella sotto è la parte 3 di 4. La quarta e ultima parte verrà pubblicata a breve.
Leggi anche le parti precedenti:
La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 1
La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 2
-----------------------------------------

Introduzione

Siamo nel bel mezzo del più esplosivo sviluppo in tutta la storia umana. L'umanità stà sperimentando una transizione geopolitica contemporaneamente avversa e conflittuale. Storicamente, l'avventura dell'umanità è stata la lotta tra il libero pensiero individuale e le strutture di potere controllate dall'elite, che cercano di dominare la terra, le risorse e le persone. La maggiore minaccia per le elite, in qualsiasi momento - storicamente e al tempo presente - è una popolazione risvegliata, che pensa criticamente ed è politicamente stimolata. Questa minaccia si è manifestata nel corso della storia, in luoghi diversi e in tempi diversi. Le idee di autonomia, democrazia, diritti civili e umani, libertà ed uguaglianza, sono emerse come reazione e opposizione alle strutture di potere e al sistema di controllo dell'elite.
Sono avvenuti i maggiori trionfi della mente umana - sia nell'arte, nella scienza o nel pensiero - e questi hanno contestato i grandi sistemi di potere e controllo. La miseria umana più grande e la tragedia è scaturita dalle strutture di potere e dai sistemi che le elite hanno sempre cercato di costruire e gestire. La guerra, il genocidio, la persecuzione e il degrado umano, sono il diretto risultato delle decisioni prese da coloro che controllano l'apparato di potere, sia che il potere si manifesti come intellettuale, ecclesiastico, spirituale, militare o scientifico. Il potere più malvagio e spietato è quello sulla mente umana libera: se si controlla il pensiero, si controlla la persona stessa. Le più grandi conquiste umane sono venute da individui che hanno rotto le catene che legavano la mente e hanno liberato la potenza innata e innegabile che si trova in ogni individuo su questo piccolo pianeta.
Attualmente, il nostro mondo è al bivio più grande mai sperimentato dalla nostra specie. Siamo nel bel mezzo del primo risveglio politico veramente globale, in cui, per la prima volta nella storia umana, tutta l'umanità è politicamente risvegliata ed eccitata, in cui, sia innavertitamente che intenzionalmente, le persone stanno pensando e agendo in termini politici. Questo risveglio è più evidente nel mondo in via di sviluppo, e si è compiuto attraverso l'esperienza personale di essere acutamente consapevoli delle grandi disparità, mancanza di rispetto e dominio, che sono insite nelle strutture di potere globale. Il risveglio si stà diffondendo sempre di più nel mondo Occidentale, perchè la maggior parte delle persone che vivono nei paesi occidentali sviluppati vengono gettate nella povertà e nel degrado. Il risveglio sarà costretto su tutte le persone nel mondo. Nulla, nessun sviluppo nella storia umana, aveva mai posto una tale monumentale minaccia alle strutture di potere dell'elite.
Questo risveglio è in gran parte determinato dalla rivoluzione tecnologica, che attraverso la tecnologia e l'elettronica, in particolare i mass media e internet, ha fatto in modo che la gente in tutto il mondo venisse a conoscenza delle questioni globali e potesse accedere alle informazioni provenienti da tutto il mondo. La rivoluzione tecnologica, quindi, ha favorito la rivoluzione dell'informazione, che a sua volta ha alimentato il risveglio politico globale.
Allo stesso tempo, la rivoluzione tecnologica ha portato ad un altro sviluppo senza precedenti nella storia umana, uno che è diametralmente opposto, ma direttamente collegato al risveglio politico globale. Per la prima volta nella storia umana, l'umanità libera è di fronte alla grande minaccia di una elite veramente globale, che possiede la tecnologia per imporre un sistema di controllo veramente globale: una dittatura scientifica globale. Il grande pericolo è che attraverso la crescita esponenziale delle tecniche scientifiche, le elite utilizzeranno queste nuove grandi potenzialità per controllare e dominare l'umanità in modi che non erano mai stati sperimentati prima.
In tutta la storia umana, per controllare le popolazioni, i tiranni hanno usato la forza coercitiva e il terrore. Con la rivoluzione tecnologica, le elite hanno sempre più la capacità di controllare la biologia e la psicologia dell'individuo ad un livello in cui non è più necessario imporre un sistema di terrore, ma dove il controllo viene attuato in maniera più profonda a livello biologico, psicologico, subliminale e individuale. Mentre il terrore può impedire alle persone di opporsi al potere per un pò, la dittatura scientifica può creare una condizione psico-sociale personale in cui l'individuo arriva ad amare la propria schiavitù; in cui, come un animale domestico inferiore mentalmente, è  fatto per amare i loro capi e accettare la servitù. Quindi, noi siamo davanti ad una situazione in cui l'umanità è di fronte sia alla minaccia più grande, che alla più grande speranza mai sperimentate collettivamente nella nostra breve storia umana. Questo saggio, la terza parte della serie "La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà", analizza le idee alla base della dittatura scientifica globale, e come può essa manifestarsi ora e nel futuro, concentrandosi in particolare sulla comparsa della 'nuova eugenetica' come sistema di controllo di massa.
L'umanità libera è di fronte alla più grande decisione che gli sia mai stata presentata: nutriremo e alimenteremo il risveglio politico globale all'interno di una vera rivoluzione psico-sociale umana della mente, creando una nuova politica economica globale che potenzi e liberi tutta l'umanità, o...cadremo silenziosamente in un 'Mondo Nuovo' di oppressione scientifica globale, come mai prima sperimentato, dove le posizioni dominanti sarebbero quasi impossibili da contestare e sconfiggere?
Noi possiamo trovare la vera libertà, o cadere in un profondo dispotismo. Noi non siamo impotenti di fronte a questa grande bestia. Abbiamo a nostra portata di mano la possibilità di utilizzare la tecnologia per il nostro bene e per riplasmare il mondo cosicchè di essa ne benefici la gente del mondo e non semplicemente i potenti. Sarà la libertà per tutti o quella per nessuno.

Che cos'è la 'Dittatura Scientifica'?
Nel 1932, Aldous Huxley scrisse il suo romanzo distopico "Il Mondo Nuovo", in cui espose la nascita delle dittature scientifiche del futuro. Nel 1958, nel suo saggio "Ritorno al Mondo Nuovo", Huxley esaminava quanta strada il mondo aveva fatto in quel breve periodo dopo che il libro fu pubblicato, e dove il mondo si stava dirigendo. Huxley scrisse che:
In politica, l'equivalente di una teoria scientifica o un sistema filosofico pienamente sviluppato è una dittatura totalitaria. In economia, l'equivalente di un magnifico lavoro compiuto a regola d'arte è il buon funzionamento della fabbrica in cui i lavoratori sono perfettamente adattabili alle macchine. La Volontà di Ordine può rendere tiranni tutti coloro che aspirano semplicemente a sgomberare la confusione. La bellezza dell'ordine viene utilizzata come giustificazione per il dispotismo [1].
Huxley spiegò che "le persone sottoposte alla dittatura del futuro saranno irregimentate in modo indolore da un corpo di ingegneri sociali altamente addestrati," e citava un "sostenitore di questa nuova scienza" che diceva che "La sfida dell'ingengeria sociale nel nostro tempo è simile alla sfida dell'ingegneria tecnica cinquant'anni fa. Se la prima meta del XIX è stata l'epoca dei tecnici, la seconda metà potrebbe essere quella degli ingegneri sociali." Così, proclamava Huxley, "Il XXI secolo, suppongo, sarà l'era dei Controllori del Mondo, del sistema scientifico delle caste e del Mondo Nuovo."[2]
Nel 1952, Bertrand Russel, filosofo, storico, matematico e critico sociale britannico, scrisse il libro "L'impatto della scienza sulla società", nel quale esaminava e avvertiva come la scienza, e la rivoluzione tecnologica, stavano cambiando il mondo e avrebbero comportato un cambiamento della società. Nel suo libro Russel spiegò che:
Io penso che il soggetto che avrà la maggiore importanza a livello politico è la psicologia di massa. La psicologia di massa, scientificamente parlando, non è uno studio molto avanzato...Questo studio è immensamente utile per gli uomini pratici, se essi desiderano diventare ricchi o acquisire il governo. Essa è fondata, naturalmente, in quanto scienza, sulla psicologia individuale, ma fino ad ora ha impiegato a grandi linee un metodo che era basato su una sorta di buon senso intuitivo. La sua importanza è enormemente aumentata dallo sviluppo dei moderni mezzi di propaganda. Di questi, il più influente è quello che si chiama 'educazione'. La Religione gioca la sua parte, anche se è in diminuzione; la Stampa, il cinema e la radio svolgono un ruolo crescente.
Ciò che è essenziale nella psicologia di massa è l'arte della persuasione. Se si confronta un discorso di Hitler con il discorso di (diciamo) Edmund Burke, si vedranno quanti passi in avanti sono stati fatti in quest'arte dal XVIII secolo. Ciò che era in precedenza sbagliato era che la gente aveva letto nei libri che l'uomo è un animale razionale, e aveva dato forma alle loro argomentazioni sulla base di questa ipotesi. Ora sappiamo che una luce bianca molto forte e una banda di ottoni possono persuadere molto di più di quello che può fare la più elegante serie di sillogismi. Possiamo aspettarci che tra un pò chiunque sarà in grado di persuadere ogni persona di qualsiasi cosa, se può prendere il paziente da giovane e questo sia fornito dallo Stato di soldi e mezzi. Questo tema farà grandi passi in avanti quando sarà ripreso dagli scienziati sotto una dittatura scientifica.[3]
 
Russel analizzava poi la questione se una 'dittatura scientifica' è più stabile di una democrazia, dove postulava:
A parte il pericolo di una guerra, non vedo alcuna ragione per cui un tale sistema dovrebbe essere instabile. Dopo tutto, la maggior parte dei paesi civili e semi-civilizzati che la storia conosca, hanno avuto una vasta classe di schiavi o servi del tutto subordinati ai loro proprietari. Non vi è nulla nella natura umana che rende la persistenza di un tale sistema impossibile. E tutto lo sviluppo della tecnica scientifica ha reso più facile di quanto pensiamo il fatto di mantenere un governo dispotico di una minoranza. Quando il governo controlla la distribuzione di cibo, il suo potere è assoluto fin tanto che può contare sulla polizia e le forze armate. E la loro lealtà può essere garantita dando ad essi alcuni privilegi della classe dirigente. Io non vedo come un movimento di rivolta interna potrà mai portare la libertà agli oppressi in una moderna dittatura scientifica.[4]
 Sulla base del concetto popolare di Aldous Huxley - quello delle persone che amano la propria schiavitù - Bertrand Russel spiegò che sotto una dittatura scientifica:
E' prevedibile che gli avanzamenti nella fisiologia e nella psicologia daranno ai governi molto più controllo sulla mentalità individuale rispetto a quello che ora si ha nei paesi totalitari. Fichte stabilì che l'istruzione deve mirare a distruggere il libero arbitrio, in modo che, dopo che gli studenti hanno lasciato la scuola, siano incapaci, per tutto il resto della loro vita, di pensare e agire diversamente rispetto a come avrebbero voluto i loro maestri di scuola...Dieta, iniezioni e ingiunzioni, si combineranno, fin dall'età precoce, per produrre il tipo di carattere e il tipo di credenze che le autorità ritengono opportune, e qualsiasi critica seria dei potenti diventerà psicologicamente impossibile. Anche se tutti sono infelici, credono tutti di essere felici, perchè il governo dirà loro che sono così.[5]
Russel spiegava che:"La completezza del risultante controllo sulle opinioni dipende in vari modi dalla tecnica scientifica. Laddove tutti i bambini vanno a scuola, e tutte le scuole sono controllate dal governo, le autorità possono chiudere le menti dei giovani su ogni cosa contraria all'ortodossia ufficiale."[6] Russel in seguito proclamo nel suo libro che "una società scientifica mondiale non può essere stabile se non c'è un governo mondiale."[7] In particolare:
 A meno che non vi sia un governo mondiale che mantenga l'universale controllo delle nascite, ci dovranno essere di volta in volta delle grandi guerre, dove la sanzione per la sconfitta è la morte per fame diffusa. Questo è esattamente lo stato del mondo attuale, e alcuni potrebbero sostenere che non c'è ragione perchè non si debba continuare per secoli. Non credo che questo sia possibile. Le due grandi guerre che abbiamo sperimentato hanno abbassato il livello di civiltà in molte parti del mondo, e siamo sicuri che la prossima otterrà molto di più in questa direzione. A meno che, in alcune fasi, una potenza o un gruppo di potenze emergano vittoriose e procedano nello stabilire un governo unico del mondo con un monopolio della forza armata, è chiaro che il livello di civilizzazione potrà continuare a declinare fintantochè la guerra scientifica diventerà impossibile - così è, fino a quando la scienza si estinguerà.[8]
Russel spiega che l'eugenetica svolge un ruolo centrale nella costruzione di qualsiasi dittatura scientifica di governo mondiale, affermando che:"Poco a poco, con l'allevamento selettivo, le differenze congenite tra governanti e governati aumenteranno fino a diventare quasi delle specie diverse. Una rivolta della plebe diventerebbe impensabile come un'insurrezione organizzata di pecore contro la pratica di mangiare carne di pecora."[9]
In un discorso del 1962 alla UC Berkley, Aldous Huxley parlò del mondo reale che stava diventando l'incubo del 'Mondo Nuovo' da lui previsto. Huxley parlò soprattutto della 'Rivoluzione Finale', che si concentra sul 'controlo del comportamento' delle persone. Huxley disse a proposito della 'Rivoluzione Finale':
Nel passato, possiamo dire che tutte le rivoluzioni hanno sostanzialmente avuto lo scopo di modificare l'ambiente al fine di modificare l'individuo. C'è stata la rivoluzione politica, la rivoluzione economica...la rivoluzione religiosa. Tutte queste, come dico, sono tese, non direttamente all'essere umano ma al suo ambiente, così attraverso la modificazione dell'ambiente si ottiene - o si rimuove - un risultato sull'essere umano.
Oggi, ci troviamo di fronte, credo, all'approssimarsi di quella che ho chiamato l' 'Ultima Rivoluzione' - la 'Rivoluzione Finale' - dove l'uomo può agire direttamente sulla mente e il corpo dei suoi simili. Beh, inutile dire che un qualche tipo di azione diretta sul corpo e la mente umana è stata fatta sin dall'inizio dei tempi, ma questa era generalmente di natura violenta. Le tecniche di terrorismo sono note da tempo immemorabile, e la gente le ha impiegate con più o meno ingenuità, a volte con crudezza estrema, a volte con una buona dose di abilità acquisite con un processo di tentativi ed errori - scoprire il miglior modo di utilizzare la tortura, l'imprigionamento, i vincoli di vario genere...
Se avete intenzione di controllare qualsiasi popolazione per un certo periodo di tempo, è necessario avere un certo grado di consenso. E' estremamente difficile pensare che il puro terrorismo possa funzionare all'infinito, può funzionare per un tempo abbastanza lungo, ma prima o poi si deve portare un elemento di persuasione, un elemento che ottenga il consenso dalla gente su ciò che stà accadendo loro. Beh, mi sembra che la natura della 'Rivoluzione Finale' (o Ultima Rivoluzione) che ci stà di fronte è proprio questa: che stiamo sviluppando tutta una serie di tecniche, che consentiranno il controllo da parte delle oligarchie - che sono sempre esistite e presumibilmente, sempre esisteranno - convincendo la gente ad amare la propria servitù. Questo è il massimo in termini di rivoluzione malvagia...
Sembra che ci sia un movimento generale in direzione di questo Controllo Ultimo, di questo metodo di controllo, nel quale la gente può essere fatta godere di uno stato di cose che secondo un qualsiasi standard decente non dovrebbe essere portata a godere, il godimento della servitù...
Io sono incline a pensare che le dittature scientifiche del futuro - e penso che ci saranno molte dittature scientifiche in molte parti del mondo - saranno probabilmente molto più vicine al modello del 'Mondo Nuovo' rispetto al modello di 1984. Saranno più vicine di un bel pò, non per gli scrupoli umanitari di un dittatore scientifico, ma semplicemente perchè il modello del 'Mondo Nuovo' è probabilmente molto più efficiente rispetto agli altri. Perchè, se si può convincere la gente a dare il proprio consenso allo stato di cose in cui viviamo - lo stato della servitù - se si può fare questo, allora si può avere una società molto più stabile, molto più duratura, molto più facilmente controllabile di quanto sarebbe se fosse basata esclusivamente sul bastone e i plotoni di esecuzione nei campi di concentramento.[10]

Nel 1961, il presidente Eisenhower tenne il suo discorso di addio alla nazione nel quale mise in guardia contro i pericoli per la democrazia rappresentati dal complesso militare-industriale: la ragnatela interconnessa di industria, militari e politica creava le condizioni per una guerra costante. In questo stesso discorso, Eisenhower mise in guardia l'America e il mondo di un'altro importante cambiamento nella società:
Oggi, l'inventore solitario, che armeggia nel suo negozio, è stato soppiantato da una task force di scienziati nei laboratori e nei campi di test. Allo stesso modo, la libera università, la storica sorgente delle libere idee e della scoperta scientifica, ha sperimentato una rivoluzione nella conduzione della ricerca. In parte a causa dei costi elevati che ciò comporta, un contratto di governo diventa potenzialmente un sostituto della curiosità intellettuale. Per ogni vecchia lavagna ci sono ora centinaia di calcolatori elettronici.
La prospettiva della dominazione degli studiosi della nazione attraverso il l'impiego Federale, le allocazioni dei progetti, e il potere del denaro è sempre presente - e deve essere gravemente tenuta in considerazione.
Eppure, nel possesso della ricerca scientifica e delle scoperte in proposito, noi dovremmo e dobbiamo anche essere attenti all'uguale e opposto pericolo che la politica pubblica possa diventare prigioniera di un'elite scientifico-tecnologica.[11]
Nel 1970 Zbigniew Brzezinski scrisse circa la "progressiva comparsa di una società più controllata e amministrata," e nella "rivoluzione tecnotronica" spiegava:

Una tale società sarebbe stata dominata da un'elite la cui pretesa di potere politico poggerebbe su un presunto superiore know-how scientifico. Libera dalle restrizioni dei tradizionali valori liberali, questa elite non esiterebbe a raggiungere i suoi fini politici utilizzando le ultime tecniche moderne per influenzare il comportamento del pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. In tali circostanze, l'impulso scientifico e tecnologico del paese non si sarebbe invertito ma si sarebbe in realtà nutrito delle condizioni che lo sfruttano. [12]
Nuova eugenetica
Molte scienze e grandi movimenti sociali sono diretti dalle stesse fondazioni e dal denaro che finanziò il movimento eugenetico nei primi anni del XX secolo. La fondazione Rockefeller e il denaro di Ford, Carnegie, Mellon, Harriman, Morgan che scorreva nell'eugenetica portò direttamente al 'razzismo scientifico', e in ultima analisi, all'Olocausto della Seconda Guerra Mondiale.[13] Dopo l'Olocausto, Hitler aveva screditato il movimento eugenetico che tanto era ammirato in America. Così il movimento si dividette per formare diversi altri progetti di ingegneria sociale: controllo della popolazione, genetica e ambientalismo. Le fondamenta stesse che hanno gettato le basi per l'ideologia eugenetica - la credenza di una superiorità biologica e il diritto di governare (giustificando il loro potere) - hanno gettato quindi le basi per questi ed altri nuovi movimenti sociali e scientifici.
Con il denaro delle Fondazioni Rockefeller e Ford furono fondate grandi organizzazioni ambientaliste e di tutela dell'ambiente, [14] e tutt'oggi questo denaro continua a essere la sorgente centrale dei fondi; così il World Wildlife Funf (WWF) fu fondato nel 1961 da Sir Julian Huxley, il fratello di Aldous Huxley, che era anche presidente della Società Britannica di Eugenetica. Il Principe Bernhard dei Paesi Bassi divenne il primo presidente dell'organizzazione. Si dà il caso che il Principe Bernhard fu uno dei fondatori del think tank dell'elite globale, il Gruppo Bilderberg, che co-fondò nel 1954; prima di ciò, egli era un membro del Partito Nazista e ufficiale delle SS.[15] E' da rilevare anche che Sir Julian Huxley è stato il primo direttore generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). Nel 1946, Huxley scrisse un articolo dal titolo "UNESCO: Il suo scopo e la sua filosofia." In esso scrisse che lo scopo generale dell'UNESCO:
è quello di aiutare l'emergere di un'unica cultura mondiale, con la propria filosofia e idee di fondo, e con la sua ampia proposta. Questo è opportuno, poichè questa è la prima volta nella storia che si sono resi disponibili l'impalcatura e l'ingranaggio per l'unificazione mondiale, e anche la prima volta che l'uomo ha avuto i mezzi (sotto forma di scoperte scientifiche e loro applicazioni) per la posa delle fondamenta mondiali per il benessere fisico minimo dell'intera specie umana...[16]
Al momento, è probabile che l'effetto indiretto della civiltà sia disgenico anzichè eugenico; e in ogni caso è probabile che il peso morto della stupidità genetica, della debolezza fisica, dell'instabilità mentale e della predisposizione alle malattie, che già esistono nella specie umana, si rivelerà un peso troppo grande al fine di raggiungere un reale progresso. Quindi, anche se è vero che una politica eugenetica radicale sarà per molti anni politicamante e psicoligicamente impossibile, sarà importante per l'Unesco far si che il problema eugenetico venga esaminato con la massima cura, e che la mente del pubblico sia informata sulle questioni in gioco di modo che quello che ora è impensabile possa diventare almeno pensabile...[17]
Ancora un'altro e ben diverso tipo di soggetto borderline è quello dell'eugenetica. E' in uno stato tra lo scientifico e il non scientifico, costantemente in pericolo di diventare una pseudoscienza basata sui preconcetti di idee politiche o su ipotesi di superiorità o inferiorità razziale o di classe. E' tuttavia indispensabile che l'eugenetica venga portata interamente all'interno dei confini della scienza, perchè, come già indicato, in un futuro non molto remoto è possibile che diventi urgente migliorare la qualità media degli esseri umani, e questo può essere realizzato solo mediante l'applicazione dei ritrovati di un'eugenetica veramente scientifica...[18]
Vale la pena sottolineare che le applicazioni della scienza ci portano per una volta a contrastare i problemi sociali di vario genere. Alcuni di questi sono diretti e ovvi. Così, l'impiego della genetica nell'eugenetica solleva immediatamente la questione dei valori - quali qualità dovremmo desiderare favorire negli esseri umani del futuro?[19]
A pagina 6 del documento dell'UNESCO, Sir Julian Huxley scrisse che:"Al fine di svolgere il suo lavoro, un'organizzazione come l'Unesco ha bisogno non solo di un insieme di scopi e obiettivi generali di per se, ma anche di una filosofia di lavoro, un'ipotesi di lavoro riguardante l'esistenza umana e suoi fini e scopi, che detti, o almeno indichi, una linea netta di approccio a questi problemi."[20] Sebbene gran parte del linguaggio di eguaglianza ed educazione suona bello e benevolo, è basato su una particolare visione dell'umanità come di un organismo irrazionale in preda all'emotività, che deve essere guidato. Così, il 'principio di uguaglianza' diventa "Il Fatto della Disuguaglianza":
E si giunge infine ad un problema difficile: quello di scoprire come si possa conciliare il nostro principio dell'uguaglianza umana con il fatto biologico della disuguaglianza umana...Il principo democratico di uguaglianza, che è anche quello dell'Unesco, è un pricipio di parità di opportunità - che l'essere umano dovrebbe essere uguale di fronte alla legge, dovrebbe avere uguali opportunità di istruzione, per lo sviluppo della vita, per la libertà di espressione, di movimento e di pensiero. L'assenza biologica dell'uguaglianza, d'altra parte, riguarda le dotazioni naturali dell'uomo e di fatto la differenza genetica nei loro confronti.
Ci sono casi di disuguaglianza biologica che sono così gravi da non poter essere conciliati del tutto con il principio di uguali opportunità. Così, ai deficienti mentali di basso grado non possono essere offerte uguali opportunità di istruzione, ne i pazzi sono uguali ai sani di fronte alla legge o riguardo alla maggior parte delle libertà. Tuttavia, le implicazioni della realtà della disuguaglianza umana non sono state spesso elaborate e necessitano di essere certamente portate al fuori di qui, in quanto sono molto rilevanti per il compito dell'Unesco.[21]
Molte di queste "disparità genetiche" ruotano attorno al concetto di superiorità intellettuale: l'idea che non esiste nessuna uguaglianza tra gli intellettualmente inferiori e superiori. Che la disuguaglianza è derivata dalla biologia umana - dalla genetica; essa è un "fatto umano". Si dà il caso che alle elite che diffonderanno questa ideologia, capita spesso di immaginarsi le masse come intellettualmente inferiori, quindi, non può esserci uguaglianza sociale in un mondo con un'elite intellettuale tecnologica. Così l'eugenetica deve essere impiegata, come spiega la carta dell'Unesco, ad affrontare i problemi dell'aumento del benessere umano ad un livello gestibile; che verrà il momento in cui le elite dovranno affrontare l'umanità intera come una singola forza, e con una singola voce. L'eugenetica si occupa dell'organizzazione sociale e del controllo dell'umanità. In definitiva, l'eugenetica è simile all'ingegneria della disuguaglianza. Nella genetica, le elite hanno trovato il modo per attirare la discriminazione verso il DNA.
Genetica come eugenetica
Il premiato scrittore e ricercatore, Edwin Black, scrisse una storia autorevole dell'eugenetica nel suo libro "La guerra contro i deboli", in cui spiegò che "lo sforzo sempre maggiore di trasformare l'eugenetica nella genetica umana ha alterato un'intera infrastruttura mondiale," con la fondazione dell'Istituto di Genetica Umana a Copenhagen nel 1938, condotto da Tage Kemp, un eugenetista della Rockefeller Foundation, che fu finanziato con i soldi della Fondazione Rockefeller.[22] Pur non abbandonando la finalità eugenetiche, il nuovo movimento eugenetico rietichettato "affermò di poter sradicare la povertà e salvare l'ambiente."[23]
In un numero del 2001 di Science Magazine, Garland Allen, uno storico della scienza, scrisse che la genetica è una moderna forma di eugenetica. Iniziò citando un articolo del 1998 del Time Magazine, che affermava questo: "Personalità, temperamento, e anche scelte di vita. Nuovi studi dimostrano che sono soprattutto nei nostri geni." Garland spiega le implicazioni:
Facendo una riverniciatura dei grandi progressi nelle biotecnologie genetiche, questi articoli ritraggono la genetica come la nuova "pallottola magica" della scienza biomedica, che risolverà molti dei nostri ricorrenti problemi sociali. L'implicazione è quella che questi problemi derivano in gran parte dalla biologia difettosa degli individui o anche dai gruppi etnici o razziali. Se il comportamento aggressivo e violento è nei geni, così come si argomenta, allora la soluzione stà in un intervento biomedico - terapia genica nel lontano futuro o farmacoterapia (sostituendo i prodotti dei geni difettosi con farmaci sostitutivi) nel futuro immediato.
Attraverso la promozione di tali affermazioni, ci stiamo dirigendo verso una nuova versione dell'eugenetica? Ci lasciamo trasportare dalla falsa promessa di una correzione tecnologica di problemi che in realtà trovano origine nella struttura della nostra società? La mia risposta a queste domande è "si", ma con alcune importanti condizioni che derivano dai differenti contesti storici e sociali dei primi anni del '900 e del presente...
Il termine eugenetica è stato coniato nel 1883 dal poliedrico vittoriano Francis Galton, geografo, statistico e primo cugino di Charles Darwin. Per lui significava "veramente ben nati", e suggeriva un piano per incoraggiare le "persone migliori" della società ad avere più bambini (eugenetica positiva) e scoraggiare o prevenire gli "elementi peggiori" della società dall'avere, se possibile, molti bambini (eugenetica negativa). L'eugenetica si cristallizzò in un movimento in vari paesi del mondo nei primi tre decenni del XX secolo, ma più che in altri luoghi il movimento divenne più solido negli Stati Uniti, e dopo la Prima Guerra Mondiale, in Germania.[24]
Mentre tratti genetici come il colore degli occhi e simili, si erano dimostrati essere ereditari, "gli eugenetisti erano più interessati all'eredità dei comportamenti sociali, dell'intelligenza e della personalità". inoltre:
Gli eugenetisti americani si sforzarono anche di diffondere i risultati della ricerca eugenetica al pubblico e ai legislatori. Essi sostenevano l'idea dell'eugenetica positiva [incoraggire i "migliori" per diventare migliori], ma concentrarono la maggior parte delle loro energie sull'eugenetica negativa [incoraggiare i "peggiori" a diventare meno numerosi]. Gli eugenetisti scrissero centinaia di articoli per le riviste popolari, pubblicarono decine di libri per il lettore generico (e alcuni per gli scienziati), prepararono mostre per le scuole e le fiere di stato, fecero film e scrissero sermoni e novelle [25].
Gli eugenetisti americani, pienamente sostenuti dal supporto finanziario delle maggiori fortune filantropiche Americane, fecero passare la legislazione eugenetica in oltre 27 stati all'interno degli Stati Uniti, spesso nella forma della sterilizzazione forzata delle persone mentalmente 'inferiori', cosìcchè, :"Fino agli anni '60, quando la maggior parte di queste leggi cominciarono ad essere abrogate, più di 60.000 persone furono sterilizzate a fini eugenetici." Come scrisse Garland Allen:
Per i ricchi benefattori che sostennero l'eugenetica, come i filantropi Carnegie, Rockefeller, Harriman e Kellog, questa forniva un mezzo di controllo sociale in un periodo di sconvolgimenti e violenza senza precedenti. Sono state queste stesse elite e i loro interessi economici che hanno introdotto la gestione scientifica e il controllo organizzato all'interno del settore industriale...
[Nel 1994] abbiamo visto la resurrezione delle affermazioni che vi sarebbero delle differenze genetiche di intelligenza tra le razze, che conducono a diversi status socio-economici. Le affermazioni circa la base genetica della criminalità, della sindrome maniaco-depressiva, dell'assunzione di rischi, dell'alcolismo, dell'omosessualità, ed una schiera di altri comportamenti, sono dilagate molto nella letteratura scientifica e, specialmente, in quella popolare. La maggior parte delle prove di tali affermazioni sono oggi controverse, come nel passato.
Sembra che siamo sempre meno disposti ad accettare ciò che noi consideriamo come imperfezione, in noi stessi e negli altri. Mentre i costi dell'assistenza sanitaria impennano, ci stiamo avvicinando ad accettare una linea di fondo, l'analisi costi-benefici della vita umana. Questo corredo mentale ha gravi implicazioni per le decisioni riproduttive. Se un'organizzazione per il mantenimento della salute richiede lo screening in utero, e si rifiuta di dare copertura alla nascita o alla cura di un preteso bambino "difettoso", quanto ciò si avvicina all'eugeneticà? Se invece viene usata una terapia genica o farmacologica per valorizzare il nostro posto di lavoro o l'ambiente scolastico, la nostra dieta o l'esercizio delle nostre abitudini, quanto ciò si avvicina all'eugenetica? I cambiamenti sociali significativi però sono costosi. Se l'eugenetica vuol dire prendere decisioni riproduttive principalmente sulla base del costo sociale, allora siamo su questa strada [26].
La genetica concede una potenza senza precedenti nelle mani degli uomini: il potere della creazione innaturale e la manipolazione della biologia. Non abbiamo ancora pienamente interpretato ne compreso le implicazioni della manipolazione genetica nel nostro cibo, piante, animali e negli umani stessi. Ciò che è chiaro è che stiamo cambiando la biologia del nostro ambiente e noi stessi al suo interno. Mentre sono molto chiari ed evidenti i vantaggi della tecnologia genetica, come la possibilità di migliorare i sensi malati (vista, udito, ecc.) e curare le malattie, le cose positive devono essere esaminate e discusse con le ripercussioni negative della manipolazione genetica, in modo da direzionare meglio gli usi di questa potente tecnologia.
I dibattiti sulle questioni come la ricerca sulle cellule staminali e la manipolazione genetica spesso si concentrano sull'aspetto della scienza contro la religione, dove la scienza cerca di curare benevolmente l'umanità dai suoi malanni e la religione cerca di preservare la santità della 'creazione'. Questo è un modo irrazionale e ristretto di condurre un vero dibattito su questo tema di grande importanza, e dipinge un quadro in bianco e nero, che certamente non è. La scienza può essere usata sia per il bene che per il male, e la storia umana, in particolare quella del XX secolo, non è altro che l'evidenza di questo fatto. La fantasiosa ingenuità scientifica se n'è andata con la creazione di grandi armi, la manipolazione degli atomi per uccidere milioni di persone in un istante o la fabbricazione di armi biologiche e chimiche. Il problema dell'interazione tra la scienza e il potere è che con una potenza così grande viene la tentazione di usarla e abusarne. Se appare possibile la capacità di creare un'arma come una bomba atomica, sicuramente ci saranno quelli che la renderanno probabile. Dove c'è la tentazione, c'è la debolezza umana.
Così, mentre la genetica può essere utilizzata per fini benevoli e per il miglioramento del genere umano, così può essere usata per creare effettivamente un sistema di caste biologico, dove nel corso del tempo si potrebbe arrivare ad una rottura del genere umano, dove, mentre gli avanzamenti delle tecnologie umane diventano maggiormente disponibili, il loro uso sarà riservato all'elite, di modo che arriverà il giorno in cui vi sarà una separazione biologica all'interno della specie umana. Oliver Curry, un teorico evoluzionista della London School of Economics previde che "la razza umana raggiungerà il suo picco fisico nell'anno 3000" e che "la razza umana un giorno si dividerà in due specie separate: un'affascinante e intelligente elite dirigente e un sottoproletariato di stupide e brutte creature simili a gnomi."[27] Questa era la trama del libro classico "La Macchina del Tempo" di HG Wells, e fu egli stesso un importante eugenetista a cavallo del XX secolo. Anche se dovrebbe passare ancora molto tempo, i potenziali risultati derivano dalle decisioni che prendiamo oggi.

Fine terza parte
--------------------------------------
Andrew Gavin Marshall è un ricercatore associato al Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, e studia economia politica e storia in Canada. E' co-editore, con Michel Chossudovsky, del recente libro, "The Global Economic Crisis: The Great Depression of the XXI Century," disponibile su Globalresearch.ca.

---------------------------------------
Note



[1]        Aldous Huxley, Brave New World and Brave New World Revisited. (Harper Perennial, New York, 2004), page 255

[2]        Ibid, page 259.

[3]        Bertrand Russell, The Impact of Science on Society, (Routledge, 1985), page 40

[4]        Ibid, page 66.

[5]        Ibid, page 62.

[6]        Ibid, page 58.

[7]        Ibid, page 117.

[8]        Ibid, page 118.

[9]        Ibid, page 63.

[10]      Aldous Huxley, The Ultimate Revolution, March 20, 1962. Berkeley Language Center - Speech Archive SA 0269: http://sunsite.berkeley.edu/Speech/VideoTest/audiofiles.html#huxley

[11]      Dwight D. Eisenhower, Eisenhower's Farewell Address to the Nation. January 17, 1961: http://mcadams.posc.mu.edu/ike.htm

[12]      Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages: America’s Role in the Technetronic Era. (Viking Press, New York, 1970), page 97

[13]      Edwin Black, Eugenics and the Nazis -- the California connection. The San Francisco Chronicle: November 9, 2003:
http://articles.sfgate.com/2003-11-09/opinion/17517477_1_eugenics-ethnic-cleansing-master-race

[14]      Michael Barker, The Liberal Foundations of Environmentalism: Revisiting the Rockefeller-Ford Connection. Capitalism Nature Socialism: Volume 19, Number 2, June 2008

[15]      Bruno Waterfield, Dutch Prince Bernhard 'was member of Nazi party'. The Telegraph: March 5, 2010:
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/netherlands/7377402/Dutch-Prince-Bernhard-was-member-of-Nazi-party.html

[16]      Julian Huxley, UNESCO Its Purpose and Its Philosophy (1946). Preparatory Commission of the United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation, page 61.

[17]      Ibid, page 21.

[18]      Ibid, pages 37-38.

[19]      Ibid, page 38.

[20]      Ibid.

[21]      Ibid, page 18.

[22]      Edwin Black, War Against the Weak: Eugenics and America’s Campaign to Create a Master Race. (New York: Thunders’s Mouth Press, 2004), page 418

[23]      MARTIN MORSE WOOSTER, The War Against Fertility. The Wall Street Journal: April 1, 2008:
http://online.wsj.com/article/SB120700566688178565.html?mod=hpp_europe_leisure

[24]      Garland E. Allen, “Is a New Eugenics Afoot?” Science Magazine, October 5, 2001: Vol. 294, no. 5540:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/294/5540/59

[25]      Ibid.

[26]      Ibid.

[27]      Niall Firth, Human race will 'split into two different species'. The Daily Mail: October 26, 2007:
http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-489653/Human-race-split-different-species.html

© Copyright Andrew Gavin Marshall, Global Research, 2010
Link all'articolo originale: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20028




venerdì 16 luglio 2010

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 2

di Andrew Gavin Marshall
Global Research
29 Giugno 2010
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Rivoluzione e repressione in America

Questa è la seconda parte della serie "La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà"
Leggi la prima parte: La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 1
Introduzione

Come ho illustrato nella parte uno di questa serie "La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà", ci sono due grandi realtà geopolitiche nel mondo di oggi, entrambe sono state largamente determinate a seguito della "rivoluzione tecnologica", in cui la tecnologia e l'elettronica sono arrivate a definire la forma della nostra società.
La Rivoluzione Tecnologica ha portato a due realtà geopolitiche diametralmente opposte, antagoniste e conflittuali: mai prima d'ora l'umanità si era così risvegliata sulle questioni del potere, sullo sfruttamento, sull'imperialismo e sul dominio; e allo stesso tempo, mai prima d'ora le elite avevano avuto un orietamento così transnazionale e globale, con la capacità di imporre un sistema veramente globale di dispotismo scientifico e oppressione politica. Queste sono le due realtà geopolitiche più importanti nel mondo di oggi. Mai in tutta la storia dell'umanità, l'essere umano è stato capace di ottenere un vero risveglio politico psico-sociale globale; nè l'umanità si era mai trovata in un tale pericolo di essere sottoposta a un totalitarismo scientifico veramente globale, potenzialmente più oppressivo di qualsiasi sistema conosciuto prima, e senza dubbio, più tecnologicamente capace di imporre un dispotismo permanente all'umanità. Quindi siamo pieni di speranza, ma guidati dall'urgenza. In tutta la storia umana, non c'erano mai state queste potenzialità, ne le ripercussioni delle azioni umane e delle idee erano mai state così monumentali.
Non solo il risveglio è globale nella sua portata, ma lo è anche nella sua stessa natura. Esso crea all'interno dell'individuo una consapevolezza della condizione globale. Quindi, si tratta di un 'risveglio globale' sia nell'ambiente esterno, che nella psicologia interna. Questa nuova realtà mondiale, insieme al fatto che la popolazione mondiale non è mai stata così vasta, rappresenta una sfida per le elite che cercano di dominare le persone che in tutto il mondo sono risvegliate e consapevli delle disuguaglianze sociali, della guerra, della povertà, dello sfruttamento, della mancanza di rispetto, dell'imperialismo e della dominazione.
Questo implica che queste popolazioni saranno sempre più difficili da controllare: economicamente, politicamente, socialmente, psicologicamente e spiritualmente. Così, dal punto di vista dell'oligarchia mondiale, l'unico metodo per imporre l'ordine e il controllo - su questa unica e storica condizione umana - è attraverso il caos organizzato della crisi economica, della guerra e la rapida espansione e istituzionalizzazione di una dittatura scientifica globale. La nostra speranza è la loro paura, e la nostra paura più grande è la loro unica speranza.
Il Risveglio Americano
Negli ultimi dieci anni, c'è stato un forte aumento dell'attivismo politico popolare, che è corrisposto all'espansione dell'imperialismo, dello sfruttamento e del dispotismo nel mondo. Gli eventi dell'11 Settembre hanno provocato due grandi eventi geopolitici. Il primo è stato l'attuazione della dottrina di Bush - "La Guerra al Terrore" - che è stata organizzata in risposta agli attacchi terroristici. Questa espansione imperialista ha portato alla guerra e all'occupazione dell'Afghanistan, alla guerra in Iraq e alla sua seguente occupazione, alla guerra il Libano del 2006, alla guerra in Somalia, alla continua espansione militare e alle imposizioni nei territori Palestinesi, così come all'epansione delle operazioni segrete in Medio Oriente, in Asia centrale, in Africa e in tutto il mondo.
La seconda grande tendenza geopolitica promossa dagli attacchi del 9/11 è stata la formazione di ciò che è diventato noto come il "Movimento per la Verità sull'11 Settembre", nel quale milioni di persone in tutto il mondo, tra cui migliaia di docenti universitari, architetti, ingegneri, funzionari di governo, funzionari militari o dell'intelligence e altri professionisti, nonchè un'abbondanza di persone esponenzialmente crescente a livello internazionale, hanno cercato di interrogarsi e contestare la versione ufficiale del 9/11. Come tutti i gruppi di attivisti, all'interno del movimento ci sono elementi marginali e radicali, coloro che sostengono che "nessun aereo" è stato utilizzato negli attacchi, o che gli attacchi sono stati effettuati da Israele - con sfumature anti-semite - o altre teorie marginali di questo genere. Indipendentemente dagli elementi marginali, l'obiettivo pricipale del movimento è ruotato intorno al fatto che la versione ufficiale degli avvenimenti non regge ad alcuna forma di analisi razionale indipendente ed imparziale. I media hanno ignorato per anni il crescente movimento internazionale, e solo negli ultimi anni hanno riconosciuto il movimento; tuttavia, essi non si rivolgono al movimento analizzando le informazioni e le questioni, ma piuttosto cercano di screditare e demonizzare il movimento politico, concentrandosi sugli elementi e le credenze marginali applicandoci l'etichetta di "teoria del complotto", nel tentativo di screditare chiunque ponga dei dubbi alla versione ufficiale.
Nel 2006, il Time Magazine riconobbe che il Truth Movement sul 9/11 non era un "movimento marginale", ma era, di fatto, "una realtà politica mainstream". Esso citava anche un importante sondaggio politico di Scripps-Howard del 2006, che rivelò che il 36% degli americani pensava che è "molto probabile" o "piuttosto probabile" che i funzionari del governo abbiano permesso di effettuare gli attacchi o abbiano effettuato gli attacchi stessi.[1]
La crescita di questo movimento ha stimolato nuovi movimenti importanti e l'attivismo politico, guidato quasi esclusivamente da persone 'politicamente risvegliate' e organizzate. Spinto in gran parte da internet, questo movimento ha risvegliato una gran massa di persone nel mondo alla realtà politica e strategica di ciò che è conosciuta come "un'operazione false flag" (operazione sotto falsa bandiera) - un termine militare - in cui si effettua un attacco contro un target, dove quelli che compiono gli attacchi battono bandiera di qualcun'altro (cioè "false flag") nel tentativo di renderli responsabili dell'attacco; e quindi la risposta ad un attacco dovrebbe essere contro gli aggressori percepiti. Si tratta, in sostanza, di uno stratagemma militare segreto: un inganno strategico. Il drammaturgo e commediografo greco Eschilio scrisse che "in guerra, la prima vittima è la verità". Un attacco "false flag" è un atto di guerra che è volutamente progettato per ingannare e nascondere la verità. Si tratta di condurre un attacco e dare la responsabilità ad un nemico con il fine di attuare un programma politico. I governi hanno usato questa tattica per secoli, soprattutto nel mezzo secolo passato.[2]
Questo movimento ha prodotto una rinascita dell'attivismo su altre questioni globali, come il sistema economico globale, e più in particolare, il sistema delle banche centrali, specialmente la Federal Reserve. Mentre molti americani non sapevano quasi nulla della loro banca centrale Federal Reserve, un crescente movimento di americani e altri in giro per il mondo, hanno iniziato a istruirsi sul Sistema della Federal Reserve e il sistema bancario globale in generale. Molti hanno trovato un leader nel membro del Congresso del Texas Ron Paul, che ha fatto la campagna per la candidatura Repubblicana alla Presidenza nel 2008, e che aveva la più ampia base di sostegno da tutta la nazione di ogni altro candidato Repubblicano. Tra i Democratici, i "9/11 Truthers" e altri critici della politica estera degli Stati Uniti, hanno trovato un leader appassionato in Cynthia McKinney, che era una delle voci solitarie al Congresso che sfidava direttamente l'amministrazione Bush sulla versione ufficiale degli eventi, contestava i brogli elettorali nel 2000 e nel 2004, e organizzava un'audizione del Congresso sulle attività segrete in Africa, svelando la mano delle Nazioni Occidentali dietro i genocidi in Ruanda e la guerra civile in Congo. Alla fine del 2008, mentre il governo iniziava il suo piano di salvataggio finanziario delle banche, emergeva il movimento "End the Fed" (Fine della Fed), in sporadiche proteste davanti alle 12 Banche della Federal Reserve situate in tutto il paese, e si ebbero oltre 40 proteste in tutta la nazione nel giro di pochi mesi.[3]
Lo "Stato di Sicurezza Nazionale" etichetta i dissidenti
Con la crescente militarizzazione della politica estera, vediamo anche la crescente militarizzazione della politica interna, e in particolare, l'emergere di uno stato di polizia di sorveglianza hi-tech: uno "Stato di Sicurezza Nazionale". Le elite nazionali e internazionali sono in procinto di costruire in maniera sempre maggiore un 'nuovo totalitarismo' in sostituzione della democrazia.[4] I diritti civili e le libertà vengono smantellate attraverso la legislazione antiterroristica; le intercettazioni telefoniche e la sorveglianza di internet dilagano e si espandono; sono costruite delle "watch list", che spesso includono i nomi dei dissidenti, e i militari sono sempre più pronti a stare insieme alla polizia. Inoltre, negli ultimi dieci anni, abbiamo visto la rapida espansione dei piani di "Continuità di Governo" (Continuity of Government, COG), che prevedono la sospensione della Costituzione e l'imposizione della legge marziale in caso di emergenza.[5] A questo punto, se nella società Americana ci fosse un rapido e ampio collasso economico o ci fosse un'altro grande attacco terroristico sul suolo statunitense, l'America verrebbe trasformata in un governo militare, più fascista nella sua essenza di ogni altra cosa; e dotato di un arsenale e di una polizia di stato "tecnotronica" a dei livelli mai avuti prima da nessun dittatore nella storia. La libertà non è mai stata così minacciata, eppure, nella storia moderna le persone non sono mai state così mobilitate nel protestare contro le minacce alla libertà a alla democrazia in America, in Occidente e nel mondo.
(Vedere: The Transnational Homeland Security State and the Decline of Democracy )
Nel 2003, il generale Tommy Franks rilasciò un'intervista alla rivista Cigar Aficionado in cui elaborò questo concetto. Tommy Franks era l'ex comandante del Comando centrale del Pentagono sul Medio Oriente, e fu quindi il Generale al top che sovrintendeva le guerre in Afghanistan e Iraq. Nella sua intervista, Franks dichiarò che l'obiettivo del terrorismo è "cambiare le abitudini, il comportamento, la sociologia e infine l'antropologia di una società"; e quindi, nel caso di un'altro grande attacco terroristico in America o in Occidente:

Il mondo occidentale, il mondo libero, perderebbe ciò che lo caratterizza maggiormente, cioè la libertà e l'autonomia che abbiamo visto per un paio di secoli all'interno di questo grande esperimento che chiamiamo democrazia. Ora, in un certo senso pratico, che cosa significa? Significa che il potenziale di un'arma di distruzione di massa e di un terrorista, di un attacco terroristico produttore di vittime in qualche parte del mondo occidentale -- potrebbe accadere negli Stati Uniti -- porterebbe la nostra popolazione a mettere in discussione la nostra stessa Costituzione e avvierebbe la militarizzazione del nostro paese al fine di evitare il ripetersi di un'altro attacco terroristico produttore di vittime. Ciò, di fatto, inizierà a disfare potenzialmente il tessuto della nostra Costituzione.[6]
Un aspetto interessante che si conosce molto poco è quello della militarizzazione della nazione e il totalitarismo incrementale; è quello di un apparato di stato coercitivo che, pur essendo giustificato sotto il pretesto della lotta al terrorismo e della "protezione della patria", è di fatto rivolto contro gli attivisti e i movimenti politici popolari.
Ad esempio, dopo il 9/11, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale istituì quelli che sono conosciuti come "Centri di Fusione", istituiti in tutti gli Stati Uniti, e che sono progettati come hub per "raccogliere e condividere le informazioni", in cui le agenzie come la CIA, l'FBI, il Dipartimento della Giustizia, quello della Sicurezza Nazionale, e i militari statunitensi raccolgono e analizzano insieme le informazioni. A partire dal luglio del 2009, c'erano 72 Centri di Fusione riconosciuti all'interno degli Stati Uniti.[7] Pensate a essi come centri di sorveglianza locale, perchè è quello che sono in realtà.
I Centri di Fusione sono anche collocati per assumere il ruolo di centri di comando locale in caso di un'emergenza nazionale o l'implementazione dei piani di "Continuità di Governo" per dichiarare la legge marziale. Lo Stato e le forze di polizia locali forniscono la maggior parte delle informazioni ai Centri di Fusione locali, che vengono poi analizzate e diffuse alle maggiori agenzie di intelligence, ai militari o al Dipartimento di Sicurezza Nazionale e alle agenzie. Comunque, negli ultimi anni, i Centri di Fusione sono stati criticati per il loro presunto programma, in quanto essi sono giustificati sulla base della loro azione come centri progettati a scopo di "contrasto al terrorismo", ma in pratica sono diretti contro determinati gruppi di cittadini.
Nella primavera del 2009, è stato rivelato che il Missouri Information Analysis Center (MIAC), un Centro di Fusione, rilasciò un opuscolo di informazioni progettato per aiutare le forze dell'ordine ad individuare i "potenziali terroristi della nazione." Secondo il rapporto:
Se sei un attivista anti-abortista, o se mostri un armamentario politico nel supporto di un candidato di terze parti o un cero membro Repubblicano al Congresso, se sei in possesso di letteratura sovversiva, molto probabilmente potresti essere un membro di un gruppo paramilitare nazionale.[8]
Quand'è che la nostra società diventa qualcosa di simile a 1984? Quando i nostri governanti designano "letteratura sovversiva" come segno di terrorismo? Il rapporto classifica tali attività come l'essere parte di un "Moderno Movimento di Milizia", e in seguito identifica le "potenziali minacce alla sicurezza americana" come:
Nel rapporto sono citate le persone che hanno sostenuto ex candidati di terze parti alle presidenziali, come il Repubblicano del Texas Ron Paul, Chuck Baldwin e l'ex Repubblicano della Georgia Bob Barr, oltre agli attivisti anti-abortisti e ai teorici della cospirazione che credono che gli Stati Uniti, il Messico e il Canada formeranno un giorno l'Unione Nord Americana.[9]
In altre parole, coloro che si oppongono al processo politico ed economico della "North American Integration" (Integrazione Nord Americana)[10] sono visti e identificati come "potenziali membri della milizia."[11] La relazione identifica anche direttamente il possesso di alcuni film come quello anti Federal-Reserve "America: Freedom to Fascism" come "segnali di potenziale coinvolgimento nelle milizie". Il documento rilasciato dal Centro di Fusione metteva ulteriormente in guardia gli ufficiali delle forze dell'ordine a essere "alla ricerca" di "adesivi pubblicitari per paraurti di candidati di terze parti, o di persone con copie della Costituzione degli Stati Uniti." Il rapporto scriveva che a causa della crisi economica "è stato creato un ambiente rigoglioso per le attività delle milizie", e:
Si prosegue citando come possibili membri della milizia e possibili minacce alle forze dell'ordine la gente che parla della cospirazione del Nuovo Ordine Mondiale, chi esprime rabbia verso il sistema bancario della Federal Reserve, chi si oppone al pagamento delle tasse, chi mette in guardia gli altri cittadini sui pericoli percepiti dell'identificazione a radio frequenza (RFID) o chi fa pressione per il ritorno al rigoroso costituzionalismo.
Mentre la nota offre qualcosa come una sintesi sbilenca dei molti e diversi gruppi che si sono gonfiati enormemente dopo gli attacchi dell'11 settembre del 2001, essa collega anche gli individui, altrimenti pacifici, con il Ku Klux Klan e altre organizzazioni violente.[12]
Un'altro Centro di Fusione in Virginia identifica molte università come potenziali "nodi di radicalizzazione" per terroristi, identificando i "black college storici" come minacce potenziali, "contiene anche una lunga lista di gruppi attivisti pacifici americani e internazionali provenienti da quasi tutti i settori dell'impegno politico, e li sistema fianco a fianco con i gruppi che sono noti da tempo per il ricorso alla violenza."[13]
Nell'aprile del 2009, l'ACLU (American Civil Liberties Union) pubblicò un rapporto sulla minaccia alla libertà e ai diritti civili posta dai Centri di Fusione, affermendo che, "I Centri di Fusione negli ultimi anni hanno attuato una missione di insinuazione, diventando sempre più una minaccia piuttosto che un dispositivo di sicurezza. In assenza di linee guida generali per limitarli o dirigerli, questi centri mettono a grande rischio la privacy degli americani." La relazione dell'ACLU identifica una serie di "preoccupanti incidenti" in riferimento alle violazioni della privacy e dei diritti civili dei Centri di Fusione:
-Un report del 7 maggio, intitolato “Universal Adversary Dynamic Threat Assessment” scritto da un contractor privato che etichetta le organizzazioni ambientaliste come il Sierra Club, la Humane Society e la Audubon Society come "organizzazioni mainstream con collegamenti conosciuti o possibili all'eco-terrorismo";
-Un potenziale abuso di autorità da parte dei funzionari del DHS che hanno impropriamente monitorato e diffuso le comunicazioni di attivisti per la pace affiliati al DC Anti-War Network (DAWN);
-Una relazione presentata il 19 febbraio 2009 dal North Central Texas Fusion System, intitolata "Prevention Awareness Bulletin", illustrò una presunta cospirazione tra organizzazioni musulmane per i diritti civili, gruppi di pressione, movimenti contro la guerra, Dipartimento del Tesoro statunitense, band hip hop e l'ex donna del Congresso nonchè candidata alla presidenza Cynthia McKinney nel "fornire un ambiente che fa prosperare le organizzazioni terroristiche";
-Una "relazione strategica" prodotta il 20 febbraio 2009 dal Missouri Information Analisys Center che descriveva una presunta minaccia alla sicurezza rappresentata dal "moderno movimento di milizia" che includeva inappropriati riferimenti alle ideologie sociali, religiose e politiche, incluso il supporto ai candidati presidenziali di terze parti come l'uomo del Congresso Ron Paul e l'ex uomo del Congresso Bon Barr;
-Un "Protective Intelligence Bulletin" rilasciato dal DHS Intelligence Branch della Divisione di Gestione delle Minacce del Servizio di Tutela Federale che raccoglieva e diffondeva inappropriate informazioni riguardanti manifestazioni politiche e etichettava in modo inappropriato come "estremisti" i gruppi in difesa della pace e altri attivisti.[14]
Per chi è al potere, la "pace" è un'idea "estremista", perchè la "guerra" e la "violenza" sono le loro norme.
Ora siamo giunti al punto in cui coloro che contestano le strutture di potere sono semplicemente designati come terroristi ed estremisti. Si tratta di una via politica incredibilmente pericolosa alla cui fine si trova il dispotismo e la fine della democrazia. La donna del Congresso Cynthia McKinney, una di quelle identificate dai Centri di Fusione a "fornire un ambiente che fa prosperare le organizzazioni terroristiche" a proposito del rapporto del Centro di Fusione disse questo:
Come studiosa del COINTELPRO, l'infame Programma di Counter-Intelligence [diretto contro il Movimento dei Diritti Civili degli anni '60 del novecento], io sò di cosa è capace il mio governo per reprimere il dissenso. Ecco perchè ho votato contro il Patriot Act, ho lavorato nel Congresso per ridurre il Secret Evidence Act, e ho introdotto una legislazione per abrogare il Military Commission Act. Io vengo da una lunga tradizione di attivisti per la giustizia e la libertà all'interno di questo paese. Sono in prima linea per la difesa della pace all'estero e la giustizia a casa nostra. Ma sò che non avremo ne pace ne giustizia senza verità. La verità è il fondamento della dignità che noi cerchiamo. La Dignità per tutti non è una minaccia per gli Stati Uniti.[15]
E' ormai evidente che la risposta del governo americano al "risveglio politico globale" all'interno degli Stati Uniti ha lo scopo di demonizzare, screditare, e opprimere i gruppi di attivisti e i movimenti politici. Ma fino a che punto può arrivare questa repressione?
Campi di Detenzione per i Dissidenti?
Uno sviluppo sorprendente e profondo nel settore della "Sicurezza Nazionale" è la creazione altamente segreta e volutamente silenziosa di "centri di detenzione" all'interno degli Stati Uniti, volti a ospitare milioni di persone in caso di "emergenza". Nel 2002, il procuratore generale John Ashcroft "annunciò il desiderio di avere dei campi per i cittadini statunitensi che egli reputava essere 'nemici combattenti'," e che il suo piano "gli permetterebbe di ordinare la detenzione a tempo indeterminato di cittadini statunitensi e spogliarli sommariamente dei loro diritti costituzionali e l'accesso ai tribunali, dichiarandoli nemici combattenti."[16]
Sempre nel 2002, è stata data notizia che la FEMA, la Federal Emergency Management Agency (ora sotto la supervisione del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale), stava "andando avanti nei suoi progetti per creare città temporanee in grado di gestire milioni di americani dopo attacchi terroristici nelle città statunitensi." Newsmax riferì che:"La FEMA era alla ricerca di offerte dalle tre maggiori agenzie immobiliari e/o ingegneristiche per farsi aiutare nella preparazione della creazione delle città di emergenza, con tende e roulotte - nel caso un'area urbana fosse attaccata da armi NBC (Nucleari, Biologiche e Chimiche)."[17]
Nel 2006, l'ex società di Dick Cheney, l'Halliburton, e la sua società controllata, la Kellog-Brown & Root (KBR) ricevettero un importante contratto del valore di 385 milioni di dollari da parte del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, che fù dato "per sostenere l'US Immigration and Customs Enforcement (ICE) del Dipartimento della Sicurezza Nazionale nelle infrastrutture in caso di emergenza." Un comunicato stampa sul sito web della KBR affermava che:
Il contratto, che ha efficacia immediata, provvede all'istituzione della detenzione temporanea e alla capacità di trattamento con il fine di aumentare le infrastrutture esistenti del Programma ICE Detention and Removal Operations (DRO) nell'eventualità di un forte flusso di immigrati negli Stati Uniti, o per supportare il rapido sviluppo di nuovi programmi.[18]
Inoltre, si afferma che "il contratto può anche fornire il supporto alla detenzione dei migranti ad altre organizzazioni del Governo degli Stati Uniti, nell'eventualità di un'emergenza immigrazione, oppure lo sviluppo di un piano per reagire ad un'emergenza nazionale, come un disastro naturale. Nel caso di un disastro naturale, l'imprenditore potrebbe essere incaricato di fornire alloggio al personale ICE nello svolgimento delle applicazioni della legge a sostegno degli sforzi di soccorso."[19]
Nel giro di due settimane "il Segretario della Sicurezza Nazionale Michael Chertoff annunciò che il bilancio federale per l'anno fiscale 2007 avrebbe assegnato oltre 400 milioni di dollari per aggiungere 6700 posti letto di detenzione aggiuntivi (con un aumento del 32% rispetto al 2006)." Come lo scrittore e storico Peter Dale Scott riportò:
Sia il contratto che l'allocazione del budget sono solo un adempimento parziale di un ambizioso Piano Strategico di Sicurezza Nazionale lungo 10 anni, nome in codice ENDGAME, autorizzato nel 2003. Secondo un documento della Sicurezza Nazionale di 49 pagine sul piano, ENDGAME espande "una missione in primo luogo articolata sull'Alien and Sediction Acts del 1798." Il suo obiettivo è la capacità di rimuovere "tutti gli stranieri possibili" , incluso, "migranti economici illegali, stranieri che hanno commesso atti criminali, richiedenti asilo (che necessitavano di essere trattenuti per legge) o potenziali terroristi."[20]
Considerando che il governo etichetta come "estremisti", "membri paramilitari" e "terroristi" gli attivisti contro la guerra, i libertari, i progressisti, e gli altri gruppi di cittadini pacifici, questo è particolrarmente preoccupante. Nel 2008, un ex uomo del Congresso degli Stati Uniti scrisse un articolo per il San Francisco Chronicle, in cui avvertiva che:"Dal 9/11, e apparentemente senza preavvisare la maggior parte degli Americani, il governo federale ha assunto l'autorità di istituire la legge marziale, l'arresto di una larga fascia di dissidenti (cittadini e non cittadini, ugualmente), e detenere le persone senza il ricorso alla legge o alla costituzione nel caso di 'un'emergenza dovuta al flusso di immigrati negli Stati Uniti, o per supportare il rapido sviluppo di nuovi programmi'." Egli forniva i particolari:
A partire del 1999, il governo ha stipulato una serie di contratti singoli con la sussidiaria di Halliburton, la Kellog Brown and Root (KBR) per costruire campi di detenzione in località segrete all'interno degli Stati Uniti. Il governo ha anche stipulato contratti con diverse società per costruire migliaia di automotrici, che alcuni hanno riferito essere equipaggiate di maniglie, apparentemente per il trasporto di detenuti [21].
Come spiegato da Peter Dale Scott:
Il contratto ha evocato i ricordi inquietanti del controverso Rex-84 "esercizio di prontezza" di Oliver North, del 1984. Questo richiedeva alla Federal Emergency Management Agency (FEMA) di raggruppare e detenere 400.000 "rifugiati" ipotetici, nel contesto di un "flusso migratorio incontrollato" negli Stati Uniti dal confine messicano. Le attività di North sollevarono preoccupazioni riguardo alle libertà civili sia al Congresso che al Dipartimento di Giustizia. Le preoccupazioni persistono.
Daniel Elsberg, un ex analista militare che nel 1971 divulgò i Pentagon Papers, un resoconto delle attività degli Stati Uniti in Vietnam, afferma:"Quasi certamente questa è la preparazone per una retata per i Medio-orientali, i Musulmani e i possibili dissidenti, dopo il prossimo 9/11". "Lo hanno già fatto su una scala più piccola, con 'l'iscrizione speciale' di detenzioni di immigrati uomini da paesi musulmani, e con Guantanamo."
I piani per le struttura di detenzione o per i campi hanno una lunga storia, che risale ai timori di una sollevazione nazionale dei militanti neri negli anni '70. Come riportò Alonzo Chardy nel Miami Herald il 5 Luglio del 1987, il capo della FEMA, Louis Giuffrida, nel 1982 aveva redatto un ordine esecutivo per la continuità di governo (continuity of government-COG). L'ordine chiedeva la "sospensione della Costituzione" e "la dichiarazione della legge marziale".[22]
Più recentemente, sono stati segnalati diversi avvenimenti nelle piccole città aventi i maggiori "centri di detenzione", che rimanevano vuoti e conservati nell'eventualità di una "emergenza". Un tale impianto  è stato proposto per le città italiane al fine di costruire "un centro di detenzione per gli immigrati clandestini."[23] Ci fu anche un tentativo di costruire un centro di detenzione nella città di Benson "per ospitare gli immigrati clandestini."[24] Una delle maggiori società di costruzione di prigioni, la Corplan Corrections, "è stata al centro di numerose controversie, incluso uno schema bizzarro di costruzione di prigioni in Hardin, Montana, che coinvolgeva una forza militare privata, chiamata, American Police Force, gestita da un'ex detenuto. La prigione costò alla cittadina 27 milioni di dollari, ma non ha mai ospitato nessun prigioniero." Inoltre, la Corplan "si è avvicinata ai funzionari della città in diverse città tutto intorno agli Stati Uniti - Benson in Arizona, Las Cruces in New Mexico e Weslaco in Texas - con la proposta di costruire un nuovo centro di detenzione per le famiglie di immigrati."[25]
Questi impianti, costruiti sulla base del pretesto di ospitare gli "immigrati clandestini" sono ancora in gran parte vuoti, e potrebbero essere utilizzati per ospitare non solo gli immigrati, ma anche i musulmani e i "possibili dissidenti" in seguito ad una grave emergenza, come ad esempio un collasso economico e attacchi terroristici all'interno degli Stati Uniti. Dopo tutto, nella seconda guerra mondiale, il Canada e gli Stati Uniti raggrupparono in campi di internamento gli immigrati giapponesi e tedeschi. Ancora una volta risulta evidente che la risposta delle strutture di potere al manifestarsi del risveglio politico globale all'interno degli Stati Uniti è quella di opprimere e reprimere il popolo, ed è perciò, una minaccia alla democrazia in quanto tale.
Le prospettive della rivoluzione
Durante la prima fase della crisi economica globale, nel dicembre 2008, il Fondo Monetario Internazionale avvertì i governi sulla prospettiva di 'violente agitazioni per le strade'. Il capo del FMI ammoniva che "in paesi di tutto il mondo potrebbero scoppiare delle proteste violente se il sistema finanziario non viene ristrutturato a vantaggio di tutti piuttosto che di una piccola elite."[26] Naturalmente, il direttore del FMI non tratta il fatto che egli stesso è parte di questa piccola elite e che il FMI funziona per beneficiare questa stessa elite. Nel tardo dicembre del 2008 "una relazione dell'US Army War College ammoniva che una crisi economica negli Stati Uniti potrebbe condurre a massicci disordini civili e alla necessità di invitare i militari per il ripristino dell'ordine." La relazione affermava che:"L'ampia diffusione della violenza civile all'interno degli Stati Uniti costringerebbe l'establishment della difesa a riorentare le priorità...per difendere l'ordine interno basilare e la sicurezza umana."[27]
Nel corso del 2009, in risposta alla crisi economica, ci sono stati abbondanti disordini civili, proteste e anche scontri tutto in giro per l'Europa. Nel febbraio del 2009, Denis Blair, il capo dell'intelligence di Obama e Direttore della National Intelligence, disse alla Commissione del Senato sull'Intelligence che la crisi economica era diventata la più grande minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti:
Vorrei iniziare con la crisi economica globale, perchè già si profila come la più grave da decenni a questa parte, se non da secoli...Le crisi economiche aumentano il rischio di un pericoloso regime di instabilità se sono prolungate per un periodo di uno o due anni...E l'instabilità può far sciogliere la prese sulla legge e l'ordine che hanno molti paesi in via di sviluppo, e questo può espandersi in modo pericoloso all'interno della comunità internazionale [28].
In altre parole, la crisi economica pone due grandi minacce sociali alla "sicurezza nazionale" (cioè, lo status imperiale) degli Stati Uniti. Di importanza fondamentale è che l'America e le altre nazioni occidentali potrebbero perdere il controllo dei loro possedimenti coloniali e degli interessi nel mondo in via di sviluppo - Africa, Sud America e Asia - perchè le persone in quelle regioni, le più "politicamente risvegliate", possono causare un "pericoloso regime di instabilità", con prospettive di scontri, ribellioni e rivoluzioni che espongono al fallimento i loro leader nazionali e le strutture di governance. Ciò costituirebbe una minaccia enorme per gli interessi dell'occidente in tali regioni, che si fondano principalmente sugli stati nazionali locali per controllare la popolazione e le risorse. Allo stesso tempo, queste rivolte potrebbero diffondersi nel mondo sviluppato. Quindi, le elite occidentali sono davanti alla prospettiva di una loro possibile perdita di controllo delle risorse del mondo e anche delle loro pooplazioni nazionali. La reazione naturale, nella logica imperiale, è quella di militarizzare sia la sfera nazionale che straniera.
Nessuna meraviglia quindi che, nel 2008, il generale di più alto grado degli Stati Uniti, "l'Ammiraglio Michael Mullen, presidente del Joint Chiefs of Staff, colloca la crisi finanziaria come la priorità più elevata, e più grande del rischio alla sicurezza rappresentato dalle guerre in Iraq e Afghanistan." Egli ha spiegato che:"E' una crisi globale. E siccome questo ha un impatto nelle questioni della sicurezza, e alimenta una grande instabilità, penso che avrà un impatto nella nostra sicurezza nazionale in un modo che noi non abbiamo ancora capito."[29]
Il capo della World Trade Organization (WTO) avvertì che :"La crisi economica globale potrebbe scatenare disordini politici uguali a quelli visti nel corso del 1930." Continuava dicendo che "La crisi odierna si stà diffondendo ancora più velocemente (rispetto alla Grande Depressione) e colpisce più paesi allo stesso tempo."[30]
Nel febbraio del 2009, il noto storico dell'economia e professore di Harvard Niall Ferguson, predisse una "prolungata difficoltà finanziaria, anche una guerra civile, prima che la 'Grande Recessione' si concluda", e che "La crisi globale è lungi dall'essere finita, [essa] è appena iniziata, e il Canada non fa eccezione", disse parlando ad un evento in Canada. Spiegò:
Ci sarà del sangue, nel senso che una crisi di questa portata è destinata ad aumentare [il conflito] politico ed economico. Esso è destinato a destabilizzare alcuni paesi. Causerà il riaccendersi delle guerre civili, che sono ora in letargo. Esse rovesceranno i governanti moderati e porteranno al governo gli estremisiti. Queste cose sono abbastanza prevedibili [31].
Anche nel maggio del 2009, il capo della Banca Mondiale avvertì che "la crisi economica mondiale potrebbe portare a gravi rivolgimenti sociali", perchè "vi è il rischio di una grave crisi umana e sociale, con implicazioni politiche molto gravi."[32] Zbigniew Brzezinski stesso avvertì nel febbraio 2009 che "Ci sarà un crescente conflitto di classe, e se la gente è disoccupata e stà veramente male, ci potrebbero essere anche degli scontri, un inferno!"[33]
Nel 2010, Moody's, una grande agenzia di rating, avvertì che i "disordini sociali" stanno per arrivare in occidente, perchè gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Germania, la Francia e la Spagna "sono tutti a rischio di forte rialzo del  costo del debito pubblico e dovranno attuare piani di austerità che minacciano la 'coesione sociale'."[34]
Nel 2007, fu rilasciata una relazione del Ministero della Difesa Britannico che valutava le tendenze globali nel mondo per i prossimi 30 anni. Nel valutare la "Disuguaglianza Globale", la relazione precisava che nei prossimi 30 anni:
Il divario tra ricchi e poveri probabilmente aumenterà e la povertà assoluta rimarrà una sfida a livello mondiale... Le disparità di ricchezza e di vantaggi diventeranno quindi più evidenti, con le associate rimostranze e risentimenti, anche fra il crescente numero di persone che verosimilmente saranno più prospere dei loro genitori o nonni. La povertà assoluta e lo svantaggio comparativo saranno il carburante nella percezione dell'ingiustizia tra coloro le cui aspettative non sono soddisfatte, incrementando le tensioni e l'instabilità, sia all'interno delle società che tra di esse, che sfoceranno in manifestazioni di violenza come disordini, criminalità, terrorismo e guerriglia. Esse possono anche portare alla rinascita delle ideologie, non solo anti-capitaliste, eventualmente collegate alle religioni, o movimenti anarchici e nichilisti, ma anche al populismo e alla rinascita del marxismo[35].
Inoltre, il rapporto avvertiva dei pericoli ai poteri costituiti di un'emergente rivoluzione delle classi medie occidentali scontente:
I ceti medi potrebbero diventare una classe rivoluzionaria, sostituendosi al ruolo del proletariato previsto da Marx. La globalizzazione dei mercati del lavoro e la riduzione dei livelli di welfare nazionale e dell'occupazione potrebbero ridurre l'attaccamento dei popoli alle loro condizioni particolari. Il crescente divario tra loro e un piccolo numero altamente visibile di individui super-ricchi potrebbe accrescere la disillusione verso la meritocrazia, mentre le crescenti sottoclassi urbane rappresenteranno probabilmente una crescente minaccia all'ordine sociale e alla stabilità, in quanto il peso del debito acquisito e il fallimento dei regimi pensionistici cominciano a farsi sentire. Di fronte a queste sfide gemelle, la classe media del mondo potrebbe unirsi, usando l'accesso alla conoscenza, alle risorse e alle competenze, per plasmare processi transnazionali nel proprio intersse di classe.[36]
Dal Vecchio Mondo al Nuovo
Quindi, eccoci qui, nel 2010, la fine del primo decennio del XXI secolo, e con ciò che questo secolo è stato fino ad ora: 9/11, una recessione, la guerra in Afghanistan, la "guerra al terrore", la guerra in Iraq, gli attacchi terroristici a Bali, Madrid, Londra e in tutto il Medio Oriente, la guerra in Somalia, la guerra civile nel Congo (il più sanguinoso conflitto dalla seconda guerra mondiale, con l'alto numero di 6 milioni di civili innocenti uccisi dal 1996): la guerra Russia-Georgia, l'espansione della guerra in Pakistan, l'elezione di Barack Obama, la crisi economica mondiale e qui noi siamo arrivati.
Tutta la storia umana è la storia della lotta dell'umanità libera - gli individui e la collettività - contro i costrutti del potere, il quale ha cercato di dominare e controllare l'umanità. Dalle origini dell'umanità in Africa, la civilizzazione saliva e scendeva, dominata e decimata. Dall'antico Egitto alla Grecia e Roma, le dinastie cinesi, i Maya e gli Aztechi, tutti hanno cercato il dominio del territorio e delle persone. L'Impero Ottomano e l'Impero persiano si espansero e controllarono vaste popolazioni e persone diverse, e con la nascita del capitalismo si ebbe l'emergere delle potenze europee.
Negli ultimi 500 anni, l'Europa e l'America hanno dominato il mondo, e di fatto, l'America ha dominato il globo solo negli ultimi 65 anni. La pace di Westfalia fu firmata nel 1648, ponendo fine alla guerra dei Trent'anni del Sacro Romano Impero e alla guerra degli Ottant'anni tra la Spagna e la Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi. Questo accordo di fatto pose fine al Sacro Romano Impero, e segnò l'emergere del concetto moderno di stato-nazione. Gli studi universitari in Relazioni Internazionali iniziano con la Pace di Westfalia, in quanto è vista come l'inizio del sistema internazionale che conosciamo oggi.
Da questa sono emersi i grandi imperi europei: l'impero portoghese, lo spagnolo, l'olandese, e poi quello francese  britannoco e tedesco, che crearono la prima politica economica mondiale con la Tratta Atlantica degli Schiavi, il commercio di armi e merci in cambio degli schiavi catturati, alimentando le guerre civili interne tra i grandi imperi africani per alimentarsi essi stessi di un rifornimento di schiavi i quali prendevano la via dell'America per essere utilizzati come forza lavoro. Quella forza lavoro produceva merci che ritornavano in Europa, ed erano oggetto di scambio tra gli imperi mondiali, e infine finanziavano il continuo flusso di armi in Africa. Era un commercio triangolare tra Europa, Africa e Americhe. A quei tempi, si sviluppò la nozione di 'razza' attraverso una serie di decisioni legali delle colonie.
Nel 1600, le colonie nelle Americhe erano costituite da lavoratori a contratto bianchi, indiani e neri e da schiavi, sia 'bianchi e neri non liberi, con i neri che essendo una minoranza, erano ancora silenziosi nella "preoccupazione riguardo ai loro diritti legali basilari". Un problema sorse tra le elite nel tentativo di controllare la classe lavorativa: la forza lavoro indigena non libera conosceva la terra e poteva sfuggire facilmente (così essa sarebbe stata in seguito eliminata in gran parte attraverso il genocidio); e nel 1660 la classe lavorativa iniziò a ribellarsi, e gli operai bianchi e neri lavorarono insieme e si ribellarono contro le elite locali. Tutta la classe inferiore della società era unita - indipendentemente dalle loro varie e ampie differenze - ed era unità contro l'elite. Così, per contrastare le basi psico-sociali del popolo, venne implementata una dottrina del 'divide et impera'.[37]
Le elite "allentarono la schiavitù" dei lavoratori bianchi, e "aumentarono l'incatenamento della schiavitù dei neri," e successivamente "introdussero un nuovo regime di oppressione razziale. Facendo questo, esse crearono effettivamente la razza bianca - e con essa la supremazia bianca." Così "le condizioni dei bianchi e dei neri iniziarono a divergere in modo considerevole dopo il 1660." In seguito a ciò, la legislazione avrebbe separato la schiavitù bianca e nera, impedendo il matrimonio "misto", e cercando di prevenire la procreazione di bambini di "razza mista". Considerando che prima del 1660, molti schiavi neri non avevano nessun contratto, questo cambiò perchè la legislazione coloniale incrementò "la schiavitù a vita inflitta alla servitù nera - e, particolare significativo, la maledizione della chiavitù a vita per i loro figli."[38]
Un elemento centrale della costruzione sociale di questo divario razziale era "la negazione del diritto di voto", perchè la maggior parte delle colonie anglo-americane in precedenza avevano consentito ai neri liberi di votare, ma questo cambiò lentamente dappertutto nelle colonie. La classe dirigente Americana stava essenzialmente "inventando una razza." Così, "la libertà fu sempre più identificata con la razza, e non con la classe."[39]
Nel 1648 emerse lo stato-nazione; nel 1660 fu creato il razzismo attraverso decisioni giuridiche; e nel 1694 fu creata la Banca d'Inghilterra e ebbe luogo la nascita del sistema delle banche centrali. Tutte queste erano essenzialmente delle 'costruzioni sociali' - nazione, razza, valuta - che sono semplicemente delle idee che vengono accettate come realtà. Una nazione non è un'entità fisica, la razza non da alcun reale fondamento per la discriminazione e la gerarchia, e la moneta non ha alcun valore effettivo. Esse si limitano a essere ritenute vere, perchè tutti le accettano come vere.
Da questo periodo di immensa transizione, le nazioni imperiali europee dominarono il mondo; il razzismo giustificò la loro dominazione, e le banche centrali dominavano gli imperi in patria e all'estero. Il 1800 vide la rivoluzione industriale, che provocò il declino della schiavitù e l'emergere del lavoro retribuito e della paga oraria. Alla fine emerse la nozione di 'scienza della razza' all'interno del movimento eugenetico, originato in Europa, e in seguito migrato verso gli Stati Uniti alla fine del XIX secolo. Questo continuò a giustificare lo "Strapazzo dell'Africa", che iniziò nel 1880 e comportò la formale colonizzazione dell'intero continente africano da parte degli imperi europei, con la divisione di esso in nazioni, giustificato sulla base razzista della "missione civilizzatrice".
L'era dell'Impero Europeo declinò con la prima guerra mondiale, una battaglia tra imperi ed economie. Questa portò al crollo di molti imperi europei nonchè dell'impero Russo e Ottomano, con la nascità dell'Unione Sovietica e degli stati nazione del Medio Oriente. Il fascismo emerse e mise radici negli anni '20 e '30 del novecento, e crebbe confluendo nella seconda guerra mondiale, che portò al declino finale dell'impero britannico e francese, a alla nascita dell'impero americano.
L'America divenne il motore dell'impero per la comunità Atlantica, l'Europa e il Nord America. Esso creò e fece funzionare le organizzazioni internazionali che permettevano alle elite transnazionali di condividere il potere tra un gruppo di elite sempre più globale, e sempre più piccolo. Il mondo, per quasi cinquant'anni, era stato definito come una lotta globale tra il comunismo e la democrazia - tra l'Unione Sovietica e l'Occidente. Questo mito nasconde il volto storico della dominazioni globale: una lotta tra due blocchi per il dominio della popolazione globale e delle risorse.
Con la fine della Guerra Fredda ci fù l'emergere del Nuovo Ordine Mondiale, un mondo in cui c'era una sola potenza mondiale: gli Stati Uniti. Io sono nato poco prima che il muro di Berlino fosse abbattuto, è ho sviluppato una memoria solo dopo il crollo dell'Unione Sovietica, l'unico mondo che ho sperimentato è quello in cui gli Stati Uniti sono stati l'unica potenza globale. Io ho sperimentato solo l'era della 'globalizzazione' e le promesse fatte alla mia generazione. Pensate l'effetto che sui giovani avrà questo grande periodo di transizione.
La storia dell'umanità è una cosa in costante cambiamento, a volte lento e incrementale, altre volte rapido ed espansivo. Oggi siamo in un periodo in cui stiamo assistendo ad una convergenza mai vista prima d'ora a livello mondiale. La popolazione mondiale non è mai stata così monumentale - 6,8 miliardi - e tra la popolazione mondiale, per la prima volta nella storia umana, c'è un vero e proprio "risveglio politico globale". Ciò non significa che ognuno ha una giusta visione delle cose, ma significa che la popolazione mondiale stà pensando e agendo - anche se incidentalmente e inconsapevolmente - sul sistema politico globale. Questo in modo speciale nelle zone in cui il mondo atlantico ha dominato per molto tempo, perchè essa è stata soggetta alla povertà, al razzismo e alla guerra come nessun altro popolo sulla terra. Il loro 'risveglio' è stato costretto, e l'Occidente stà oggi cominciando a sperimentare il proprio risveglio forzato.
Nella posizione attuale, siamo in procinto di sottoporci ad un periodo storico di transizione a livello mondiale, di una portata mai vista prima. La lenta e incrementale costruzione del 'risveglio politico globale' che è emerso in giro per il mondo nel secolo passato, stà raggiungendo una precipitosa e rapida espansione all'inizio del XXI secolo. Il potere globale non è mai stato così centralizzato, con istituzioni internazionali e sistemi di global governance che detengono l'autorità su diversi ambiti dell'umanità. Stiamo partecipando a guerre globali che cercano di dominare la popolazione e controllare le risorse, la democrazia in occidente si stà erodendo, e le disparità di ricchezza non sono mai state così grandi in tutta la storia umana.
Per la prima volta negli ultimi 500 anni l'Oriente è risorto - con Cina e India - con nuove potenze mondiali, sorte all'interno del sistema e non contro di esso; facendo si che per la prima volta gli stati nazione non si sollevino contro il potere globale, ma stiano con il potere globale. Cina e India si stanno realizzando all'interno di un nuovo sistema politico ed economico globale in fase di costruzione: un sistema globale totalitario di colonie continentali facenti capo ad uno stato globale. Nel 1998, l'allora Segretario generale della NATO, Javier Solana, pronunciò un discorso in cui disse:
E' mia opinione generale che l'umanità e la democrazia - due principi sostanzialmente irrilevanti per l'ordine originale di Westfalia - possono servire come punti di riferimento nella realizzazione di un nuovo ordine internazionale, più adatto alle realtà della sicurezza, e alle sfide dell'Europa di oggi.[40]
Spiegò inoltre:"Il sistema westfaliano aveva i suoi limiti. Prima di tutto, il principio della sovranità era basato anche sulla produzione delle basi della rivalità, e non di una comunità di stati, sull'esclusione e non sull'integrazione. "Così, per avere veramente un potere globale, il sistema internazionale degli stati nazione deve essere 'reimmaginato' e alterato: in un primo momento in strutture di governance continentale, e dopo in una struttura globale. Come disse Solana:"Nell'ambito delle Nazioni Unite, l'ideale di una istituzione globale che include tutte le nazioni è diventato una realtà," e "l'ideale dell'integrazione europea è stato messo in moto." Egli disse:
Ma parte integrante dell'evoluzione dell'Alleanza Atlantica era l'idea della riconciliazione: l'integrazione delle nostre forze armate, il progetto comune di difesa collettiva, e la volontà di lavorare verso un approccio comune per la difesa dei valori comuni dell'Alleanza.
Purtroppo, anche dalle ceneri stesse della seconda guerra mondiale è emerso il conflitto Est-Ovest che ha lasciato profondamente divisa l'Europa per oltre quattro decenni. Mentre il nostro secolo giunge al termine, abbiamo finalmente la possibilità di superare questa divisione e di liberare tutte le energie creative che questo continente può mettere assieme per la costruzione di un nuovo ordine di sicurezza che ci condurrà nel XXI secolo.[41]
E' una difficile operazione di riequilibratura del potere mondiale - particolarmente per gli Stati Uniti - quella di gestire l'integrazione della Cina all'interno di un "new world order", mentre entrambi competono simultaneamente per il controllo delle risorse globali, localizzate principalmente nelle regioni del mondo che stanno sperimentando il più rapido ed esteso 'risveglio'. La mentalità imperiale - come quella di Brzezinski - mira a razionalizzare il potere globale equiparandolo alla 'stabilità globale', e che senza l'impero c'è solo il "caos". Quindi, la logica imperiale impone che l'America debba cercare di dominare maggiormente il mondo, il più velocemente possibile, e quindi controllare le risorse globali, che gli consentiranno di determinare in seguito le condizioni per l'inclusione nel nuovo ordine mondiale della Cina e delle altre potenze. Questo ha la potenzialità di innescare una guerra mondiale - un tipo scenario da Terza Guerra Mondiale tra le potenze della NATO e l'alleanza tra Cina e Russia - la Shanghai Cooperation Organization (SCO) - che cercano di condividere il potere al fine di non essere dominati. La popolazione globale sia in patria che all'estero non è mai stata così difficilmente controllabile: la guerra globale è inevitabile nella mentalità imperiale. Come Brzezinski stesso affermò in un discorso alla Chatham House di Londra nel 2009:

Ma queste grandi potenze mondiali, vecchie e nuove, sono anche di fronte ad una nuova realtà: mentre la lealtà della loro forza militare è più grande che mai, la loro capacità di imporsi sulle masse politicamente risvegliate è ai minimi storici. Per dirla chiaramente: in passato era più facile controllare un milione di persone, oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone piuttosto che controllare un milione di persone.[42]
Secondo il punto di vista di molte persone riguardo alla crisi economica globale, il problema era "l'avidità". L'avidità non è un problema, ma è un sintomo della malattia che si chiama 'potere'; che, come un cancro, si espande e uccide il suo ospite. L'umanità stà entrando in quello che probabilmente sarà il periodo più turbolento della storia umana. Il futuro non è ancora scritto, tutto quello che è certo è che tutto cambierà. Ciò che ne discende è la più grande lotta dell'umanità nella storia del nostro piccolo pianeta: la lotta della popolazione mondiale - in ogni angolo del mondo, di ogni religione, 'razza', etnia, ideologia, lingua, sesso, genere e varianti - contro un'elite di potere globale che controlla strumenti di oppressione tecnologicamente avanzati e letali mai prima concepiti. Non commettiamo errori, non stiamo per ripetere la storia, la stiamo facendo.
Il potere delle idee
Il nostro risveglio è la più grande minaccia per questa elite globale, ed è la nostra unica speranza di proteggere ogni nozione di libertà, autonomia, famiglia, uguaglianza e individualità. Sono questi i concetti che hanno portato e hanno creato la più grande evoluzione delle idee nella storia umana. Il meglio dell'umanità è all'interno di questi concetti, il peggio di essa è nel potere. La vergogna dell'umanità è all'interno dei suoi sistemi di potere, così per la sopravvivenza dell'umanità dobbiamo reimmaginare e rimodellare il nostro sistema globale e il potere globale.
Non possiamo progettare una società al servizio dell'umanità senza prendere in considerazione la natura umana. Se tu costruisci, essi verranno. Se continuiamo a creare posizioni di grande potere, ciò attrarrà il tipo sbagliato di persone su quelle posizioni di potere: quelli che aspirano ad esso e vogliono abusare del potere. Queste persone hanno maggiore probabilità di arrivare a queste posizioni di potere, perchè sono disposte a tutto pur di arrivarci, il che significa che una volta ottenuto, faranno di tutto per mantenerlo ed espanderlo. Così il potere cresce e si diffonde il cancro. Immaginate se l'ascesa di Hitler al potere avesse avuto luogo non nell'epoca degli stati nazione, ma in quella dello 'stato globale'. Tutto ciò che è necessario è un tiranno, e l'umanità è annullata se non si rende impermeabile al fatto che ci sono sempre dei tiranni in attesa.
Che cosa è una nazione? E' un esercito, una bandiera, un inno o un edificio del governo? Una nazione è un'idea - ed è costruita da una serie di idee. Non esiste un confine 'reale', è una linea immaginaria, e tutti nel mondo fingono che ci sia, e gli Stati nazione (in cui ci sono delle persone reali che hanno il controllo di queste idee) si regolano di conseguenza. Ora siamo in un periodo in cui le elite stanno cercando di reimmaginare la comunità internazionale, per cancellare "l'idea" dei confini, e in definitiva riprogrammare l'umanità per seguire il loro esempio. I pianificatori sociali cercano di controllare non solo la nostra terra, le risorse e i corpi, ma, soprattutto, le nostre menti. Il governo mondiale sarà venduto a noi associandolo "all'idea" di pace, qualcosa che tutta l'umanità vuole; tutti salvo i potenti, per i quali la guerra e il conflitto sono i mezzi attraverso i quali si accumula potere e la società viene trasformata.
La vera pace non sarà mai possibile con una singolare struttura di potere globale; per la prima volta il potere è globalmente centralizzato, cosa possono volere di più i potenti? Così, i potenti si combattono l'un l'altro per il controllo dell'autorità centralizzata, la paranoia governa le loro menti, e la diffidenza e l'odio dirige le loro azioni. Il potere successivamente diventa il proprio peggior nemico, in quanto corrode il suo ospite e distrugge il corpo in cui vive.
La vera pace può venire solo dall'umana comprensione. L'umanità libera deve capirsi reciprocamente, se vogliamo vivere gli uni tra gli altri. Noi non possiamo più vederci l'un l'altro attraverso le lenti del potere: attraverso i media, il governo e le strutture economiche e sociali. Queste strutture sono state progettate con l'intento di indurre in errore e traviare la gente, sono illeggittime e devono essere considerate come tali. Noi dobbiamo vedere e capire l'altro come essere umano: sulla base delle idee di libertà, autonomia, famiglia, uguaglianza e individualità. Per raggiungere tale comprensione, ci si deve rendere conto che la libertà è per tutti o per nessuno, che la libertà non deve essere selettiva, si deve capire l'importanza della famiglia, la necessità dell'uguaglianza e la celebrazione dell'individualità. Con tutto questo, la pace diventa inevitabile. Con il potere la pace è impossibile.
Proprio mentre le elite cercano di reimmaginare e ricreare il nostro mondo, anche noi possiamo fare lo stesso. Questo deve cominciare con la comprensione umana, che ci faccia entrare in un nuovo Rinascimento o Illuminismo, non Occidentale, ma mondiale; dove le persone comunicano e interagiscono tra di loro su base personale e non attraverso le strutture dell'elite. Questo deve essere lo scopo del risveglio politico globale: raggiungere la pace con mezzi pacifici. Se tutti nel mondo decidessero semplicemente di non riconoscere le persone e le psizioni di potere, quel potere svanirebbe. Se non c'è più un esercito, è perchè i soldati hanno deciso di non riconoscere più il governo, e non c'è più nessuno che preme il grilletto sulle persone per strada.
Penso, dunque sono. Se penso, io sono libero, io diventerò libero. Ma, mentre una singola persona può fare questo, questo non funziona se non lo fanno tutti. Ciò richiede che tutte le persone, ovunque, lavorino insieme, parlino insieme, imparino insieme, pensino insieme e agiscano insieme. Possiamo farlo ora, o potremmo essere potenzialmente sottomessi per decenni, se non di più. Se non otteniamo una pace globale e una libertà per tutte le persone, se noi non ci capiamo l'un l'altro, il potere vincerà, almeno per un pò. Ciò che è importante da notare è che l'emergere di una società tecnotronica riduce la necessità di persone, mentre la tecnologia può osservare, ascoltare, controllare e uccidere la gente con la semplice pressione di un tasto. Siamo inoltre in pericolo di diventare una società docile e tranquillizzata, persa nella droga - sia ricreativa o,  più degno di nota, farmaceutica. Dobbiamo evitare di entrare in un 'mondo nuovo', e costruirne coraggiosamente uno diverso.
Con la militarizzazione della società nazionale, sembrerebbe che ci stiamo muovendo verso un mondo che ricorda piuttosto il 1984 di George Orwell, in cui il mondo è diviso in pochi grandi blocchi regionali che sono in guerra l'un l'altro e terrorizzano le loro popolazioni attraverso atti di terrore fisico e di sorveglianza totale ("Grande Fratello"). Ma questa è solo una fase nell'evoluzione allo stadio finale - la grande idea - o come Aldous Huxley si riferiva ad essa, "La Rivoluzione Finale": la dittatura scientifica globale. Che sarà al centro della terza e ultima parte di questa serie.
----------------------------
Questa è la seconda parte della serie "La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà"
Leggi la prima parte: La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 1
----------------------------

Andrew Gavin Marshall è un ricercatore associato al Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, e studia economia politica e storia in Canada. E' co-editore, con Michel Chossudovsky, del recente libro, "The Global Economic Crisis: The Great Depression of the XXI Century," disponibile su Globalresearch.ca.

Note


[1]        Lev Grossman, Why the 9/11 Conspiracy Theories Won't Go Away. Time Magazine: September 3, 2006: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1531304,00.html

[2]        Andrew Gavin Marshall, State-Sponsored Terror: British and American Black Ops in Iraq. Global Research: June 25, 2008: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9447; Andrew Gavin Marshall, Breaking Iraq and Blaming Iran. Global Research: July 3, 2008: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9450 ; Andrew Gavin Marshall, Operation Gladio: CIA Network of "Stay Behind" Secret Armies. Global Research: July 17, 2008: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=9556 ; also see: Daniele Ganser, NATO's secret armies: operation Gladio and terrorism in Western Europe, (Frank Cass: 2005).

[3]        Chris Steller, Minneapolis Federal Reserve draws third protest in six months. The Minnesota Independent: April 25, 2009: http://minnesotaindependent.com/33400/end-the-fed-minneapolis

[4]        Andrew Gavin Marshall, The Transnational Homeland Security State and the Decline of Democracy. Global Research: April 15, 2010: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18676

[5]        Peter Dale Scott, Supplanting the United States Constitution: War, National Emergency and "Continuity of Government". Global Research: May 19, 2010: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19238 ; Peter Dale Scott, Martial Law, the Financial Bailout, and War. Global Research: January 8, 2009: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11681

[6]        Marvin R. Shanken, General Tommy Franks: An exclusive interview with America's top general in the war on terrorism. Cigar Aficionado Magazine: December 1, 2003: http://www.cigaraficionado.com/Cigar/CA_Profiles/People_Profile/0,2540,201,00.html

[7]        Amy Goodman, Broadcast Exclusive: Declassified Docs Reveal Military Operative Spied on WA Peace Groups, Activist Friends Stunned. Democracy Now! July 28, 2009: http://www.democracynow.org/2009/7/28/broadcast_exclusive_declassified_docs_reveal_military

[8]        Joshua Rhett Miller, 'Fusion Centers' Expand Criteria to Identify Militia Members. Fox News: March 23, 2009: http://www.foxnews.com/politics/2009/03/23/fusion-centers-expand-criteria-identify-militia-members/

[9]        Joshua Rhett Miller, 'Fusion Centers' Expand Criteria to Identify Militia Members. Fox News: March 23, 2009: http://www.foxnews.com/politics/2009/03/23/fusion-centers-expand-criteria-identify-militia-members/

[10]      Andrew Gavin Marshall, Tyrants and Traitors: The “Evolution by Stealth” of a North American Union. Global Research: August 7, 2007: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6475

[11]      Joshua Rhett Miller, 'Fusion Centers' Expand Criteria to Identify Militia Members. Fox News: March 23, 2009: http://www.foxnews.com/politics/2009/03/23/fusion-centers-expand-criteria-identify-militia-members/

[12]      Stephen C. Webster, Missouri retracts police memo which labeled activists as 'militia'. The Raw Story: March 26, 2009: http://rawstory.com/news/2008/Missouri_retracts_police_memo_which_labeled_0326.html

[13]      Stephen C. Webster, Fusion center declares nation's oldest universities possible terror threat. The Raw Story: April 6, 2009: http://www.rawstory.com/news/2008/Virginia_terror_assessment_targets_enormous_crosssection_0406.html

[14]      Press Release, ACLU Calls For Internal DHS Investigations On Fusion Centers. ACLU: April 1, 2009: http://www.aclu.org/technology-and-liberty/aclu-calls-internal-dhs-investigations-fusion-centers

[15]      Press Release, ACLU Calls For Internal DHS Investigations On Fusion Centers. ACLU: April 1, 2009: http://www.aclu.org/technology-and-liberty/aclu-calls-internal-dhs-investigations-fusion-centers

[16]      Jonathan Turley, Camps for Citizens: Ashcroft's Hellish Vision. Los Angeles Times: August 14, 2002: http://www.commondreams.org/views02/0814-05.htm

[17]      Christopher Ruddy, FEMA’s Plan for Mass Destruction Attacks: Of Course It’s True. Newsmax: August 6, 2002: http://archive.newsmax.com/archives/articles/2002/8/6/183147.shtml

[18]      Press Release, KBR Awarded U.S. Department of Homeland Security Contingency Support Project for Emergency Support Services. KBR: January 24, 2006: http://www.kbr.com/Newsroom/Press-Releases/2006/01/24/KBR-Awarded-US-Department-of-Homeland-Security-Contingency-Support-Project-for-Emergency-Support-Services/

[19]      Ibid.

[20]      Peter Dale Scott, 10-Year U.S. Strategic Plan For Detention Camps Revives Proposals From Oliver North. New American Media: February 26, 2006: http://news.ncmonline.com/news/view_article.html?article_id=9c2d6a5e75201d7e3936ddc65cdd56a9

[21]      Lewis Seiler and Dan Hamburg, Rule by fear or rule by law? The San Francisco Chronicle: February 4, 2008: http://articles.sfgate.com/2008-02-04/opinion/17140386_1_martial-law-kbr-national-defense-authorization-act

[22]      Peter Dale Scott, Homeland Security Contracts for Vast New Detention Camps. Global Research: February 6, 2006: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=1897

[23]      Cindy Sutherland, Italy City Council hears proposal for commercial development. Italy Neotribune: May 18, 2010: http://www.italyneotribune.com/stories/italy-city-council-hears-proposal-for-commercial-development

[24]      Thelma Grimes, Council 'nay' on detention center; City wants project funding assurance. Benson News: May 11, 2010: http://www.bensonnews-sun.com/articles/2010/05/12/news/news03.txt

[25]      Forrest Wilder, For the Lucios, Private Prison Consulting is a Family Affair. Texas Observer: April 23, 2010: http://www.texasobserver.org/forrestforthetrees/for-the-lucios-private-prison-consulting-is-a-family-affair

[26]      Angela Balakrishnan, IMF chief issues stark warning on economic crisis. The Guardian: December 18, 2008: http://www.guardian.co.uk/business/2008/dec/16/imf-financial-crisis

[27]      Military.com, Study: DoD May Act On US Civil Unrest. McClatchy-Tribune Information Services: December 29, 2008: http://www.military.com/news/article/study-dod-may-act-on-us-civil-unrest.html

[28]      Stephen C. Webster, US intel chief: Economic crisis a greater threat than terrorism. Raw Story: February 13, 2009: http://rawstory.com/news/2008/US_intel_chief_Economic_crisis_greater_0213.html

[29]      Tom Philpott, MILITARY UPDATE: Official: Financial crisis a bigger security risk than wars. Colorado Springs Gazette: February 1, 2009: http://www.gazette.com/articles/mullen-47273-military-time.html

[30]      AFP, WTO chief warns of looming political unrest. AFP: February 7, 2009: http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gpC1Q4gXJfp6EwMl1rMGrmA_a7ZA

[31]      Heather Scoffield, 'There will be blood'. The Globe and Mail: February 23, 2009: http://www.theglobeandmail.com/report-on-business/article973785.ece

[32]      BBC, World Bank warns of social unrest. BBC News: May 24, 2009: http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8066037.stm

[33]      Press TV, Economic Crisis: Brzezinski warns of riots in US. Global Research: February 21, 2009: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=12392

[34]      Ambrose Evans-Pritchard, Moody's fears social unrest as AAA states implement austerity plans. The Telegraph: March 15, 2010: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/7450468/Moodys-fears-social-unrest-as-AAA-states-implement-austerity-plans.html

[35]      DCDC, The DCDC Global Strategic Trends Programme, 2007-2036, 3rd ed. The Ministry of Defence, January 2007: page 3

[36]      Ibid, page 81.

[37]      Andrew Gavin Marshall, War, Racism and the Empire of Poverty. Global Research: March 22, 2010: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18263

[38]      Ibid.

[39]      Ibid.

[40]      Dr. Javier Solana, "Securing Peace in Europe", NATO speech: November 12, 1998: http://www.nato.int/docu/speech/1998/s981112a.htm

[41]      Ibid.

[42]      Zbigniew Brzezinski, “Major Foreign Policy Challenges for the Next US President,” International Affairs, 85: 1, (2009), page 54 (emphasis added)

© Copyright Andrew Gavin Marshall, Global Research, 2010

Link all'articolo originale:
www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19951