domenica 19 gennaio 2014

Vaticano & Gesuiti S.p.a. paradiso delle multinazionali


"Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci"
Matteo 7:15



L'autore di questo libro prevede che verrà il giorno, magari tra un migliaio di anni, in cui il Vaticano cesserà di funzionare come un'istituzione religiosa e assumerà in tutto e per tutto le funzioni di una grande impresa finanziaria. La transizione dall'una all'altra veste sarà meno difficile di quanto possa sembrare, proprio perché man mano che il cattolicesimo andrà accentuando la propria decadenza come grande religione, le ricchezze della Chiesa potranno più facilmente infiltrarsi in qualsiasi campo dell'economia mondiale. Allora, finalmente, il magnate installato al di là del Tevere potrà liberarsi della sua veste di pietà; allora, finalmente, il Vaticano rivelerà l'autentica estensione dei suoi interessi economici.”
Nino lo Bello - L'Oro del Vaticano
[anno di pubblicazione: 1971]


Sotto potete leggere due articoli interessanti che affrontano l'evolversi dei rapporti che la Corporation più ricca del mondo, la Vaticano & Gesuiti S.p.a., la "chiesa povera" del gesuitico Bergoglio, intrattiene con le più svariate multinazionali della consulenza finanziaria e manageriale; nel frattempo continuano i gesti "filantropici" del capo della Corporation "religiosa" multimiliardaria, ed egli è in procinto di essere dichiarato santo perché ha donato "ben" 200 euro ad una povera e disgraziata anziana di Marghera.



La curia di Francesco, paradiso delle multinazionali

McKinsey, Promontory, Ernst & Young, KPMG. Dal Vaticano è tutta una corsa ad arruolare le società di consulenza più pregiate e costose al mondo. A che prezzo non si sa

di Sandro Magister


ROMA, 17 gennaio 2014 – Sarà pure "povera e per i poveri" la Chiesa sognata da papa Francesco. Intanto però il Vaticano sta diventando il Paese di Bengodi delle più pregiate e costose fabbriche al mondo di sistemi organizzativi e finanziari.

L'ultima arruolata è la leggendaria McKinsey & Company, con l'incarico di sfornare "un piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa Sede maggiormente funzionale, efficace e moderna". Quanto basta per seminare il panico tra gli addetti ai lavori, che negli ultimi tempi in Vaticano non sono diminuiti ma aumentati, in un crescendo di confusione.

A padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa e portavoce ufficiale, è stato aggiunto un "senior communications adviser" nella persona del giornalista americano Greg Burke, membro dell'Opus Dei, con un ufficio in segreteria di Stato.

Per non dire dei due addetti stampa che il presidente dell'Istituto per le Opere di Religione, Ernst von Freyberg, si è portato a Roma la scorsa primavera dalla sua Germania, Max Hohenberg e Markus Wieser, entrambi della Communications & Network Consulting.

Poi c'è la Radio Vaticana diretta dallo stesso Lombardi, con 30 milioni di dollari di passivo annuo e con tanti giornalisti quanti ne servivano una volta per trasmettere in onde corte nelle lingue e nelle regioni più remote del globo, ma ora in sovrannumero.

C'è "L'Osservatore Romano", altra voragine di costi con le poche migliaia di copie giornaliere della sua edizione principale.

C'è il Centro Televisivo Vaticano, che fa buoni incassi grazie all'esclusiva mondiale delle immagini del papa ma deve fronteggiare spese proibitive con la Sony e altre grandi firme per la modernizzazione delle tecnologie.

E poi ancora c'è il pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, un carrozzone burocratico che avrebbe dovuto fare lui il lavoro ora affidato alla McKinsey, ma evidentemente non ne è stato ritenuto capace.

In questo disordine si è capito da un pezzo che papa Francesco preferisce fare di testa sua. Delle tre sue interviste che più hanno fatto rumore, due le ha date ai gesuiti de "La Civiltà Cattolica" e una al superlaico fondatore de "la Repubblica", senza che né padre Lombardi né Burke né altri vi avessero a che fare.

Altra firma di grido reclutata dal Vaticano è il Promontory Financial Group, con sede centrale a Washington. Da maggio, una dozzina di suoi operatori si sono installati nei locali dello IOR e passano al setaccio ad uno ad uno i conti dell'istituto, in caccia di operazioni illecite. Altrettanto fanno con i conti dell'APSA, l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.

Non solo. Dirigenti di spicco di Promontory fanno parte ormai in pianta stabile del vertice dello IOR. Era di Promontory Rodolfo Marranci, il nuovo direttore generale della "banca" vaticana. E sono divenuti senior adviser dello IOR Elizabeth McCaul e Raffaele Cosimo, capi rispettivamente delle sedi di New York e per l'Europa di Promontory. Da oltre Atlantico viene anche Antonio Montaresi, chiamato a dirigere l'ufficio rischi, un ruolo che nello IOR prima non esisteva.

Un'analoga moltiplicazione dei ruoli e del personale interessa in Vaticano anche l'Autorità di Informazione Finanziaria, creata alla fine del 2010 da Benedetto XVI, oggi diretta dallo svizzero René Brülhart, costosa star internazionale in materia, e prossima a raddoppiare il suo staff.

A certificare i bilanci dello IOR c'è la Ernst & Young, alla quale il Vaticano ha ora affidato anche la verifica e l'ammodernamento delle attività economiche e della gestione del governatorato del piccolo Stato.

E a un'altra blasonata multinazionale, la KPMG, è stato chiesto di allineare agli standard internazionali la contabilità di tutti gli istituti ed uffici con sede nella Città del Vaticano.

A dispetto della decantata trasparenza, nulla trapela sui costi di questi ricorsi ad operatori esterni, costi che si presumono ingenti, in particolare quelli a carico dello IOR.

Come non bastasse, la "banca" vaticana ha dovuto coprire con 3,6 milioni di euro una parte del debito di 28,3 milioni, accertato dalla Ernst & Young, della giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro.

E con una decina di milioni di euro ha dovuto colmare metà della voragine lasciata nella diocesi di Terni dal suo ex vescovo Vincenzo Paglia, attuale presidente del pontificio consiglio per la famiglia.

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Questa nota è uscita su "L'Espresso" n. 3 del 2014, in edicola dal 17 gennaio, nella pagina d'opinione dal titolo "Settimo cielo" affidata a Sandro Magister.

Ecco l'indice di tutte le precedenti note:

> "L'Espresso" al settimo cielo

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Alle società esterne menzionate nell'articolo alle quali fa ricorso il Vaticano si può aggiungere il Banco Santander, incaricato di un corso di formazione per il personale amministrativo della prefettura degli affari economici della Santa Sede.

Presidente per l'Italia della Santander Consumer Bank SpA è Ettore Gotti Tedeschi, chiamato alla presidenza dello IOR nel settembre del 2009 e da lì estromesso il 24 maggio 2012 con procedura da lui a ragione definita "ingiusta e brutale" in un'intervista a "Il Messaggero" del 10 gennaio 2014, nella quale ha chiesto a papa Francesco di "ascoltare quello che ho da raccontare, anche in confessione, se ritiene il caso", perché "vorrei essere sicuro che conosca anche la mia verità":

> Gotti Tedeschi: "Il papa deve conoscere la mia verità sullo IOR"

Dopo la sua estromissione, attorno a Gotti Tedeschi è stata fatta terra bruciata. In Vaticano nessuno di tutti quelli incaricati di studiare la riforma dello IOR l'ha finora interpellato, nemmeno per ascoltare la sua ricostruzione dei fatti.

 
[nota di nwo-truthresearch: pensiamo che l'estromissione di Gotti Tedeschi abbia a che fare con una guerra tra bande tutta interna al Cattolicesimo parassita: Gotti Tedeschi, infatti, è l'ennesimo predicatore del bene e razzolatore del male, ed è legato all'Opus Dei, una delle sette più potenti all'interno del Vaticano, beneficiando anche di protezioni nei media, specialmente nel Corriere della Se[g]a; su questo punto si legga l'articolo VITA, OPERE E MIRACOLI (OPUS DEI) DI GOTTI-TEDESCHI.., pubblicato su Dagospia il 28 febbraio 2013, da cui estraiamo:"Uno che lo conosce da vicino, e da lungo tempo, è il gagliardo giornalista e saggista, Giancarlo Galli. Nel suo volume "Finanza bianca, i soldi, il potere" (Mondadori, 2004), l'autore ne fa un ritratto che sembra ben fotografare questo discusso personaggio che straparla di denaro in Paradiso e mette mano in ogni affare pubblico&privato, compreso l'affaire Finmeccanica. Annota Giorgio Galli nel suo libro: "... ho ricevuto la visita di Ettore Gotti-Tedeschi (3 luglio 2002, nda), banchiere internazionale ed economista di fama, membro dell'Opus Dei, rappresentante per l'Italia del potente Banco Santander Central Hispano, controllato dalla famiglia Botin, e a un certo momento - aggiunge Galli - il discorso è finito sull'attualità. Per l'appunto, la Reconquista cattolica...
Ps. In un altro volume del già citato Giancarlo Galli ("Nella giungla degli Gnomi", Garzanti 2008), possiamo trovare molte risposte alle domande che oggi si rincorrono sui media a proposito dell'acquisizione di Antonveneta da parte del Mps. Un'operazione a dir poco spregiudicata che fruttò "sull'unghia" al Banco Santander di Botin e Gotti-Tedeschi 2,3 miliardi di plusvalenza.".]
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Una pietra di paragone dei costi delle maggiori società di consulenza è il contratto stipulato poco prima di Natale dal ministero italiano del tesoro con la KPMG – una delle società reclutate dal Vaticano – per studiare come risanare i conti delle sette regioni più indebitate nei servizi sanitari: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte e Sicilia.

Il costo del contratto con la KPMG – che si avvarrà anche dell'apporto della Ernst & Young, un'altra delle società reclutate dal Vaticano – è stimato in 38 milioni di euro, a carico delle regioni indebitate.

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La McKinsey & Company non è nuova nel dar consigli alla Chiesa cattolica. La diocesi di Berlino si è rivolta al direttore della filiale di Monaco di Baviera, Thomas von Mitschke-Collande, per rimettere in sesto i propri conti. E altrettanto ha fatto la conferenza episcopale di Germania, per risparmiare in costi e personale.

Nel 2012 von Mitschke-Collande ha pubblicato un libro dal titolo: "Vuole la Chiesa eliminare se stessa? Fatti e analisi di un consulente aziendale". E la scorsa estate ha offerto un piano dettagliato di riforma della curia romana agli otto cardinali consiglieri di papa Francesco.

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Un caso di doppia appartenenza, alla Ernst & Young e nello stesso tempo alla commissione istituita da papa Francesco per riorganizzare la struttura economico-amministrativa della Santa Sede, è quello di Francesca Immacolata Chaouqui, che nella multinazionale angloamericana si occupa di pubbliche relazioni.

Ma più che per conflitto d'interessi, la giovane PR ha sollevato critiche in Vaticano e fuori per motivi ben più consistenti, fin dal momento della sua nomina:

> Ricca e Chaouqui, due nemici in casa (26.8.2013)

> Francesca Immacolata Chaouqui si confessa due volte (18.9.2013)

> Chaouqui e Vallejo Balda, la strana coppia (17.1.2014)


link articolo originale: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350699



Multinazionali e Opus Dei: la strana compagnia del Papa




Si sta delineando una Chiesa anglo-ispanica lungo un asse Usa-America Latina a guida dei gesuiti


La Chiesa povera per i poveri di papa Francesco ha bisogno delle multinazionali, almeno di quelle che operano nella consulenza finanziaria, nella gestione delle risorse umane e nel riassetto di grande aziende e organizzazioni. L’impronta americana del pontificato diventa sempre più marcata, non manca poi un po’ di Europa tecnocratica. Sta di fatto che si sta delineando una Chiesa anglo-ispanica lungo un asse Usa-America Latina (non privo di conflitti interni) a guida politico culturale dei gesuiti, con motore economico nell’area dell’ ‘Obra’ di Escrivà, senza dimenticare l’ingresso massiccio dei laici nei ruoli tecnici. Il tutto gira intorno a una regia internazionale – gli otto cardinali che coadiuvano il Papa nel governo e nella riforma della Curia – e a un Segretario di Stato italiano, monsignor Pietro Parolin, di scuola diplomatica classica, proveniente da un’esperienza non semplice in Venezuela. Altri italiani s’incontrano nell’entourage di Bergoglio ma spesso alle spalle hanno un’esperienza latinoamericana. Il Papa, come è noto, fa il resto. Il progetto è complesso anche perché si tratta di scrostare poteri resistenti.
Le società fino ad ora ingaggiate dal Vaticano sono note: Mc Kinsey (riorganizzazione media), Ernst & Young (revisione economica Stato vaticano), KPMG (riforma procedure contabili di tutti gli enti della Santa Sede) e Promontory group (ristrutturazione Ior e Apsa); sul fronte delle relazioni internazionali i riferimenti sono Moneyval e il Consiglio d’Europa (antiriciclaggio e trasparenza), il dipartimento del Tesoro Usa e il governo tedesco (con queste due istituzioni sono stati firmati importanti accordi di collaborazione finanziaria), la Banca d’Italia e la sua autorità di controllo. L’Opus Dei, in tale contesto, fa sentire la sua presenza e il suo sostengo a papa Francesco, del resto molti dei suoi membri possiedono ‘l’expertise’, per occuparsi di materie tanto complesse. I cambiamenti appaiono quindi sempre più profondi e il loro profilo tecnico e organizzativo tutt’altro che secondario; si possono però a questo punto individuare alcuni elementi generali. La riforma dello Ior procede verso la trasformazione dell’istituto in una ‘banca normale’, cioè in grado di interagire con il sistema finanziario internazionale accettandone le norme sulla trasparenza. Il percorso è a buon punto ma non è concluso perché chiudere un passato di ‘conti sospetti’ non è cosa scontata, le indagini della magistratura italiana sono lì a dimostrarlo.
Sul fronte della comunicazione si attendono poi novità importanti: Mc Kinsey, l’ultima mega-società sbarcata Oltretevere e chiamata in causa dalla “Pontificia commissione Referente di studio e di indirizzo per gli affari economici”, dovrà mettere a punto “un piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa Sede maggiormente funzionale, efficace e moderna”. Da molti anni in Vaticano si parla di un nuovo assetto per la comunicazione oggi spezzettata fra diversi organismi che spesso si sovrappongono; in tal modo i costi crescono e i passivi vanno a pesare sui bilanci complessivi del Vaticano. La cosa non è di poco conto e non riguarda solo il sistema dei media: senza l’intervento dello Ior (le cui risorse sono di circa 6, 3 miliardi di euro) che ogni anno dà il suo decisivo contributo al ripianamento dei debiti accumulati nella gestione ordinaria, la Santa Sede sarebbe in una situazione economica allarmante [nota di nwo-truthresearch: che l'azienda più ricca del mondo sia in una condizione di sofferenza economica nutriamo seri dubbi, a meno che non si dia credito a qualche limitata contabilità sbandierata, che non tiene conto degli affari globali della Chiesa Cattolica nel suo insieme, dove gran parte della ricchezza del Vaticano è nascosta in società finanziarie di modo che sia difficile arrivare anche solo vicino ad una stima della sua reale grande ricchezza; si veda L'Impero Finanziario Vaticano che ci Domina Der Spiegel: Vaticano, il principale azionista]


E allora l’Osservatore romano, la Radio Vaticana, il Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, la Libreria editrice vaticana, la tipografia, il Centro televisivo vaticano (CTV) fino agli altri media più o meno collegati con Roma, tutto dovrà essere rivisto da Mc Kinsey & company per un lavoro che potrebbe concludersi entro pochi mesi. Intanto, con un occhio puntato al mercato internazionale, il Ctv ha cominciato a produrre un settimanale d’informazione sulla Santa Sede in HD.

In questa complessa transizione bergogliana, si delineano sempre di più anche ruoli specifici. E non può passare inosservato che l’Opus Dei, guidata dal prelato Javier Echevarrìa, sta sostenendo a pieno regime lo sforzo riformatore di papa Francesco. Gli uomini de la ‘Obra’ si muovono con discrezione e, secondo una nota vulgata opusiana, “ciascuno risponde personalmente di quello che fa”, non c’è insomma un agire a nome dell’Opus Dei. Sta di fatto che monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda, amico della Prelatura fondata da Escrivà de Balaguer, ricopre l’incarico di Segretario della commissione incaricata della riforma amministrativa ed economica, e allo stesso tempo è anche Segretario dell’Apsa, cioè dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica. E’ un monsignore in carriera con un passato di amministratore di bene ingenti nella diocesi spagnola di Astorga. Nei piani della riforma in corso, l’Apsa – di recente coinvolta in gravi indagini giudiziarie da parte italiana – dovrà diventare una sorta di ministero del tesoro-economia vaticano senza svolgere più alcuna attività finanziaria. L’Apsa controlla fra l’altro un patrimonio immobiliare che si reputa ingente ma di cui non si conosce la sostanza reale.

Sarà dunque monsignor Vallejo il prossimo ministro dell’economia della Santa Sede? Vedremo. Intanto la commissione di cui è membro  ha fatto il contratto a “McKinsey”, “dopo procedura formale di gara” come recita il comunicato ufficiale; la società in passato ha annoverato nelle sue fila Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente Ior, Opus Dei anche lui, caduto poi in disgrazia per i contrasti con il cardinal Bertone. Ancora va citata Francesca Chaoqui, anch’essa membro della stessa commissione riformatrice e giudicata vicina all’Opus Dei, diventata nota per tweet ‘scandalosi’ contro Bertone e Tremonti e per qualche foto un po’ troppo sexy. Ma soprattutto conta il suo lavoro per la Ernst & Young, altro big della consulenza ingaggiato dal Vaticano. Ancora un altro esponente dell’Opus Dei, monsignor Juan Ignacio Arrieta, coordina l’altra commissione riformatrice, quella che si occupa dello Ior. L’impronta a stelle strisce in Vaticano, per altro, si vede anche nel ruolo che hanno i Cavalieri di Colombo - che pure finanziano i sacri palazzi - il cui leader, Carl Anderson, è il segretario del board laico dello Ior considerato fra i ‘defenestratori’ di Gotti Tedeschi. Va ricordato che i Cavalieri possono contare su forti rapporti con alcuni cardinali americani. Bergoglio fino ad ora è riuscito, dietro le quinte, a tenere in mano le fila di ogni cosa, ma rivalità e conflitti si possono sempre aprire.   
La Compagnia di Gesù, intanto, è tornata a svolgere il ruolo di cavalleria del papa. La ‘Civiltà cattolica’ sotto la guida di padre Antonio Spadaro, è diventata strumento essenziale della campagna pro-Bergoglio; l’importante intervista rilasciata da Francesco alla rivista e diffusa in contemporanea da tutte le testate dei gesuiti del mondo senza fuga di notizie, la dice lunga. Padre Federico Lombardi, gesuita anch’egli, è da tempo alla guida della Sala stampa della Santa Sede e della radio vaticana, mentre gesuiti di rango sono nella Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia è nel suo complesso che la Compagnia guidata dallo spagnolo Adolfo Nicolàs, anch’essa come l’Opus senza darlo troppo a vedere, sostiene la novità del papa argentino e il suo programma riformatore.

link articolo originale: http://www.linkiesta.it/papa-multinazionali

sabato 28 dicembre 2013

Italia, un paese sul lastrico in mano al Vaticano che lascia i poveri a morire di fame



L'Italia, il quartier generale della Chiesa Cattolica, è l'avanguardia del peggio che potrà capitare al resto d'Europa sempre più sotto il giogo della dittatura Vaticana. Italia, un paese fanalino di coda per meritocrazia, dove solo i raccomandati e i paraculati figli di papà trovano buoni lavori e vanno nei posti che contano.

 Italia, dove dominano "scadente capitale umano, aggravato da sistemi di selezione in cui il merito gioca un ruolo minore; un pulviscolo di organizzazioni dedite alla conquista e difesa delle rendite; una resistenza diffusa al cambiamento, alimentata da culture anti-industriali e contrarie alla crescita; burocrazia opprimente; istituzioni deboli e incapaci di decidere. Un ambiente in cui governi mirano al massimo a sopravvivere, ma non sono in grado di far nulla per arrestare l’impoverimento". (si veda L’Occidente tra disuguaglianza e declino da Repubblica Economia & Finanza)
Italia, dove più studi e meno ti pagano, e dove i tuoi studi fatti con merito e sacrificio, a differenza di tutti gli altri paesi civili, non ti danno alcuno sbocco concreto se non l'indigenza (si veda anche Sei più qualificato? Ti pago di meno. In Italia stipendi bassi per le professioni specializzate tratto da Il Sole 24 Ore).

 Italia, un paese dove prosperano solo le lobby e le corporazioni con i loro privilegi parassitari mentre il paese va a fondo; Italia, dove "I figli dei bancari ereditano il posto del padre", dove notai, petrolieri, banchieri, farmacisti, commercialisti, assicuratori sono tutti ben rappresentati in Parlamento. Italia, dove dagli anni Ottanta la disuguaglianza sociale è cresciuta del 33%. (si veda il libro Privilegium, l'Italia divorata dalle lobby, di Michele Ainis)

 Italia, dove la madre di tutte le lobby parassite si chiama VATICANO!! Italia, dove i cappellani militari succhiano allo stato 15 milioni di euro l'anno. Italia, dove, secondo le stime del'UAAR, la Chiesa Cattolica costa allo stato italiano (cioè a tutti gli sfigati lavoratori dipendenti che pagano le tasse) ben 6 MILIARDI E 500 MILIONI ALL'ANNO; oppure, se vogliamo tenerci più bassi, 3 MILIARDI DI EURO, secondo le stime di Massimo Teodori.

 Italia, dove "il parassitismo della Santa Sede ha origine nei Patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929, inseriti nella Costituzione del 1948 per volontà di Pio XII e Togliatti, e rinnovati nel 1984."
 Italia, dove quasi tutti i governi sono stati guidati da CATTOLICI FERVENTI (De Gasperi, Leone, Pella, Tambroni, Fanfani, Moro [oppositore e per questo eliminato], Colombo, Segni, Scelba, Zoli, Rumor, Forlani, Cossiga, Goria, De Mita, Andreotti, Berlusconi, Prodi, Ciampi, Monti, Letta), con veramente poche eccezioni.
Italia, dove tra i Governatori della Banca d'Italia abbiamo avuto CATTOLICI FERVENTI come Guido Carli, Carlo Azeglio Ciampi, Antonio Fazio e Mario Draghi: Italia, dove poi ci hanno detto che il complotto era degli ebrei nelle banche centrali e dei comunisti al governo! Italia, dove tutti questi potenti cattolici ferventi hanno portato il paese ad avere "il 50% della ricchezza nelle mani del 10% delle famiglie". Italia, che è "tra i paesi [dove si] registrano le maggiori disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, seconda solo al Regno Unito nell'Unione europea" e dove "i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri". Italia, dove se sei povero ti attacchi al tram di diventare anche solo un poco benestante, perché siamo al penultimo posto in classifica, seguiti dal Regno Unito, per quanto riguarda la mobilità sociale (si veda Intergenerational Income Mobility della Conference Board of Canada). [nota: il Regno Unito è un paese finto protestante-anglicano, perché i suoi Cavalieri di San Giovanni “Non Cattolici", con a capo la Regina Elisabetta II, sono sotto il controllo del Papato Romano].
 Italia, dove un italiano su tre arriva a fine mese solo con l'aiuto dei genitori.

Italia, un paese in cui  "le persone a cui manca il lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni. Le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media l’anno. Dall’inizio della crisi (fine 2007) si sono persi 1 milione e 810 mila Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno)", come afferma Confindustria.

Italia, un paese in cui la giustizia funziona peggio di paesi come Sierra Leone, Malawi, Iraq e Bolivia (siamo al 155° posto in classifica su 185 paesi; si veda il rapporto Doing Business in Italy 2013 [qui e qui a pag.40] della Banca Mondiale). Italia, 69° posto su 175 nella classifica dei paesi corrotti (a pari merito con il Kuwait; al primo posto c'è il paese meno corrotto, che è la Danimarca; sopra di noi, e quindi meno corrotti, il Ghana, la Namibia, il Rwanda; si veda Transparency International). Italia, paese analfabeta del millennio, dove, secondo l'OCSE, su 24 paesi suoi aderenti siamo "ultimi per conoscenze di base, penultimi per capacità di calcoli"; dove "un italiano su cinque ha problemi di lettura, mentre in Giappone e Finlandia il rapporto scende a 1 su 20 e 1 su 10. Inoltre quasi un terzo della popolazione leggendo un libro o qualsiasi altro testo scritto riesce a interpretare soltanto informazioni semplici." Italia, dove "un italiano su due non legge neppure un libro all'anno".

"L'anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini; per tracciare un paragone è utile sapere che tali numeri lievitano fino all'82% nel caso della Germania, al 70% in Francia mentre, in Spagna, il 61,4% degli intervistati si concede la lettura di (almeno) un libro." Italiani, all'ultimo posto in Europa per numero di laureati; "gli italiani si nutrono sempre meno di cultura e sono ultimi in Unione europea per numero di laureati con il 20,3% di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario a fronte del 34,6% della media Ue." E poi ci dicono che i laureati in Italia sono troppi e che costoro devono andare a raccogliere banane! Allora perchè in tutti i paesi europei sono molti di più e sono quasi tutti occupati con impieghi ben remunerati e relativi alle competenze acquisite? Perchè gli altri paesi hanno economie più avanzate della nostra, con industrie serie; non sono paesi che vogliono vivere di PIZZA, MAFIA, VATICANO E MANDOLINO! (Se volete un'esposizione dettagliata sul numero di laureati da terzo mondo che ha l'Italia e sul come questi laureati fatichino ad inserisi in un'economia italiana da terzo mondo in cui, al contrario del trend dell'Unione Europea, diminuiscono le professioni ad alta specializzazione, leggete il XV RAPPORTO ALMALAUREA SULLA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI, Sintesi di Andrea Cammelli)



Sopra potete vedere uno screenshot del Rapporto Almalaurea a pagina 5; guardate bene dove si posiziona l'Italia per quanto riguarda la percentuale di laureati sulla popolazione complessiva.


L'Italia è il paese dove, nella classifica delle migliori Università al mondo, il primo ateneo si posiziona al 188° posto, quello di Bologna.

Nel paese quartier generale del Vaticano questi non sono certo dati casuali; ci vogliono un paese di dementi, rincoglioniti e superstiziosi che pregano davanti alle Madonne che piangono!! L'Italia è il paese di IDIOCRACY, dove, in tempi di crisi, i propri miseri risparmi la gente li impiega per andare a vedere un film di Checco Zalone, il più visto di sempre nella storia del cinema italiano.

Il nostro è il paese dove le scorregge di Frank Matano totalizzano 8 MILIONI E 500 MILA VISITATORI su YouTube! 

Quale documentario di controinformazione può arrivare a tanto?
In questo paese di merda ridotto sul lastrico questi cattolici parassiti al governo non ti danno nemmeno un euro di sussidio se sei povero e disoccupato (tranne cassaintegrati e altri paraculati sindacali), e per non morire di fame ti devi obbligatoriamente rivolgere alla Caritas e alla Comunità di Sant'Egidio; questi parassiti e moralisti cattolici vogliono che i poveracci ritornino a Dio per mezzo della disperazione fabbricata a tavolino dalle loro riforme; e quale migliore strategia di aumentare i fedeli quella di proporre la Chiesa Cattolica al popolo ignorante e impoverito come la "salvatrice" che, tramite la carità stracciona della Caritas, ti fornisce, con le tasche degli altri, un pasto o un pacco di pasta?

 Riso, pasta e alimenti sono per lo più aiuti dell'UE o di altri donatori, o sono eccedenze alimentari, distribuite dalla manovalanza gratuita fornita dai fedeli. Oppure, se gli aiuti provengono dal Vaticano, questi originano da denaro che gli abbiamo regalato noi, con la dovuta cresta; ad esempio, dal sito ufficiale 8xmille (tenetelo a mente, è IL SITO UFFICIALE!) possiamo leggere la rendicontazione relativa all'anno 2012 (pag. 6).
Su un totale di 1148 milioni di euro, ben 479 milioni sono andati alle esigenze di culto della popolazione (per lo più propaganda e costruzione di nuove chiese); al sostentamento del clero parassita che non vuole cercarsi un lavoro sono andati 364 milioni di euro; al fondo di accantonamento sono andati 50 milioni di euro e agli interventi caritativi sono andati solo 255 milioni di euro su 1148. Quindi, se facciamo i calcoli, scopriamo che solo un misero 22,2 % è andato ad interventi di carità (125 milioni alle diocesi, 85 milioni ai paesi del terzo mondo e 45 milioni ad interventi di rilievo nazionale) e tutto il resto è parassitismo ecclesiastico. Inoltre, a causa di questa legge truffa, l'ammontare dell'8 per mille assegnato alla Chiesa Cattolica proviene per la maggior parte (si stima intorno al 60% dell'importo totale) dalle scelte non espresse. Ricordiamo anche, come detto all'inizio, che la stima del costo totale della Chiesa Cattolica a carico dei cittadini si aggira dai 3 ai 6,5 miliardi di euro l'anno. Immaginate se tutti questi soldi fossero messi a disposizione per intero alle fasce più deboli della popolazione e senza la mediazione paternalista e moralista del clero (per non parlare poi dei frequenti casi di abusi sessuali da parte degli uomini di chiesa nei confronti dei loro assistiti).
Sapendo ciò non sarete più sorpresi nell'apprendere che "tutti gli altri paesi dell’Europa a 28 (tranne Italia e Grecia) hanno adottato da tempo forme di reddito minimo garantito per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa."
Senza aggiungere altro vi lascio alla lettura dell'articolo tratto da Il Fatto Quotidiano:


Reddito garantito: 1.300 euro al mese in Danimarca, 460 in Francia. La mappa

Mentre in Italia giacciono in Parlamento proposte di legge mai discusse, nel resto d'Europa sono in vigore forme di sostegno e sussidi non destinati solo ai disoccupati. Dal modello scandinavo all'esperimento francese, ecco come funzionano e quanto valgono. Ma il primato va all'Alaska (grazie al petrolio). In Brasile povertà dimezzata con il piano di Lula

di | 24 ottobre 2013


L’ultima ad entrare nel club è stata l’Ungheria, nel 2009. Tutti gli altri paesi dell’Europa a 28 (tranne Italia e Grecia) hanno adottato da tempo forme di reddito minimo garantito per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa, così come l’Europa chiede fin dal 1992. Strumento pensato per alleviare la condizione di insicurezza di chi vive al di sotto della soglia di povertà, in caso di perdita del lavoro il reddito minimo scatta quando è scaduta l’indennità di disoccupazione (che in Italia è l’ultima tutela disponibile) e il disoccupato non ha ancora trovato un nuovo impiego. Ma nell’Ue ne beneficia anche chi non riesce a riemergere dallo stato di bisogno nonostante abbia un lavoro. Negli ultimi anni la tendenza generalizzata, secondo il rapporto The role of minimum income for social inclusion in the European Union 2007-2010 stilato dal Direttorato generale per le politiche interne del Parlamento Ue, è stata quella di razionalizzare i vari sistemi, cercando di legare più che in passato il sostegno a misure per rafforzare il mercato del lavoro in modo da creare occupazione e ridurre il numero dei beneficiari. Ma il reddito minimo continua ad assolvere alla sua funzione: quella di ultimo baluardo garantito dagli Stati contro l’indigenza.
DANIMARCA - Il modello scandinavo. Informato ai principi dell’universalismo, il sistema danese è tra i più avanzati del continente ed è basato su un pilastro principale: il Kontanthjælp, l’assistenza sociale. Il sussidio è tra i più ricchi: la base per un singolo over 25 è di 1.325 euro (escluso l’aiuto per l’affitto, che viene elargito a parte), che arrivano a 1.760 per chi ha figli. I beneficiari che non hanno inabilità al lavoro sono obbligati a cercare attivamente un’occupazione e ad accettare offerte appropriate al loro curriculum, pena la sospensione del diritto. A differenza della maggior parte degli altri paesi, il sussidio è tassabile. E se ci si assenta dal lavoro senza giustificati motivi, viene ridotto in base alle ore di assenza. Fino al febbraio 2012, poi, esisteva lo Starthjælp, letteralmente “l’indennità di avviamento ad una vita autonoma”, il cui contributo minimo era di 853 euro: il beneficio è stato abolito in un tentativo di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema.
GERMANIA – Il modello centroeuropeo. In Germania lo schema di reddito minimo è basato su 3 pilastri: l’Hilfe zum Lebensunterhalt, letteralmente un “aiuto per il sostentamento“, un assegno sociale per i pensionati in condizioni di bisogno (Grundsicherung im Alter) e un sostegno ai disoccupati con ridotte capacità lavorative (Erwerbsminderung). Dal 1° gennaio 2013 il contributo di primo livello (il più alto) è di 382 euro per un singolo senza reddito. Sussidi per l’affitto e il riscaldamento vengono elargiti a parte, come le indennità integrative per i disabili, i genitori soli e le donne in gravidanza. Lo Stato pensa anche alla prole: 289 euro per ogni figlio tra i 14 e i 18 anni, 255 euro tra i 6 e i 14 anni, 224 euro da 0 a 5 anni. La durata è illimitata, con accertamenti ogni 6 mesi sui requisiti dei beneficiari, a patto che chi è abile al lavoro segua programmi di reinserimento e accetti offerte congrue alla sua formazione. Ne hanno diritto i cittadini tedeschi, gli stranieri provenienti da paesi Ue che hanno firmato il Social Security agreement e i rifugiati politici.
REGNO UNITO – Il modello anglosassone. Oltremanica il reddito minimo è garantito da un complesso sistema di sussidi basati sulla “prova dei mezzi”, la misura del reddito dei richiedenti. L’Income Support è uno schema che fornisce aiuto a chi non ha un lavoro full time (16 ore o più a settimana per il richiedente, 24 per il partner) e vive al di sotto della soglia di povertà. Il sostegno ha durata illimitata finché sussistono le condizioni per averlo e varia in base ad età, struttura della famiglia, eventuali disabilità, risorse che i beneficiari hanno a disposizione: chi ha in banca più di 16mila sterline non può accedervi e depositi superiori alle 6mila riducono l’importo del sostegno. Le cifre: i single tra i 16 e i 24 anni percepiscono 56,80 pound a settimana, gli over 24 arrivano a 71,70 (per un totale di circa 300 sterline al mese, pari a 330 euro, contro le 370 del 2007). Un aiuto dello stesso importo garantisce la Jobseeker Allowance, riservata agli iscritti nelle liste di disoccupazione: “Per riceverlo il candidato deve recarsi ogni due settimane in un Jobcenter e dimostrare che sta attivamente cercando lavoro”. Lo Stato aiuta chi ha bisogno anche a pagare l’affitto e garantisce alle famiglie assegni per il mantenimento dei figli.
FRANCIA – Esperimento di reddito modulare. A due diversi tipi di sostegno rivolti ai disoccupati, si è aggiunto nel 1988 il Revenu Minimun d’Insertion, sostituito nel giugno 2009 dal Revenu de Solidarité Active. Ne ha diritto chi risiede nel paese da più di 5 anni, ha più di 25 anni, chi è più giovane ma ha un figlio a carico o 2 anni di lavoro sul curriculum. Un singolo percepisce 460 euro mensili (in aumento dai 441 del 2007), una coppia con 2 figli 966 euro. E il sussidio, che dura 3 mesi e può essere rinnovato, aumenta con l’aumentare della prole. Perché il sostegno non si trasformi in un disincentivo al lavoro, il beneficiario deve dimostrare di cercare attivamente un’occupazione, partecipare a programmi di formazione e l’importo del beneficio è modulare: man mano che cresce il reddito da lavoro, diminuisce il sussidio, ma in questo modo il reddito disponibile aumenta.
BUONE PRATICHE
Belgio. Quello belga è un sistema rigido, ma generoso: 725 euro il contributo mensile per un singolo. Con l’inizio della crisi Bruxelles ha, inoltre, aumentato le tutele, adottando nel luglio 2008 per gli anni 2009-2011 l’Anti-Poverty Plan, un’ulteriore serie di misure per garantire il diritto alla salute, al lavoro, alla casa, all’energia, ai servizi pubblici. Inoltre il Belgio è tra i paesi che, con Germania e Danimarca, consentono di rifiutare un lavoro perché non congruo al proprio livello professionale senza vedersi sospeso il sussidio (idea affine a quella proposta in Italia da M5S e Sel): un meccanismo studiato per contrastare quella fascia di lavori a bassa qualificazione che prolifera in conseguenza dell’obbligo di accettare un impiego per non perdere il sostegno.
Irlanda. Anche quello irlandese figura tra i sistemi più generosi: 849 euro il contributo massimo per un singolo. E grazie al Back to Work Allowance nell’isola un disoccupato che intraprende un’attività lavorativa continua ad usufruire dei sussidi per diversi mesi dopo l’avvio del lavoro. Anche se si riprendono gli studi si può richiedere un sostegno al reddito grazie al Back to study Allowance. 

Olanda.
 I Paesi Bassi, invece, oltre ad avere un sistema di manica larga con singoli (617 euro il contributo mensile massimo) e famiglie (1.234 euro, sia che si tratti di coppie sposate che di coppie di fatto, con figli e senza) hanno messo a punto il Wik, una misura specifica per gli artisti, studiata per garantire una base economica a chi si dedica alla creazione artistica.
RISULTATI. Secondo uno studio commissionato dalla Commissione Europea basato sui report nazionali dello Eu Network of National Independent Experts on Social Inclusion, sono rari i casi in cui il reddito minimo “riduce sensibilmente i livelli aggregati di povertà”: “i paesi che meglio riescono ad elevare le condizioni dei loro cittadini più deboli verso la soglia di povertà sono Irlanda, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca”. Svolge, invece, un ruolo importante “nel ridurre l’intensità della povertà”. 
ESPERIMENTI NEL MONDO: IL REDDITO DI CITTADINANZA IN ALASKA E BRASILE. A differenza del reddito minimo, il reddito di cittadinanza, in inglese basic income, è una forma universalistica di sostegno del reddito garantita dallo Stato a tutti i cittadini maggiorenni a prescindere dai loro averi e dalla loro disponibilità a lavorare. Secondo la Global Basic Income Foundation, l’unico paese al mondo in cui esiste un reddito di cittadinanza è l’Alaska. Dal 1982 l’Alaska Permanent Fund, nel quale confluisce almeno il 25% dei proventi dei giacimenti di petrolio e gas dello Stato, garantisce un dividendo a tutti i cittadini residenti da almeno un anno. L’importo varia in base a proventi annui del settore minerario: nel 2011 è stato di 1.174 dollari, nel 2008 aveva toccato i 2.100. E si tratta di un sostegno individuale, quindi una famiglia composta da 5 persone riceverà 5 sussidi. Il Brasile, invece, si è dotato di un basic income, la Bolsa Familia, con la legge n. 10.835/2004 promulgata dal presidente Lula l’8 gennaio 2004. In base ai dati della Banca Mondiale, in questi anni la percentuale di persone che vivevano sotto la soglia della povertà (fissata nelle parti più ricche del mondo emergente a 4 dollari al giorno) è scesa dal 42.84%, del 2003 al 27.60% del 2011. E, secondo il Ministero per lo Sviluppo Sociale, il budget per il programma sarà portato dai 10,7 miliardi di dollari del 2012 a 12,7 nel 2013.
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/24/reddito-garantito-1-300-euro-al-mese-in-danimarca-460-in-francia-ecco-mappa/673894/

P.s.: questo post è stato visionato anche dalla "Santa" Sede.

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mercoledì 18 dicembre 2013

Bagnasco: Razzolatore Babypensionato


Cari disoccupati, precari, finte partite iva, cari cittadini che guadagnate 600 euro al mese e avete una laurea con lode; cari pescatori, agricoltori, muratori e badanti costretti a lavorare in nero 12 ore al giorno e che alla fine del mese non avete nemmeno i soldi per pagare le bollette;  insomma, cari milioni di disperati che non potete nè mettere su nè mantenere una famiglia normale, marito uomo, moglie donna e pargoli senza problemi sessuali, NON PERCHÉ SIETE ASSEDIATI DALLA LOBBY GAY, ma perché siete MORTI DI FAME, tanto per intenderci, ADESSO SAPETE DA CHI ANDARE A CHIEDERE I SOLDI CHE VI MANCANO; ve lo diciamo noi; dovete andarli a chiedere ad uno dei campioni del predicar bene e del razzolar male; costui è uno dei principali esponenti del VATICANO PARASSITA, L'AZIENDA PIÙ RICCA DEL MONDO, l'azienda che ha piene le sue fila di predicatori nullafacenti che si riempiono la bocca con frasi altisonanti sulla famiglia, ma che dissanguano le casse pubbliche di miliardi di euro che potrebbero essere invece impiegati per il sostegno alle famiglie in difficoltà; sapete chi è costui? Eccolo:
IL MORALISTA AFFAMATO DI SOLDI E POTERE E BABY PENSIONATO PARASSITA ANGELO BAGNASCO, ex arcivescovo ordinario militare; tutto Dio, Carri Armati e Famiglia, che con i suoi emolumenti milionari potrebbe sfamare e far vivere nel lusso un intero quartiere di famiglie svantaggiate come quello di Scampia! Ma non lo fa, perché a lui della famiglia non gliene frega un benemerito cazzo. A lui interessa solo il suo portafoglio e la gloria del POTERE VATICANO. Sì, proprio lui, il ricco e potente presidente della Conferenza Episcopale Italiana, le cui paternali quotidiane vengono riportate in ogni mezzo di comunicazione di massa asservito al potere come se fossero la parola di DIO, a conferma di quanto sia influente la sua persona; sì, proprio lui, l'ipocrita che ha il coraggio di farci a tutti la morale, dicendo che "Il nostro tempo si è lasciato sedurre dalla vanità, dalla cupidigia del denaro facile e del potere: potere e denaro vanno spesso insieme, e danno la sensazione di esistere, di essere importanti e forti, di contare nel mondo, di essere vivi"; come se queste cose fossero altro rispetto alla sua persona, alle mire della Chiesa Cattolica e a quelle dello IOR!

Mi raccomando cari sfigati, disperati, disoccupati, la prossima volta che andate a messa dategli i vostri ultimi centesimi, vedrete che per voi arriverà presto in cambio il paradiso, come preannunciato dalle scritture, e il cammino verso questo luogo idilliaco verrà in tutti i modi agevolato dal vostro "buon" pastore, il cui stipendio o la cui pensione verranno pagati con i soldi pubblici che lo stato ha tolto a voi per darli a lui, al "buon" pastore, che in cambio vi dispenserà il suo servizio dicendovi al massimo di andare a ritirare un pacco di pasta alla Caritas, un pacco di pasta che vi deve bastare per un mese; un pacco di pasta che non è nemmeno il suo, ma che l'Azienda più ricca del mondo ha ricevuto sotto forma di aiuti dall'UE, pagati di tasca nostra.

 












Chiesa

Bagnasco, pensione da generale

I cappellani militari costano allo stato oltre 15 milioni di euro l'anno. E tra loro abbondano i vescovi babypensionati con emolumenti d'oro. Tra cui anche l'attuale capo della Conferenza episcopale italiana

Bagnasco, pensione da generale

All'interno della cittadella militare della Cecchignola c'è un seminario. Vi nascono i futuri cappellani militari, preti che per l'esercito italiano sono anche ufficiali. Il seminario è cattolico, ma a pagare la formazione degli attuali otto seminaristi ci pensa lo stato italiano. Perché la «Scuola allievi cappellani militari» fa parte dell'ordinariato militare, una speciale diocesi che però è anche una struttura delle forze armate e i cui soli uffici centrali romani pesano per 2 milioni di euro sul bilancio del ministero della Difesa. Sembrano tanti, ma pensioni e stipendi di tutti i sacerdoti e, soprattutto dei vescovi che comandano, toccano la cifra di ben 15 milioni di euro all'anno. E abbondano i casi di babypensionamenti.

Tra questi babypensionati spunta il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, che dal 2003 al 2006 è stato anche arcivescovo ordinario militare, cioè reggente della diocesi, per legge equiparato ad un generale di corpo d'armata. Un ruolo del genere si aggira sui 190mila euro lordi di stipendio all'anno, quello che riceve l'ordinario attuale, monsignor Vincenzo Pelvi. Come pensione, si parla di oltre 4mila euro lordi al mese, ma Bagnasco prende di meno perché non è arrivato ai venti anni di servizio. Detto questo, raggiungendo nel 2006 i sessantatre anni d'età ha avuto diritto al vitalizio sostanzioso con soli tre anni di contributi, e come lui tre generali predecessori: i monsignori Gaetano Bonicelli (sette anni di contributi), Giovanni Marra (otto anni) e Giuseppe Mani (otto anni).

Il problema delle pensioni dei cappellani è un vero dilemma: interrogato da Maurizio Turco dei Radicali, il ministro della difesa Di Paola ha risposta che l'Inpdap non sa dire a quanto ammontino, ma ha stimato che la media degli assegni per i 160 religiosi, di cui 16 alti graduati, si aggiri sui 43 mila euro lordi annui. Sommandoli agli 8,6 milioni di euro che costano i 184 cappellani in attività, vescovi compresi, si arriva a 15 milioni. Un bel costo per «l'assistenza spirituale delle forze armate».

«Il governo parla di tagliare 30-40 mila posti tra militari e civili al ministero della Difesa, ma i cappellani dovevano scendere a 116 e invece superano ancora i 180». spiega Luca Comellini del partito per la tutela dei diritti dei militari, che con Turco ha sollevato il caso delle spese. C'è un sacerdote alla Croce Rossa e ce ne sono al fronte: «Per altro quando dicono messa la domenica ricevono l'indennità di lavoro festivo e se vanno in guerra quella di missione».

L'unico che nella storia ha sciolto i cappellani è stato Mussolini il giorno dopo la marcia su Roma dell'ottobre 1922. Temeva fossero infiltrati del Vaticano, ma negli anni '30 iniziò a riaprire le truppe alla presenza dei preti. Poi nessuno ci ha rimesso mano. Anzi, nel 1997 il governo di centrosinistra di Romano Prodi ha alzato i gradi e con loro lo stipendio dei religiosi: il vicario generale, secondo della gerarchia dell'ordinariato, passò da generale di brigata a generale di divisione, gli ispettori da tenenti colonnello a generali di brigata. Furono creati altri ruoli di rango elevato, così che se prima i sacerdoti erano tenenti, capitani o maggiori, adesso possono essere anche colonnelli e tenenti colonnello.

Un discorso a parte, anzi un articolo a parte, meriterebbe tutta la discussione interna alla Chiesa sul valore dei cappellani. Nel '65 un gruppo di loro scrisse di ritenere «un insulto alla Patria e ai suoi Caduti la cosiddetta «obiezione di coscienza», che, «estranea al comandamento cristiano dell'amore, è espressione di viltà». Ci pensò Don Lorenzo Milano a rispondere che «È troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa». Da anni, dai tempi di monsignor Tonino Bello, Pax Christi chiede di smilitarizzarli e di passare la cura delle anime dei soldati alle parrocchie in cui ha sede la caserma. Insomma, all'interno delle curie è un tema che fa discutere. Ma un altro si presenterà allo stato laico: stanno arrivando soldati di fede diversa, ma l'ordinariato è un ufficio puramente cattolico. Come farà a garantire l' «assistenza spirituale delle forze armate» che non credono in Cristo o almeno non nel papa? Sarà un altro bel dilemma.












 
 
link:  http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2012/04/27/news/bagnasco-pensione-da-generale-1.42647


martedì 10 dicembre 2013

Le Proteste in Corso in tutta Italia



Quest'oggi mi sono recato in piazza per vedere di persona cosa sia questo movimento del 9 dicembre; debbo dire con non riesco ancora a dare un giudizio perché la mia conoscenza è ancora superficiale; in piazza ho visto un po di tutto; dalla mamma esasperata perché non riesce a mantenere i figli, al pensionato che parlava delle vecchie lotte per conquistare i diritti; vi era il pescatore che si era rotto i coglioni e gli studenti che si chiedevano il perché la propria prof che guadagna 800 euro al mese non fosse venuta in piazza e li avesse anche redarguiti per la loro adesione alla manifestazione; ho sentito qualche discorso razzista contro gli immigrati e altri discorsi sulla sovranità monetaria e le banche in mano ai "massoni"; diversi hanno parlato della BCE, del signoraggio bancario e qualcuno ha parlato anche dell'8 per mille della Chiesa; debbo dire che i manifestanti lasciavano il microfono aperto agli interventi dei passanti, e questa è stata un'ottima cosa rispetto alle messe di Beppe Grillo dove parla solo lui e i suoi amici e parenti supporter del Vaticano;
Vedi anche qui.

Tra i manifestanti in piazza ho ascoltato frasi buoniste di chi vorrebbe cambiare il mondo in modo non violento, come avrebbero fatto i paraculi Gandhi, Mandela, ecc., insieme ad interventi di coloro che vorrebbero andare a Roma a strozzare i parlamentari, interventi però criticati da diversi organizzatori che vogliono una manifestazione pacifica.
Nessun discorso sulla geoingegneria però, e nemmeno un adeguato approfondimento del potere italiano ed europeo, che si manifesta per lo più tramite gli agenti del VATICANO PARASSITA, che agiscono dall'interno dei vari governi italioti (a destra e a sinistra), nei bracci mortali dell'Unione Europea, nelle banche, nei think tanks, nelle aziende e in tutti i luoghi di potere. Nessuna menzione degli ordini vaticani come COMUNIONE E LIBERAZIONE, OPUS DEI, CAVALIERI DI MALTA, GESUITI, FOCOLARINI, il vero potere che condiziona il nostro paese e il mondo intero.
Le ragioni della protesta sono sotto gli occhi di tutti; questa classe dirigente parassita, moralista e DELEGITTIMATA dalla Corte Costituzionale, che ha bocciato il cosiddetto Porcellum, ha portato il paese in mutande, facendo pagare la crisi creata a tavolino agli strati più bassi della popolazione. Il rischio però è che le proteste come questa prendano di mira il bersaglio sbagliato; già nel passato si erano accusati gli ebrei "padroni della finanza", una propaganda creata a tavolino dal potere millenario e parassita del VATICANO; su questo aspetto cadono a fagiolo le dichiarazioni naziste e antisemite del demente Andrea Zunino, uno dei cosiddetti "leader" del movimento (da notare che Zunino ha parlato esplicitamente di "banchieri ebrei" e quindi le sue parole non sono state certo travisate; queste accuse non si riferiscono ad un movimento politico, come può essere il sionismo sabbatiano frankista, ma ad un'intera razza). 



Se volete approfondire la propaganda Cattolico Nazista antisemita ancora attiva in tempi recenti all'interno della Chiesa Cattolica leggete il nostro post L'inganno di Don Villa e dei sedevacantisti.
Naturalmente non abbiamo tutte le certezze, ma le nostre ricerche hanno evidenziato che nei luoghi cardine del potere vi sono sempre agenti vaticani, agenti che predicano sempre bene e razzolano sempre male; ciò è un dato di fatto; non tenerne conto è un grave errore; è inutile quindi fare cadere un governo con a capo un fervente CATTOLICO PARASSITA, come Enrico Letta, e mettervene un'altro con a capo un altro CATTOLICO PARASSITA, COME IL "NUOVO" BAMBOCCIONE MATTEO RENZI, un cattolico amato dai ciellini.
 
 Secondo il nostro modesto parere chi protesta in piazza è necessario che individui i reali responsabili, e il VATICANO PARASSITA CON TUTTI I SUOI MARCI TENTACOLI IN TUTTE LE ISTITUZIONI MONDIALI, COME ABBIAMO AMPIAMENTE DOCUMENTATO NEL NOSTRO BLOG, E' IL PRINCIPALE RESPONSABILE DELLA CONDIZIONE ODIERNA DI PROGRESSIVO DEGRADO, CHE, SE NON FERMATA DALLA POPOLAZIONE, PRECIPITERA' L'ITALIA IN UN NUOVO MEDIOEVO CATTO AUTORITARIO. L'invito quindi è questo: noi di nwo-truthresearch siamo tendenzialmente pacifici, ma capiamo che quando ti rubano anche le mutande e stai morendo di fame è difficile capire le ragioni di coloro che hanno la pancia piena e ti invitano a restare calmo; quindi, se non ce la fate più andate a ROMA, ma dirigetevi nella SEDE DELLO IOR, NELLA BASILICA DI SAN PIETRO, IN PIAZZA DEL GESÙ', PERCHÉ' E' Lì LA SEDE DEL POTERE, NON IL PARLAMENTO.

p.s.
Si guardi anche questo video sulle infiltrazioni mafiose all'interno del movimento dei forconi; chi protesta perchè gli manca il pane è necessario che individui anche tutti questi criminali che, storicamente, sono sempre andati a braccetto con molti uomini del Vaticano.

domenica 8 dicembre 2013

Polito, Chi sono i bamboccioni?



Recentemente mi è capitato di leggere molte recensioni ed estratti di un libro di Antonio Polito, dal titolo "Contro i Papà".

Il "giornalista" in questo libro descrive una realtà italiana in cui i genitori avrebbero viziato i propri figli, facendoli vivere al di sopra delle loro possibilità, nella bambagia e non gli avrebbero invece infuso la vera educazione, fatta di ceffoni e calci nel sedere (metaforici e non), che, secondo lui, insegnerebbero a vivere e a temprare il carattere. Tutto ciò avrebbe portato alla crisi odierna (mica colpa della rapina delle banche e della classe dirigente Vaticano Gesuitica della quale egli è cantore! Figuriamoci!). Il "giornalista" Polito è un ex finto comunista, paraculato, fondatore del quotidiano Il Riformista, che adesso lecca il culo a Comunione e Liberazione (è lodato anche dal capo della setta CL Julián Carrón) e fa parte del circolo elitista Aspen Institute, composto da super ricchi appartenenti alla crème de la crème della classe dirigente VATICANO-PARASSITA, che condiziona la politica e l'economia di tutta l'Europa e non solo. Egli descrive una realtà che è tangibile, ma lo è soprattutto per la classe BAMBOCCIONA ALTO BORGHESE E PARASSITA IN CUI EGLI E LA CASTA VATICANO-PARASSITA ABITANO, fatta di auto blu, sovvenzioni statali, università pagata dal papi fino a 40 anni, esami passati senza studiare ma solo perché conosci il professore amico o parente, vacanze ai tropici pagate dal papi, lavoro sicuro, facile e ben pagato trovato tramite raccomandazione dal papi, ecc., ecc.; leggendo però le tesi di Polito, sembra che questo destino di bambagia sia comune a tutti; questo giornalista cane da guardia del potere dipinge un fantomatico paese del Bengodi che vive solo nella sua fantasia, mentre egli, furbescamente, non vuole accorgersi di stare descrivendo solo i vizi e le furberie della sua classe DECADENTE, che ha distrutto questo paese! Il bamboccione moralista finto cantore di meritocrazia Polito ha acceduto infatti anche a laute sovvenzioni con il suo giornale inutile Il Riformista: "Fin dalla fondazione il quotidiano è legato al mensile Le Ragioni del Socialismo, edito da Emanuele Macaluso, storico esponente della corrente migliorista del PCI. La rivista è organo ufficiale dell'omonima associazione politica, pertanto accede al fondo statale di sovvenzioni per l'editoria", quando ottimi giornalisti e blogger fanno un lavoro gratuito e senza ritorno economico, nella più totale miseria.
Su Il Riformista si legga anche:

Contributi illeciti a Libero e Il Riformista indagato il deputato Pdl Antonio Angelucci

Libero e Il Riformista beneficiarono di contributi pubblici illeciti. Maxi sequestro al deputato PDL Antonio Angelucci

 

Per non smentire la sua natura il nostro Polito è anche giornalista paraculo editorialista del Corriere della Sera che vive nella bambagia di sovvenzioni pubbliche a non finire, come descritto nel libro La Casta dei Giornali, scritto da Beppe Lopez:


 "Come avviene questo finanziamento? La parte più cospicua delle provvidenze se ne va in "contributi indiretti": agevolazioni postali, telefoniche, elettriche, ecc. che premiano in particolare i grandi gruppi editoriali con molte testate, alte tirature e ampi organici. Così la Rcs-Corriere della sera è arrivata in un anno a prendere 23 milioni, la Mondadori 19 per le poste e 10 per la carta, Il Sole-24 Ore 19, la Repubblica-Espresso 16, l'Avvenire 10 milioni di euro. Il Foglio di Giuliano Ferrara si portava a casa 3,4 milioni come organo della "Convenzione per la giustizia". Libero e i suoi confratelli organi di movimento hanno continuato a prendere quattrini in quanto trasformatisi in "cooperativa" editoriale nella quale non era nemmeno richiesta una maggioranza di cooperatori giornalisti, requisito finalmente introdotto nel disegno di legge approvato nei giorni scorsi dal governo e che ora sarà discusso in Parlamento."

(Si legga anche qui).
Che il Corriere sia un'espressione del potere lo si desume leggendo il comunicato sindacale del Comitato di Redazione: in esso scopriamo che la Fiat è uno dei principali azionisti, mentre le principali banche creditrici sono "IntesaSanPaolo (che è anche azionista), Unicredit e Ubi [che] hanno accettato di rifinanziare il debito in cambio di condizioni capestro. Una su tutte: obbligo di vendere cespiti patrimoniali per restituire 250 milioni di euro entro il 2014." Pensate quindi che tra le pagine del Corriere leggerete che la crisi è colpa delle banche? Certo che no! Si devono trovare distrazioni, come quella di Polito. E se avete visitato il link riportato all'inizio, avrete sicuramente notato che al convegno organizzato da CL, insieme al nostro Polito e al capo della setta CL Julián Carrón, vi era anche il parassita Ferruccio de Bortoli, proprio il direttore del Bamboccione Corriere della Sera, cioè il giornalaccio che non ne vuole sapere di vivere senza i soldi dello Stato pantalone.
Questi paraculati come Polito sono i primi a fare la morale, ma sono i primi a vivere di parassitismo e raccomandazioni; come l'intera putrida classe dirigente di cui egli è cantore: dalla Fornero a Padoa Schioppa, da Ichino a Treu.
Anche qui abbiamo la solita morale Vaticano Parassita del predicare bene per poi razzolare male; perché questa putrida gente, finché non verrà presa a calci nel sedere da qualcuno, non abbandonerà certo i propri privilegi e quelli da lasciare in eredità ai propri figli bamboccioni.
Sicuramente poi ci saranno anche altri casi simili a quelli descritti da Polito, oltre a quelli rappresentati dai personaggi suoi amici, a partire dai rappresentanti di Comunione e Fatturazione. Però cerchiamo di capire il perché molto spesso anche i figli della classe operaia sono costretti a restare con i genitori anche in età avanzata; il perché deriva da un sistema di welfare che scarica tutto sulla famiglia e non consente ai figli di crearsi un'indipendenza prima di 30-40 anni; non perché costoro sarebbero troppo viziati o bamboccioni, ma semplicemente perché non hanno soldi abbastanza per permettersi un'indipendenza prima di quest'età. Tutto questo degenera sovente nel sistema familista amorale-mafioso-clientelare che è l'Italia. Però tutto parte da dati oggettivi: siccome le donne non hanno un servizio di welfare universalistico che accudisca i loro figli mentre esse lavorano, è normale che queste donne si appoggino ai genitori. Se un giovane non trova lavoro oppure quello che trova è solo precario e pagato due lire, se un appartamento in affitto costa di più del proprio misero stipendio, se non vi è un servizio di welfare universale, come in praticamente tutte le altre nazioni europee (anche nel Regno Unito "ultraliberista"), che fornisca un reddito minimo garantito e/o un contributo per l'affitto ai giovani o meno giovani che vogliono affrancarsi dalla propria famiglia, è normale che un figlio chieda aiuto ai genitori: SOPRATTUTTO SE I GENITORI PERCEPISCONO UNA PENSIONE CHE E' DI DIVERSE CENTINAIA DI EURO PIU' ALTA DEL PROPRIO INCERTO REDDITO DA LAVORO!!

E questo vorrebbe dire allevare i figli nella bambagia? E' puro spirito di sopravvivenza! I veri bamboccioni, se così vogliamo chiamarli, sono i nostri nonni e i nostri padri, che hanno vissuto di un lavoro fisso e ben pagato e si sono pagati la casa e la macchina con un BUONO E STABILE STIPENDIO, e sono andati in pensione a 45-50 anni; tutte cose che i giovani "viziati" della classe operaia odierna si sognano, tranne forse i figli bamboccioni della feccia bambocciona e moralista VATICANO PARASSITA che governa questo paese allo sfascio.
Polito parla poi di studenti che arrivano alla laurea a 40 anni, ma è ben attento dal dire che in Italia abbiamo la più bassa percentuale di laureati in tutta Europa, per il semplice fatto che molte famiglie non riescono a mantenere i propri figli all'università non essendoci un efficace diritto allo studio; siamo un paese del terzo mondo nel campo dell'istruzione; per non parlare anche del fatto che quei pochi che si laureano e sono figli di operai sono condannati alla disoccupazione e alla sotto occupazione eterna, e quindi alla povertà estrema, perché in Italia i laureati sono considerati peggio che dei lebbrosi o dei tossicomani e le professioni ad alto tasso di conoscenza stanno calando drammaticamente invece che aumentare, come avviene in tutti gli altri maggiori paesi europei; quei pochi che si laureano con merito sono gli stessi che poi scappano all'estero, uno spreco di intelligenza che indica come la classe dirigente italiana abbia scientemente voluto il declino intellettuale del nostro paese (e il parassita Polito infatti loda molto furbescamente i giovani intelligenti e meritevoli che scappano all'estero; tradotto, vuol dire: lasciteci mangiare questo paese in "Santa" pace e andate a cercare fortuna altrove, non rompete le palle in Italia); l'Italia dei nostri giorni si può descrivere in poche parole: PIZZA, MAFIA, VATICANO E MANDOLINO.
E ricordiamoci che viviamo in un paese con una tassazione altissima, una tassazione che invece di produrre come diretta conseguenza un welfare di tipo scandinavo, arricchisce le banche, la finanza e gli amici e i parenti di Polito, a partire dagli appalti milionari concessi dal potere catto-politico in favore delle aziende di Comunione e Liberazione, mentre ai giovani e ai disoccupati e a tutti i disperati non arrivano che le briciole, paternalisticamente, in vero stile catto conservatore, dall'alto in basso.