martedì 19 agosto 2014

Un contributo di Avles: la lotta del Cattolicesimo Romano contro i veri cristiani


Recentemente ho chiesto ad Avles Beluskes aka Edoardo Roncelli se aveva voglia di scrivere qualcosa in italiano per il mio blog; egli mi ha così postato questo lungo articolo molto interessante, dove si spiega come è avvenuta, per mano del Cattolicesimo pagano, la persecuzione e lo sterminio dei veri cristiani credenti nella Bibbia nella nostra penisola e in tutta Europa; in questo caso si parla approfonditamente dei Valdesi, ma anche si accenna al Culto Ambrogiano milanese. Avles documenta inoltre come questa lotta contro i veri cristiani sia stata portata avanti anche con altri tool vaticano-gesuitici, come il marxismo e il fascismo. Naturalmente questa lotta continua ancora oggi con l'edificazione dell'Europa Vaticano-Gesuitica [anche qui e qui]. Vi consiglio di leggerlo e meditarlo con pazienza, come vi consiglio di visitare il blog http://control-avles-blogs.blogspot.it/ che Avles ha aperto da circa un anno e che è ricco di materiali di approfondimento [in inglese].

Ciao, lo strapotere Vaticano è già considerato nel libro della Rivelazione di S. Giovanni il Divino, cercare di combatterlo sul suo piano è proprio quello che lui cerca, perché egli è la creazione di Satana. Per questo il Cattolicesimo ha dovuto sterminare il Cristianesimo dalla penisola con una crociata di 1700 anni.

SU "COME ABBIAMO COSTRUITO GLI EUROPEI" "Dice Christian [studioso contemporaneo]: E' possibile che alcuni dei Valdesi Italiani (così chiamati) avessero praticato il battesimo agli infanti.... [Ma] non c'è un'evidenza che i Valdesi FRANCESI, o i Valdesi propriamente detti, praticassero il battesimo agli infanti.....I Valdesi che si sparpagliarono nei Paesi Bassi possono venir chiamati il [dei Paesi Bassi] loro sale, talmente corrette le loro vedute e devote le loro vite. I Mennoniti uscirono da essi. E' indubitabile che essi rigettavano il battesimo infantile, ed usavano soltanto il battesimo degli adulti". [trad. da "The Waldenses were independent Baptists", di  Thomas Williamson].------> "Nel sistema pagano soltanto il prete poteva pretendere di anticipare le operazioni [di giudizio basate sulle] scale di Anubis; e nel confessionale, di tanto in tanto, aveva luogo una recitazione teatrale che anticipava il terrore del giudizio davanti al tribunale di Osiris. Lì [nel contesto di questo mondo] il prete sedeva a giudicare le buone azioni e le cattive azioni dei penitenti e, per quanto il suo potere ed influenza fossero basati sul principio del terrore che soggiogava, esso si premurava affinché la scala volgesse nella direzione sbagliata, in modo che egli [il penitente] potesse essere sottomesso al suo volere secondo il quale [il penitente] avrebbe dovuto produrre il dovuto ammontare di buone azioni da gettare nella scala opposta. Siccome egli era il sommo giudice di ciò che queste opere avrebbero dovuto essere, era suo interesse presentarsi in modo da ingrandire la sua immagine, la grandezza del suo ordine; e, nel valutare meriti e demeriti, che ci fosse sempre stato nel bilancio un abbondante margine da dover aggiustare, non solo dall'uomo stesso [dal penitente], ma dai suoi eredi. Se ad ogni uomo fosse stato permesso di credersi in anticipo assolutamente sicuro della [propria] gloria [della salvazione], i preti avrebbero potuto essere in pericolo di venir derubati delle loro incombenze per quanto riguarda il dopo-morte, un problema da cui guardarsi in ogni modo. Ecco, i preti di Roma hanno copiato, sotto ogni punto di vista, i preti di Anubis, il dio delle scale. Nel confessionale, quando [i preti] avessero avuto un obiettivo da raggiungere, facevano debitamente pesare le trasgressioni; e quando avevano un uomo influente o di potere, o facoltoso, essi non gli davano la ben che minima speranza [di assoluzione] a meno di [in cambio di] somme di danaro, o della fondazione di abbazie, o di altre opere le quali avrebbero placato il suo cuore, e sarebbero state contate sull'altra scala. Nella famosa lettera di Pere La Chaise, ilconfessore di Luigi XIV di FRANCIA, nel dare un resoconto dei metodi che egli adottò per ottenere il consenso del licenzioso monarca ai fini della revoca dell'Editto di Nantes, con il quale tali crudeltà sarebbero state inflitte sui suoi innocenti sudditi Ugonotti [calvinisti francesi], noi vediamo che la paura delle scale di s. Michele operò nel raggiungere i risultati desiderati: "Molte volte," dice il compiacente GESUITA, riferendosi ad un atroce peccato di cui il re fu colpevole, "molte volte da quando lo ebbi a confessione, HO EVOCATO L'INFERNO ALLE SUE ORECCHIE, E LO FECI SINGHIOZZARE, IMPAURIRE E TREMARE, prima di dargli l'assoluzione. Da ciò io vidi che egli aveva ancora una inclinazione verso di me, ed era consenziente a mettersi sotto il mio governo; così io lo misi di fronte alla bassezza della sua azione dicendogli l'intera storia, e di come fosse malvagia, e di come egli non potesse venir perdonato fino a che egli avesse compiuto alcune buone azioni per BILANCIARE [tale azione malvagia], ed espiare il crimine. A proposito di ciò egli mi chiese cosa avrebbe dovuto fare. Io gli dissi che EGLI AVREBBE DOVUTO ESTIRPARE TUTTI GLI ERETICI DAL SUO REGNO". Questa era la "buona azione" che avrebbe dovuto essere assegnata sulla scala di San Michele l'Arcangelo, per "BILANCIARE" il suo crimine. Il re, malvagio com'era, malgrado il suo volere, acconsentì; la "buona azione" fu gettata [sulla scala delle "buone azioni"], gli "eretici" furono estirpati; ed il re fu assolto. 
Ma l'assoluzione non fu ancora tale, e c'era ancora molto da dover gettare affinché le scale potessero aggiustarsi. In questo modo il papismo ed il paganesimo ugualmente "FANNO MERCANZIA DELLE ANIME DEGLI UOMINI" (Rivelazione 18:13) Così uno con le scale di Anubis, l'altro con le scale di San Michele, rispondono esattamente alla Divina descrizione di Efrem nella sua apostasia: "EFREM E' UN MERCANTE, LE BILANCE DELL'INGANNO SONO NELLE SUE MANI" (Hosea 12:7). Anubis degli Egizi era precisamente lo stesso Mercurio dei Greci – il "dio dei ladri". San Michele, nelle mani di Roma, risponde esattamente allo stesso carattere. Per mezzo suo e delle sue scale, e della sua dottrina del merito umano, essi hanno fatto di ciò che chiamano la casa di Dio nient'altro che un "covo di ladri". Derubare gli uomini del loro denaro è male, ma infinitamente peggio è ingannare loro a proposito delle loro anime.". [tratto da "The Two Babylons" o "Le Due Babilonie" di Alexander Hislop (1807 - 1865), ministro di culto della Libera Chiesa di Scozia]


"COME ABBIAMO COSTRUITO GLI EUROPEI" - II
"Una delle più severe persecuzioni mai scatenate contro i Valdesi ebbe atto nel 1655. Siamo specificatamente informati del fatto che i Valdesi soffrirono e morirono per il loro rifiuto di partecipare alla messa [cattolica]. Il cronaco contemporaneo Morland da' questo acconto:.... 'Jacopo di Rone, un maestro di scuola, denudato, dopo che le sue unghie furono sradicate, e fattigli migliaia di buchi nella mano con la punta di una spada, fu trascinato con una corda che fu legata alla sua vita, attraverso il borgo di Lucerna, e ad ogni passo, mentre procedeva nella marcia, uno dei soldati gli tagliava un pezzo di carne con la scimitarra, mentre un altro dall'altro lato gli dava un gran colpo con un bastone, gridando le seguenti parole.... "Bene! Che dicesti tu Barbet, vuoi ancora non andare a Messa?" Al quale la povera creatura con incredibile costanza, tanto quanto fu capace di parlare, rispose,... "Piuttosto la morte, che la Messa! Finitemi velocemente per l'amore di Dio!" '. Questo coraggioso credente fu finalmente decapitato dai suoi persecutori. Un'altra vittima di questa persecuzione fu Daniel Rambaut di Villaro, che fu lentamente torturato a morte per più giorni, dopo aver dato ai preti questo acconto delle sue convinzioni concernenti la messa: ...'Credere nella reale presenza nell'ostia è blasfemia ed idolatria. Vaneggiare le parole di consacrazione credendo che esse attuino ciò che i papisti chiamano transubstantazione, convertendo l'ostia ed il vino nello stesso corpo e sangue di Cristo, che fu crocefisso, e che dopo ascese nel cielo, è una grossa assurdità perfino agli occhi di un bambino, e nulla all'infuori della più cieca superstizione potrebbe dare ai Cattolici Romani confidenza in tale ridicola cosa.' Più tardi, nel 1685 leggiamo di una congregazione di Valdesi AUSTRIACI che rifiutavano la messa, affermando di essere pervenuti a quella convinzione AL DI FUORI DI QUALUNQUE INFLUENZA DELLA RIFORMA PROTESTANTE: 'Nell'aprile 1685, circa 500 persone, di differente sesso ed età, passarono attraverso Coire (cittadina Svizzera), dando un acconto di se stessi [in fuga dalla persecuzione Cattolica?]. Essi erano abitanti delle VALLI DEL TIROLO, appartenendo per lo più all'arcivescovado di Salisburgo – [essi erano] quanto restava degli ANTICHI VALDESI. Essi non veneravano né immagini né santi; ed essi credevano che il sacramento (della Cena del Signore) fosse soltanto una commemorazione della morte di Cristo; ed in molti altri punti essi ebbero la loro opinione differente da quella della chiesa di Roma. ESSI NON SAPEVANO NIENTE DEI LUTERANI E DEI CALVINISTI. C'è abbondante evidenza che i Valdesi, come i più tardi Luterani, riconoscessero soltanto due dei sette sacramenti romano cattolici, il battesimo e la Cena del Signore, mentre erano in disaccordo con i cattolici per quanto riguarda il significato di quei due. Gli altri sacramenti erano totalmente rifiutati. I Valdesi Boemi erano accusati dai loro nemici di tenere in disprezzo i sacramenti cattolici, credendo:....'Che la conferma celebrata con l'unzione e l'estrema unzione, non appartiene a nessun sacramento della chiesa di Cristo – Che la confessione auricolare è un pezzo di [foppery- il senso nel testo è: una frode] – Che ognuno dovrebbe, nel suo ritiro, confessare i sui peccati a Dio....'. La confessione di Angrogne nel 1532 fece questa dichiarazione concernente la confessione auricolare:...'La confessione auricolare non è comandata da Dio, ed è stato determinato in accordo con le Sacre Scritture, che la vera confessione è confessare a Dio soltanto...'. Un articolo di fede del 12esimo secolo da una confessione Valdese rende chiara la loro attitudine verso i "sette sacramenti" Cattolici:.....'Articolo 13: Noi non riconosciamo nessun altro sacramento all'infuori del Battesimo e della Cena del Signore' [in realtà nemmeno considerati 'sacramenti' ma mere ordinanze]. Il rifiuto Valdese dell'esistenza del purgatorio è ben documentato. Morland ha preservato per noi un trattato dal 12esimo secolo intitolato "Del Sogno del Purgatorio", nel quale il purgatorio viene ridicolizzato come uno strumento per alimentare l'avarizia dei preti, che fu per primo promulgato dai papi cinque secoli dopo il tempo di Cristo. L'autore antico dice: ....'Non c'è nessun posto nelle Sacre Scritture che lo [di]mostrano, nemmeno non c'è una singola evidenza prodotta che mai un'anima entrò in un simile Purgatorio, e ne venne fuori. Perciò è una cosa da non darle credito, nemmeno da crederle.... Da ciò segue che per questo [il purgatorio] non c'è una prova espressa nella Legge di Dio, che è inutile credere come ad un articolo di fede in questo Purgatorio e a che ci dovrebbe essere qualcosa di simile dopo questa vita'. L'inquisitore francese Bernard Gui, scrivendo nel 1320, descrive i Valdesi come aventi rifiutato tutte le tradizioni della chiesa Romano Cattolica:....'Gui enfatizzò che i Valdesi rifiutarono l'autorità ecclesiale, specialmente dalla convinzione che essi non erano soggetti al papa o ai suoi decreti di scomunica.... Tutti i giorni di festa Cattolici, le solennità e le preghiere erano rifiutati in quanto frutto dell'uomo e non basati sul Nuovo Testamento..... I Valdesi negavano il purgatorio, per il quale essi non trovavano le basi nel Nuovo Testamento. Ciò li condusse a rifiutare il credo Cattolico sulle preghiere ed elemosine per i morti. 
Per i Valdesi, se i morti erano nell'Inferno, essi erano senza speranza e, se in Cielo, essi non avevano bisogno di preghiere. Un simile ragionamento li condusse a rifiutare anche le preghiere alle immagini dei santi'. Un inquisitore Romano, nel parlare di loro, ci dice: ...'Essi....affermano che le tradizioni della Chiesa non sono meglio di quelle dei Farisei, insistendo, in più, sul fatto che un grande sforzo è compiuto nell'osservanza di tradizioni umane piuttosto che nel mantenere la Legge di Dio.'. Seisselius, Arcivescovo di Torino, afferma:....'Essi accolgono soltanto ciò che sta scritto nel Vecchio e Nuovo Testamento'. Per ultimo Reinerius dice che '...qualunque cosa sia predicata e che non sia sostanziata dal testo della Bibbia, è ritenuta da loro una favola'; per la cui ragione Papa Pio II si lamenta a proposito del loro considerare '...il battesimo [che] dovrebbe essere amministrato senza l'addizione del sacro olio', un fatto che spiega l'ulteriore rimarcare di Reinerius: '...Essi convengono che nessuna delle ordinanze della Chiesa che sono state introdotte dall'ascensione di Cristo dovrebbero venir osservate, in quanto di nessun valore'. E' ammesso, ovviamente, che nei secoli c'erano numerosi Valdesi che talvolta si sottomettevano alle varie false ordinanze della Chiesa Cattolica, inclusa la messa, in modo da evitare la persecuzione. Durante i tempi della Riforma ciò è diventato pratica comune che fu liberamente confessata dai leader Valdesi. 
Reinerius e molti altri riferiscono a tale pratica, ma in tutti i suoi riferimenti risulta chiaro che coloro i quali si compromettevano in questa maniera lo facevano con riserva mentale, non credendo nell'efficacia dei sacramenti Romani, e spesso borbottando sotto tono maledizioni contro la Chiesa Romana nel mentre si presentavano alle messe. Prima di condannare questi ipocriti in maniera troppo severa, ci dovremo domandare se saremo capaci di patire la morte attraverso la lenta tortura, come molti Valdesi fecero, per aver rifiutato di presenziare alla messa". [trad. da "I Valdesi erano Battisti indipendenti" (titolo originale: "The Waldenses were independent Baptists"), di Thomas Williamson] -------> Commento: Sicuramente alcuni particolari relativi al supplizio inflitto a Jacopo di Rone saranno stati esagerati per smuovere l'opinione pubblica Inglese, ma è indubitabile che il "cristianesimo" imperialista sin dalla fondazione della chiesa di Costantino si è imposto in tutta Europa non solo l'Arco Alpino, con massacri e torture. Dovrebbe far riflettere il fatto che mentre la storia delle persecuzioni religiose di casa nostra è coperta dal silenzio e da un frastuono di ideologie e proteste, oltre oceano i "cristiani fondamentalisti" ovvero i Battisti non compromessi con l'ecumenismo mondiale di oggi, si considerano un ramo di un albero con le radici nell'Israele biblico ed il tronco nelle Vallate Alpine del Medio Evo, proprio qua da noi.



CAPITOLO SETTE – LA POSIZIONE VALDESE SULLA SEPARAZIONE. "E' facile dichiarare che i Valdesi medievali erano Battisti, ma quanto ci dice questo [questa comparazione]? Ci sono molte chiese e denominazioni Battiste con le quali i Battisti Indipendenti non hanno affiliazione né comunanza ecclesiale, perché esse sono ecumeniche, e sono incluse nell'affiliazione del Concilio Mondiale delle Chiese [World Council of Churhces - WCC] e del Concilo Nazionale delle Chiese [National Council of Churhces]. Negli Stati Uniti oggi, la American Baptist Churches USA, la National Baptist Convention of America, la National Baptist Convention USA, e la Progressive National Baptist Convention sono elencate come denominazioni-membri del Concilio Mondiale delle Chiese dal giugno 1988, una affiliazione che tristemente va a detrimento della testimonianza Battista di queste chiese. In aggiunta a ciò, la stessa lista di chiese membre del WCC include la Chiesa Evangelica Valdese con 22.000 aderenti, ciò che rimane nel 20esimo secolo dei Valdesi in Italia........ I Valdesi di oggi sono chiaramente ecumenici nello spirito. E' ammesso che da tempo essi non sono più Battisti. La loro ortodossia dottrinale cominciò a impallidire nel tardo 18esimo secolo, cosa di cui Monastier si lamentò: ....'La fine del diciottesimo secolo fu marchiata nelle valli da un declino del tono della religione, che fu indebolita dappertutto. Colà, come in altri paesi, si può far notare come lo spirito Cristiano, così vigoroso e fruttuoso nel sedicesimo e diciassettesimo secolo, alimentò se stesso in misura vieppiù minore dalla fonte del Vangelo. Un orgoglioso razionalismo, la mera opinione umana, cominciò a pretendere un posto nella teologia, cercando di rendere la religione più accessibile e meno repulsiva nelle sue dottrine, appannandola e sfigurandola. I candidati per il sacro ministero acquisirono, in gran parte in accademie straniere dove essi si preparavano per esserne investiti, nient'altro che una fredda ortodossia, o i germi della negligenza Sociniana. I primi anni del diciannovesimo secolo non portarono migliorie. La virtù fu spesso predicata ed esaltata più dell'opera di Cristo, o della fede, o dell'amore del Signore. Il titolo di filosofo fu collocato almeno a livello con quello di Cristiano. Il rappresentante Valdese di questa tendenza fu M. Mondon, il più tardi pastore di San Giovanni, un uomo di talento, ben versato in letteratura classica e storia profana, di singolare, capriccioso carattere, ma coraggioso e pieno di franchezza. Il suo credo fu attaccato, e su buone basi, perché era ben lungi dall'essere evangelico'. Così vediamo che il movimento Valdese nei recenti secoli ha sofferto delle indebolenti influenze del razionalismo e dell'ecumenismo, entrambi elementi con i quali i moderni Battisti indipendenti non si identificherebbero. Però vi è abbondante evidenza che i Valdesi medievali erano di uno spirito molto differente, non soltanto evangelico, ma anche partecipe della stessa audace posizione separatista quale è assunta dai Battisti indipendenti oggi. 
Dall'inizio i Valdesi erano separatisti, separandosi dalla Chiesa Romano Cattolica, sia fisicamente che ecclesiasticamente, prendendo rifugio nelle remote valli delle Alpi. Molti storici credono che i Valdesi sono i diretti discendenti spirituali dei Novaziani, che si separarono dalla Chiesa di Roma nel 251 A.D. E mantennero una posizione separata nonostante le persecuzioni, fuggendo nelle Alpi piuttosto che compromettere la loro fede. Dice Ray:....'I Novaziani furono perseguitati da Costantino, il primo ad unire chiesa e stato; e un [certo] numero di questi Novaziani perseguitati abbandonarono l'Italia per le valli del Piemonte in differenti epoche da circa l'anno 325 all'anno 425; e questi Novaziani che vagavano negli anni seguenti furono chiamati Valdesi. Appare che i Valdesi originarono dai Novaziani che fuggivano dall'Italia nel quarto secolo'..... Orchard concorda, e afferma che il ritiro dei Novaziani nelle montagne fu reso più veloce dal passaggio di un editto imperiale contro il ri-battezzo nel 413: .....'L'editto fu probabilmente ottenuto dall'influenza di Agostino, che non poteva sopportare nessun rivale, ne chiunque mettesse in questione la virtù dei suoi riti, o la santità della sua fratellanza, o la consistenza del credo Cattolico; ma essendo questi punti messi in questione dai Novazionisti e Donatisti, due potenti ed estesi corpi dissidenti in Italia ed Africa, su di loro si fece sentire la sua [di Agostino] influenza. Questi modi combinati di oppressione condussero i fedeli ad abbandonare le città, e cercare rifugio nel paese [campagna], in particolare nelle valli del Piemonte, gli abitanti del quale iniziarono ad essere chiamati Valdesi.'. Morland descrive il separazionismo dei primi Valdesi in questi termini:....'Ma quando la Chiesa di Roma cominciò a corrompersi, e non sarebbe stata persuasa con nessun mezzo a trattenere la purezza della dottrina apostolica e del culto divino, allora quelli delle valli cominciarono a separarsi da essi [dagli aderenti alla Chiesa di Roma], e a "...venir fuori da loro, in modo tale da non essere partecipi dei loro peccati, ne di ricevere le loro pestilenze'....Gli antichi documenti preservati da Morland mostrano che I VALDESI MEDIEVALI CONSERVAVANO PIENAMENTE LO SPIRITO DEL SEPARATISMO SENZA COMPROMESSI CHE CARATTERIZZAVA IL MOVIMENTO DEI NOVAZIANI SIN DALL'INIZIO. L'antico catechismo dei Valdesi cita Matteo 16:6; Salmi 26:5; Numeri 16:26; 2 Corinzi 6:14-18; 2 Tessalonici 3:6; e Rivelazione ["Apocalisse"] 18:4 in difesa della posizione della separazione; e include questa domanda e risposta:....Ministro: Con quali segni sono riconosciute le persone che non sono nella Chiesa? Risposta: Con [i segni del] pubblico peccato, e della fede erronea. In quanto noi dovremmo rifuggire da tali persone, a meno di non essere contaminati da loro". L'autore del trattato del 12esimo secolo sull'Anticristo difende di gran lunga la dottrina della separazione ecclesiastica, citando da Matteo 10:35-37; Matteo 7:15; Matteo 24:4-5;, 23; Rivelazione 18:4; 2 Corinzi 6:14-18; Efesiani 5:7-8; 2 Tessalonici 6:6-7; Efesiani 5:11; e 2 Timoteo 3:1-5, ed inoltre fa il seguente appello: ....'Da ciò che è stato qua detto appare chiaramente qual'è la malvagità dell'Anticristo, e la sua perseveranza. Anche il nostro signore ci comanda di separarci da lui, ed unirci alla santa città di Gerusalemme: perciò conoscendo tali cose, avendole il Signore rivelate a noi attraverso i Suoi servi, e credendo in queste rivelazioni in accordo con le Sacre Scritture, ed essendo ammoniti dai comandamenti del Signore, noi ci separiamo interiormente ed esteriormente dall'Anticristo..... Da ciò risultano le cause della nostra SEPARAZIONE. Sia conosciuto a chiunque in generale e in particolare, che la causa della nostra separazione è questa, e cioè per l'amore della verità della fede, e per ragione della nostra interiore conoscenza dell'unico vero Dio, e per l'unità della essenza divina in tre Persone'. Nel precedente capitolo abbiamo visto con quanto vigore i Valdesi rifiutarono le tradizioni ed i sacramenti dei Cattolici, specialmente le loro messe. E' chiaro che essi non accettavano la pretesa della Chiesa Cattolico Romana di essere una comunione Cristiana. Nevin dice: ....'Per quanto [riguardava] la loro dottrina e la loro pratica, essi consideravano la comunità Cattolica NON essere una chiesa di Cristo. Essi perciò ribattezzavano [quelli] che sono stati battezzati in quella comunità. 
PER QUESTA RAGIONE ERANO CHIAMATI ANABATTISTI'. Come teniamo a mente questi fatti, e consideriamo le parole degli antichi autori Valdesi sulla separazione, [AUTORI] CHE SOMIGLIANO MOLTO AI PREDICATORI BATTISTI INDIPENDENTI DEL 20ESIMO SECOLO, e citiamo gli stessi versi che sono stati spesso citati dai Battisti indipendenti in difesa della separazione, allora appare ovvio che I VALDESI ERANO IN ORIGINE SEPARAZIONISTI NELLO STESSO MODO COME GLI INDIPENDENTISTI BATTISTI DEI GIORNI D'OGGI. Ray dice: ....'I Valdesi riconsideravano tutti i culti Cattolici come la più grossa idolatria; essi perciò non andavano in comunione con l'Anticristo. Essi audacemente affermavano che la Chiesa di Roma è la "prostituta di Babilonia", e qualsiasi comunione con essa era considerata fornicazione spirituale – un indicibile abominio'....(....).... D'Aubigne ci dice di più dello spirito dei Valdesi FRANCESI nel 1484, i quali immediatamente dopo pagarono un alto prezzo con la persecuzione a causa della loro posizione separatista: ....'A quei tempi su tutti i pendii delle Dauphinese Alpes, e lungo le rive della Durance, c'era una nuova crescita della concezione Valdese..... Audaci uomini chiamarono la Chiesa di Roma la chiesa dei diavoli, e consideravano che era più vantaggioso pregare nelle stalle che in una chiesa'. [trad. da "I Valdesi erano Battisti indipendenti" (titolo originale: "The Waldenses were independent Baptists"), di Thomas Williamson] -------> Commento: Di nuovo appare quel filo rosso nascosto, tra coloro che ancora oggi negli USA resistono dell'ecumenismo gesuita, e si professano Battisti indipendenti, applicando il battesimo adulto per immersione e rifiutando come blasfema la "rigenerazione" battesimale, come esattamente duemila anni fa in Israele, ed i Cristiani delle Vallate Alpine di mille e cinquecento anni fa (ma non solo), i quali, nonostante indicibili persecuzioni della Inquisizione Romana perseveravano a trasmettere la Parola di Dio alle future generazioni, fino a che – secondo i Suoi imperscrutabili schemi – potesse raggiungere il Nuovo Mondo. Non è questa resistenza millenaria, ad essere il vero Esercito Partigiano di Gesù Cristo nostro Signore nelle montagne in lotta contro l'Anticristo, un tangibile segno di Dio? Armato con la Bibbia e con una fede più resistente della roccia delle montagne per cui accettavano il precetto "e tu non ucciderai" sopportando supplizi inconcepibili. Veramente sinistro è vedere come questa persecuzione millenaria dell'Impero Romano continua oggi quando ad esempio leggi tale Maurizio Blondet, ex giornalista dell'Avvenire, che in suo articolo, neanche tanto indirettamente, plaude al lavoro di estirpazione della Parola di Dio eseguito da Stalin nei paesi Baltici immediatamente dopo la IIGM.

COME ABBIAMO COSTRUITO GLI ITALIANI: CALABRIA "(...)...Il prof. Whitsitt afferma che senza dubbio i Valdesi alterarono le loro convinzioni sotto l'influenza di Lutero. Moser afferma che i Valdesi iniziarono ad accettare le immersioni aliene [leggi "rigenerazione battesimale" e pedo-battesimo] in questo periodo: ..."Nella guerra di Lutero contro la chiesa, egli cercò il supporto dei Valdesi in modo da sconfiggere Roma. Ciò toccò una corda sensibile ai Valdesi che furono perseguitati a lungo durante molti secoli, e mostrarono un certo interesse. Comunque, Lutero richiese un cambio nella loro pratica del ri-battezzo altrimenti egli [Lutero] avrebbe dovuto richiedere di venir ri-battezzato.... C'erano pochi Anabattisti o Valdesi che andarono sulle posizioni di Lutero ed abbandonarono il ri-battezzo proprio come vediamo fare oggi alcuni Battisti, e [in questo caso] la storia scritta dei giorni nostri si ricorderà soltanto di quei defezionisti ed ometterà la maggioranza [dei Battisti] che rifiuta di compromettersi ed unirsi nell'attività ecumenica". Sebbene sia verosimile che molti Valdesi abbiano conservato le loro convinzioni Battiste dopo il 1532, aiutando a dare forza al movimento degli Anabattisti, il principale corpo dei Valdesi in Savoia non può essere considerato Battista dopo quell'anno. La loro identificazione con i Riformatori di quel tempo è ben conosciuta. Latourette dice dei Valdesi: ....."Nel 16esimo secolo la maggioranza dei rimasti fu trascinata nella famiglia delle Chiese Riformate." L'unione dei Valdesi di CALABRIA con i Calvinisti nel 1560 fu la causa delle severe persecuzioni scatenate sui Valdesi in quell'anno dal papa, con il risultato che essi furono COMPLETAMENTE STERMINATI IN CALABRIA: "...Nell'anno 1560, i Valdesi in CALABRIA formarono un collegamento con la chiesa di Calvino a Ginevra. La conseguenza di ciò fu che diversi pastori o maestri pubblici vennero dai pressi di Ginevra a vivere con le loro chiese in CALABRIA. Sembra probabile che questa circostanza abbia contribuito a far rivivere la professione [di fede ed ecclesiale Valdese] in CALABRIA, o almeno portò i Valdesi di più nelle notizie pubbliche rispetto a quanto fossero presenti [nell'informazione generale]; e diffuse allarme tra i Cattolici....". 
Nel frattempo i Valdesi della Savoia furono più intensamente trascinati all'interno della fratellanza della Riforma come risultato della disastrosa epidemia di peste del 1630-1631 che spazzò via il clero Valdese: ..."La peste si calmò durante l'inverno, ma in primavera (1631) si riaccese con rinnovata forza. Dei tre pastori sopravvissuti, uno morì, lasciandone soltanto due.... Dei pastori Valdesi soltanto due ora rimasero; e ministri si affrettarono da Ginevra ed altri luoghi per recarsi nelle valli, per scongiurare che l'ultimo lume non si spegnesse.... Un'altro cambio introdotto in questi tempi fu l'assimilazione [modificazione] del ruolo rituale a quello di Ginevra". Per quanto riguarda la peste, Mosheim dice: Essi ritennero non poche delle loro antiche regole di disciplina, almeno fino al 1630. Ma in quest'anno, la gran parte dei Valdesi (in Piemonte) fu spazzata via dalla pestilenza; ed i nuovi maestri, ottenuti dalla Francia, (da Ginevra), regolavano i loro affari in accordo con gli schemi della Chiesa Riformata Presbiteriana Francese.". Così, i Valdesi dei tempi moderni dovrebbero essere considerati come Presbiteriani, non Battisti, e in accordo con Latourette alcuni dei Valdesi si sono identificati con i Presbiteriani dopo l'emigrazione negli Stati Uniti: ..."Qua e la, iniziando circa nel 1892, Valdesi, del Protestantesimo indigeno Italiano, cominciarono ad arrivare in piccoli gruppi. Gruppi di essi si insediarono in diversi stati ed in almeno un caso formarono una congregazione che si affiliò ai Presbiteriani". Le radici delle distinte pratiche dottrinali dei Presbiteriani tra i Valdesi, specialmente il battesimo degli infanti, non possono venir datate indietro prima del 16esimo secolo, quando i Valdesi della Savoia, una abbattuta, depressa, assediata e decimata banda che si è già pesantemente compromessa con i Cattolici per evitare la completa estinzione, sentirono che essi non avevano altra scelta all'infuori di afferrare le linea di vita e la comunanza e l'assistenza offerta ad essi dai nuovi Riformatori. Non dovrebbe essere una sorpresa per noi [il fatto] che i Valdesi accettarono gli insegnamenti Pedo-battisti dei Riformatori a questo tempo, in quanto molti di essi portarono i loro infanti dai preti Cattolici per il battesimo, facendo ciò con rancore [risentimento ma] in modo da evitare la possibile persecuzione e la morte. 
Fortunatamente, in questa epoca molti Valdesi residenti nelle altre regioni d'Europa passarono la fiaccola delle convinzioni Battiste ai loro SUCCESSORI, che divennero noti come ANABATTISTI, MENONNITI o semplicemente BATTISTI.". -----------> Commento: un ragionamento sulla formazione del popolo Italiano quale frutto principalmente di un GENOCIDIO RELIGIOSO di almeno 17 secoli, e la presente coda nei nostri tempi contemporanei, sarebbe troppo lungo per concentrarlo in un breve commento. Lascio soltanto riflettere sulle vere origini religiose, anzi, di guerra di sterminio religioso, nelle quali odierne organizzazioni criminali come (ma non solo) la 'Ndrangheta potrebbero avere, almeno in parte, le loro radici storiche. Quando l'Inquisizione Cattolica e la Contro Riforma dei Gesuiti estirpava la cosiddetta "infezione" protestante, al suo posto impiantava comunità dei suoi fidi servitori che agivano da veri e propri "Fort Apache" di un sanguinoso cesarismo papista, sentinelle poste a controllo delle valli degli "eretici" (leggi: Cristiani) sopravvissuti. 'Ndrangheta, ma forse anche Stidda, Camorra, Cosa Nostra, ecc., quanto la loro origine può risiedere anche da questa millenaria guerra di sterminio religioso?


PER SOLA FEDE -----> "(....)... Nel nostro secolo le Chiese di Cristo e le Chiese Cristiane battezzano per immersione e non battezzano gli infanti, ma ancora esse non possono venir accettate come Battiste, perché esse insistono su una forma di rigenerazione battesimale, che insegna che una persona non è salvata fino a quando egli o ella non è stata battezzata. Prima di affermare che i Valdesi [erano] come i Battisti, noi dobbiamo essere sicuri che essi rigettassero la rigenerazione battesimale, e che essi non ammettevano nessuna forma di salvazione [che fosse] per opere, [forma di salvazione che] fu enfatizzata in così pesante maniera dalla dominante Chiesa Cattolica Romana. Fortunatamente, un'antica confessione dei Valdesi, datata circa 1120 A.D. [cinquant'anni prima di Waldo - nota], contiene un inequivocabile rifiuto della dottrina della rigenerazione battesimale, che chiaramente li distingue su questo punto sia dai Cattolici che dai Campbelliti:...."Noi crediamo che i Sacramenti sono il segno di cose sacre, o forme visibili dell'invisibile grazia, tenendo per buono che il fedele talvolta usi i detti segni o visibili forme, se ciò può essere fatto. Comunque, noi crediamo e teniamo, che il sopra menzionato fedele può venir salvato senza ricevere i segni accennati, nel caso non vi sia un luogo o mezzo per usarli". L'antica letteratura Valdese abbonda di evidenze che i Valdesi avevano una sonante dottrina riguardo la soteriologia ovvero la salvazione, insistendo sulla giustificazione per sola fede, CENTINAIA DI ANNI PRIMA DI LUTERO. Ad esempio, l'autore del trattato del 12esimo secolo "Su Il Sogno Del Purgatorio" fa tali affermazioni: ..."Ma S. Pietro mostra, Atti 15, che i cuori sono purgati dalla fede, e la fede è sufficiente per lavarli dal male, senza ulteriori mezzi esterni.... Dove gli apostoli mostrano, che Cristo amò talmente la Sua Chiesa, da non volerla lavare con altri mezzi se non con il Suo proprio sangue". La Confessione delle Chiese Riformate del Piemonte del 1655 contiene questa sonante affermazione della giustificazione per fede: ..."16. Che il Signore avendo pienamente ed assolutamente riconciliato noi a Dio, attraverso il Sangue della Sua Croce, per virtù del Suo merito solo, e non delle nostre opere, noi siamo con ciò assolti e giustificati al Suo cospetto, e nemmeno c'è nessun altro Purgatorio al di là del Suo Sangue, il quale ci lava da tutti i peccati... 18. Che la fede è la graziosa ed efficace opera dello Spirito Santo il quale illumina le nostra anime, e persuade esse ad appoggiarsi e riposare sulla misericordia di Dio, e con ciò applicare a se stessi i meriti di Gesù Cristo". Mentre gli evangelici moderni dei nostri giorni cercano si sottrarsi dalla dottrina della salvazione per mezzo del sangue di Cristo, è chiaro che i Valdesi affermano questa dottrina scritturale, sia nel 12esimo che nel 17esimo secolo. Numerosi storici hanno pagato tributo alla testimonianza dei Valdesi per la dottrina della giustificazione [attraverso] la sola fede. D'Aubigne dice: ..."Dalle loro alte montagne i Valdesi protestarono durante una lunga serie di epoche contro le superstizioni di Roma. "Essi affermano la viva speranza che essi hanno in Dio attraverso Cristo – per la rigenerazione e la rivivificazione interiore dalla fede, dalla speranza e dalla carità – per i meriti di Gesù Cristo, e della completa sufficienza della Sua grazia e giustizia". Tierney e Painter dicono: ...."Essi dichiarano che Cristo ha insegnato la via di vita che porta alla salvazione e che i Suoi insegnamenti possono venir letti nel Nuovo Testamento..... La Chiesa ed i suoi sacramenti sono completamente inutili". Edman dice: Per quanto riguarda la loro visione dottrinale c'è poca diatriba: essi si attengono alla giustificazione per fede, ad una vita di buone opere assieme ad una decisa negazione della assoluzione dei preti o della intercessione di santi e angeli, o dell'esistenza del purgatorio, o dell'autorità della Chiesa Romana". Broadbent dice: ..."A Strasburgo nel 1212 i Domenicani hanno già arrestato 500 persone che appartenevano alle chiese dei Valdesi..... Il loro leader un anziano di nome Giovanni, dichiarò in punto di morte, ....'Noi siamo tutti peccatori, ma non è la nostra fede a farci così, nemmeno noi siamo colpevoli della blasfemia della quale siamo accusati senza ragione; ma noi aspettiamo il perdono dei nostri peccati, e questo [il perdono] SENZA L'AIUTO DEGLI UOMINI, E NON ATTRAVERSO IL MERITO DELLE NOSTRE PROPRIE OPERE ...'. Essi non ammettevano la grandiosamente professata pretesa della Chiesa di aprire o chiudere la via della salvazione, tanto meno essi credevano che la salvazione [avvenisse] attraverso sacramenti o qualsiasi [altra cosa] se non la fede in Cristo, che si mostrò nell'agire dell'amore". 
Monastier mette in relazione questo resoconto su come i Valdesi, sotto il nome di Ultramontani o abitanti al di là delle montagne [etichetta poi di cui si è appropriata secoli dopo la Contro Riforma per i suoi partiti popolari capeggiati da monsignori gesuiti], erano condannati da un monaco Cattolico: ...."Gilles dà il resoconto di un barbe [barba, "zio" o meglio pastore Valdese] il quale, andato a Firenze, sentì un monaco che stava predicando esclamare "O Firenze! Cosa significa Firenze? Il fiore d'Italia. E così tu fosti fino a quando questi Ultramontani persuasero te che l'uomo è giustificato dalla fede e non dalle opere; ed in ciò essi mentono". [trad. da "I Valdesi erano Battisti indipendenti" (titolo originale: "The Waldenses were independent Baptists"), di Thomas Williamson]


GUARDIA PIEMONTESE - Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. [a parte Todeschini...] ------> "Guardia Piemontese (La Gàrdia in lingua occitana) è un comune italiano di 1.558 abitanti della provincia di Cosenza. Guardia Piemontese ha la particolarità di essere un'isola linguistica occitana del meridione italiano. Fu fondata nel XII secolo da rifugiati valdesi provenienti da Bobbio Pellice in Piemonte. Era conosciuta in passato anche come Guardia Lombarda[2].....(....)....Storia - Già nota con il nome di Casale di Fuscaldo, chiamata successivamente Guardia Fiscalda, Guardia dei Valdi e Guardia Lombarda, solo in anni più recenti ha preso la denominazione attuale di Guardia Piemontese. L'aggettivo "piemontese" del nome, deriva dall'origine valdese della popolazione locale, la quale a causa della povertà, dell'intolleranza religiosa e delle persecuzioni subite nelle proprie terre, in Piemonte, dovette fuggire alla ricerca di un luogo più sicuro e ospitale e si trasferì in Calabria dove fondò il paese di Guardia. Altre comunità di valdesi si stabilirono in alcuni paesi vicini, a Montalto Uffugo, e a San Sisto dei Valdesi. I Valdesi arrivarono in Calabria tra il XII e il XIII secolo dal Piemonte, provenienti soprattutto dalla Val d’Angrogna e dalla Val Pragelato. 
Gli abitanti di Guardia Piemontese vissero senza conflitti per due-tre secoli con le comunità cattoliche circostanti. Dopo la loro adesione alla riforma protestante il cardinale alessandrino Michele Ghislieri (futuro papa Pio V), deliberò che venissero annientati sia i valdesi del Piemonte che quelli della Calabria. Scatenò così contro di loro una crociata e li sterminò.[3] La persecuzione religiosa si portò, in tempi antichi, fino nella parte antica di Guardia (il cosiddetto "paese") con scontri e violenze e l'uccisione di gran parte della popolazione, comprese donne e bambini. I pochi superstiti scampati al massacro furono costretti alla conversione. Rimane a tal testimonianza la porta del sangue, chiamata così dal 5 giugno 1561, oltre ai nomi delle strade che ricordano tali fatti storici. Una testimonianza diretta dei fatti cruenti di quel sanguinoso giugno 1561 è contenuta in tre lettere scritte da un abitante di Montalto. « Ora occorre dir come oggi a buon'ora si è ricominciato a far l'orrenda iustizia di questi Luterani, che solo in pensarvi è spaventevole: e così sono questi tali come una morte di castrati; li quali erano tutti serrati in una casa, e veniva il boia e li pigliava a uno a uno, e gli legava una benda avanti agli occhi, e poi lo menava in un luogo spazioso poco distante da quella casa, e lo faceva inginocchiare, e con un coltello gli tagliava la gola, e lo lasciava così: dipoi pigliava quella benda così insanguinata, e col coltello sanguinato ritornava pigliar l'altro, e faceva il simile. Ha seguito quest'ordine fino al numero di
88; il quale spettacolo quanto sia stato compassionevole lo lascio pensare e considerare a voi.(...) Ora essendo qui in Mont'Alto alla persecuzione di questi eretici della Guardia Fiscalda, e Casal di San Sisto, contro i quali in undici giorni si è fatta esecuzione di 2000 anime; e ne sono prigioni 1600 condannati; et è seguita la giustizia di cento e più ammazzati in campagna, trovati con l'arme circa quaranta, e l'altri tutti in disperazione a quattro e a cinque: brugiate l'una e l'altra terra, e fatte tagliar molte possessioni. » 
(da "Colonia Piemontese in Calabria" (Torino, 1862), di Giovenale Vegezzi-Ruscalla[4]) Simeone Florillo, ministro evangelico a Chiavenna in un lettera del 21 agosto 1561 descrisse con queste parole, indirizzate a Guglielmo Grattarola medico a Basilea, il massacro avvenuto a Guardia. « Novità non ho altre, se non che ti mando copia di lettere scritto da Montalto l'11 giugno 1561, stampate a Roma e a Venezia, intorno al macello commesso in Calabria in due villaggi a otto miglia da Cosenza, San Sisto e Guardia, che furono distrutti, e uccisine ottocento abitanti, o circa mille, come scrive da Roma il 21 giugno uno che era servo di Ascanio Caracciolo. Io conobbi quella gente, d'origine valdese, di buona vita e di miglior dottrina. 
Perocché, prima di partir da Ginevra, a loro istanza vi mandammo due ministri e due maestri di scuola. I ministri furono martirizzati l'anno passato, uno a Roma che chiamavasi Giovanni Luigi Pasquale di Cuneo, l'altro a Messina, Giacomo Bonello, entrambi piemontesi. » (Da Gli eretici d'Italia, di Cesare Cantù[5]) Nel 1927 venne fuso con il comune di Acquappesa, formando il nuovo comune di Guardia Piemontese Terme[6]. Recuperò l'autonomia nel 1945[7].....[Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'8 mag 2014 alle 12:39. ]".


COME ABBIAMO COSTRUITO GLI ITALIANI – III: I PRIMI PROTESTANTI E VALDESI ERANO I PRIMI CRISTIANI "Il paese in cui noi troviamo i primi di questi Protestatari è l'Italia. La Sede di Roma, in quei giorni, abbracciava soltanto la capitale e province del circondario. La diocesi di Milano, che includeva la pianura Lombarda, le ALPI DEL PIEMONTE, e la provincia MERIDIONALE DELLA FRANCIA, grandemente si estendeva. E' un indubitabile fatto storico che questa potente diocesi non fu tributaria del trono papale. "Il vescovo di Milano", dice Papa Pelagio I (555), "non viene a Roma per l'ordinazione". Egli ci informa che ciò "era un antico costume dei loro". Papa Pelagio, comunque, cercò di sovvertire questo "antico costume", ma i suoi sforzi risultavano soltanto in un più grande straniamento tra le due diocesi di Milano e Roma. Perché quando Platina parla della soggezione di Milano al Papa sotto Stefano IX, nella metà dell'undicesimo secolo, egli ammette che "per 200 anni assieme la Chiesa di Milano è stata separata dalla Chiesa di Roma". Perfino dopo, nella vigilia dell'era Aldobrandina, la distruzione dell'indipendenza della diocesi non fu completata senza una protesta da parte del suo clero, e del tumulto di parte del popolo. Il primo affermava che "la Chiesa Ambrosiana non era soggetta alle leggi di Roma; che è sempre stata libera, e non potrebbe, con onore, rinunciare [surrender] alle proprie libertà". Il secondo ne fece clamore della minacciata violenza a Damiano, l'emissario [di Roma] mandato a ricevere la loro sottomissione. "Tra il popolo crebbe un gran fermento", dice Baronius; "le campane furono suonate; il palazzo episcopale assaltato; ed il legato minacciato di morte". 
Tracce di questa prima indipendenza rimangono sino ai nostri giorni nel Rito o Culto Ambrogiano, ancora in uso nell'intero arcivescovado di Milano..... Una delle conseguenze della [fine della] indipendenza ecclesiastica del Nord Italia fu che la corruzione di cui Roma era la fonte fu in seguito introdotta a Milano e nella sua diocesi. La luce evangelica brillò colà alcuni secoli dopo che le tenebre si addensarono nella parte meridionale della penisola. Ambrogio che morì nel 397 AD, fu Vescovo di Milano per ventitré anni. La sua teologia, e quella della sua diocesi, FU IN ESSENZA NON DIFFERENTE DA QUELLA CHE I PROTESTANTI TENGONO AI NOSTRI GIORNI. La Bibbia SOLA era la sua regola di fede; Cristo SOLO era la fondazione della Chiesa; la giustificazione dei pecccatori e la remissione dei peccati NON erano [frutto di] merito umano, ma del sacrificio espiatorio della Croce; c'erano soltanto DUE sacramenti, Battesimo e la Cena del Signore, e nell'ultimo Cristo era considerato presente soltanto FIGURATIVAMENTE. 
Tale è un riassunto della fede professata ed insegnata dal capo vescovo del Nord Italia alla fine del quarto secolo. Rufinus, di AQUILEIA, primo o metropolitano nella diocesi di Milano, insegnò in sostanza la stessa dottrina nel quinto secolo. Il suo trattato sul Credo è in disaccordo con il Concilio di Trento NON MENO del catechismo dei Protesatanti. Il suo successore ad AQUILEIA, per quanto si possa capiere dai suoi scritti che ha lasciato ai posteri, condivise i sentimenti di Rufinus. Per venire al sesto secolo, troviamo Laurentius, Vescovo di Milano, considerava che la penitenza del cuore, SENZA l'assoluzione del prete, è sufficiente per il perdono; ed alla fine del medesimo secolo (AD 590) torivamo i vescovi d'Italia e dei Grigioni , in numero di nove, RIFIUTARE LA COMUNIONE CON IL PAPA IN QUANTO ERETICA, così poco era creduta l'infallibilità, o così poco riconosciuta la supremazia Romana. Nel settimo secolo troviamo Mansuetus, Vescovo di Milano, dichiarare che l'intera fede della Chiesa è contenuta nel Credo Apostolico; dal quale è evidente che egli non vedeva necessaria per la salvazione le aggiunte [blasfeme] che Roma iniziò a fare, e molte [per giunta] da quando ha [iniziato ad] aggiungerle alla dottrina apostolica. La Liturgia Ambrosiana la quale come abbiamo detto continua ad essere usata nella diocesi di Milano, è un monumento alla purezza della fede e dell'adorazione delle prime Chiese di Lombardia.....Nell'ottavo secolo troviamo Paulinus, Vescovo di AQUILEIA, dichiarare che "noi ci alimentiamo della natura divina di Gesù Cristo, che non può essere detta [raccontata], e deve essere compresa metaforicamente". Così è manifestato che egli rifiutasse la manducazione corporale [transubstantazione] della Chiesa a Roma. Egli anche mette gli uomini in guardia dall'approcciare Dio attraverso un qualunque altro mediatore che non sia Gesù Cristo [come invece la Chiesa di Roma fa astutamente usando la madre di Gesù Cristo per separare il Cristiano da Gesù Cristo il Signore], affermando che EGLI SOLTANTO FU CONCEPITO SENZA PECCATO [evidenziando così la blasfema eresia Cattolica della Immacolata Concezione ed Assunta in Cielo]; che Egli è l'UNICO 
Redentore, e che Egli è l'unico fondamento della Chiesa. "Se chiunque" dice Allix, "vuole prendersi carico di esaminare le opinioni di questo vescovo, EGLI TROVERA' MOLTO DIFFICILE IL NON PRENDER NOTIZIA CHE EGLI NEGA CIO' CHE LA CHIESA DI ROMA AFFERMA IN RELAZIONE A QUESTI ARTICOLI, E CHE EGLI AFFERMA CIO' CHE LA CHIESA DI ROMA NEGA". Deve essere riconosciuto che questi uomini, a dispetto dei loro grandi talenti e della loro ardente pietà, non scapparono completamente alla degenerazione della loro epoca. La luce era in essi parzialmente mescolata con le tenebre. Persino il grande Ambrogio ne fu toccato con la venerazione per le reliquie, ed una debolezza per altre superstizioni dei suoi tempi. Ma per quanto riguarda la dottrina cardinale della salvazione, la fede di questi uomini fu essenzialmente Protestante, e stava fuori in audace antagonismo ai principi del credo Romano. E tale, con più o meno chiarezza, dove essere considerata la professione dei pastori sui quali essi presidiavano.". [da "The History of Protestantism", di J. A. Wylie, ministro della Libera Chiesa di Scozia, capitolo 5, "Testimoni Protestanti del Medioevo"] -----> COMMENTO: non è forse l'ironia della sorte ma un lucido piano di vendetta religiosa il fatto che movimenti e partiti oggi che pretenderebbero la secessione dalla Roma secolare ma NON quella spirituale, abbiano per simbolo un simbolo del più reazionario dispotismo ed imperialismo Cattolico??? [Alberto da Giussano].... In fin dei conti Fascismo e Comunismo cosa altro sono stati nella nostra penisola se non ulteriori tenebrosi cantieri con i quali costruire un nuovo Stato Pontificio, da Lampedusa alle vallate Alpine??.... Il Fascismo non poteva non odiare i Valdesi. Sotto la scusa della fede Calvinista assunta in conseguenza della persecuzione Romana, e quindi sotto la scusa di essere agenti della "perfida Albione" protestante (l'Inghilterra della King James Bible derivante dalla Bibbia di Ginevra), vi era nascosta la longa manus della Chiesa di Roma e dei Gesuiti (vedi l'amico personale e confessore di corte di Mussolini, SJ Pietro Tacchi-Venturi) i quali, dopo averli soppressi fisicamente, volevano sopprimere i Valdesi anche culturalmente, dato che la loro storia è la storia del Cristianesimo perseguitato da millenni. Dopo la IIGM si scelse di non epurare a fondo l'esercito e le forze di polizia dall'eredità Fascista ma, apparentemente in contraddizione, con gli anni si lasciarono sempre più aperte le porte della cultura e dell'accademia al MARXISMO. Ciò non a caso in quanto le teorie del dott. Marx ed Engels sono i perfetti cani da guardia della Contro Riforma nell'opera di censura della storia del Cristianesimo. Cosa altro non sono quei Valdesi, quei Novaziani, quel Claudio di Torino, Ambrogio di Milano, Rufinus di Aquileia, con i loro credi profondamente PROTESTANTI, soltanto in anticipo di MILLE ANNI rispetto all'affissione delle 95 Tesi di Lutero, cosa sono altro se non le CAMPANE A MORTO PER LA DOTTRINA MARXISTA?... Il Marxismo afferma che il Protestantesimo è la sovrastruttura religiosa della classe borghese, che, sempre per le teorie del Materialismo Dialettico storico, sarebbe nata con la fine del Medio Evo. Ma che dire di quei tenaci Cristiani Protestanti ante-litteram che perseveravano nella Fede per secoli e secoli prima di Lutero, perseguitati e rinascevano immediatamente dopo, se non che la loro storia è la più lampante prova di come dietro il Marxismo ed il Materialismo Dialettico vi sia soltanto l'agenda della Contro Riforma?... Dalla Guerra Fredda ai nostri giorni: "Roma Ladrona"? Certo, sacrosanta verità, ma anche in questo caso vi è un inganno, uno sviamento, una diversione che vuole tutto concentrato sul danaro. In verità Roma ha rubato, ma il danaro è ben poca cosa rispetto al vero bottino. Roma la pagana ha derubato l'anima ai Cristiani, e per farlo si è travestita ella stessa da Cristiana, per derubare i Cristiani anche dei loro martiri.


STORIA DEI GESUITI – SAN CLAVERIO SJ, SANTO PROTETTORE DI MANDELA E DESMOND TUTU – I L'Inghilterra Protestante nel XVII secolo appoggiò la pirateria ed il commercio degli schiavi degli Islamici nel Mediterraneo, nella guerra contro il Cattolicesimo. Stranamente tale macchia nel passato Protestante non viene volentieri riesumata ..... 
Sarà forse perché tale spettro, risvegliandosi, potrebbe risvegliarne molti altri, ?..... Tratto dal sito one-evil-org [SJ = Society of Jesus, Società di Gesù]: "Un'altra area in cui i Gesuiti cercarono di competere contro gli stati Protestanti inizialmente fu quella di assicurarsi profittevoli rotte di commercio. Grazie al papa Gregorio XIII, quello Gesuita fu l'UNICO ordine religioso con il potere di condurre COMMERCIO ed ATTIVITA' BANCARIA..... Il Generale Superiore Gesuita Claudio Acquaviva (1581-1615) presto mise a buon fine tale pratica quando nel 1580, egli ordinò a Padre Vilela SJ di acquistare il porto di NAGASAKI da un locale signore della guerra. Il Generale Acquaviva poi mandò Alessandro Valignano SJ ad amministrare la nuova missione commerciale...... I GESUITI perseguirono pesantemente la crescita del loro [completamente di loro proprietà] porto di Nagasaki, fino [a farne] UNO DEI PIU' PROFITTEVOLI PORTI DI COMMERCIO DEL MONDO. 
La proprietà Gesuita del porto di Nagasaki diede alla Società un concreto MONOPOLIO nella TASSAZIONE di TUTTE LE MERCI IMPORTATE NEL GIAPPONE...... I Gesuiti, sotto Peter Claver SJ furono strumento nello SVILUPPO DEL COMMERCIO DEGLI SCHIAVI dall'Africa al Sud America, ai fini di essere usati nelle miniere d'oro. Fino a mezzo milione di schiavi furono imbarcati ed arrivarono [colà] sotto la vigilanza di Peter Claver SJ. Più tardi, i Gesuiti trasformarono Claver da uno dei peggiori signori della schiavitù nella storia, nel santo patrono degli schiavi, Colombiani ed Afro-americani...... Comunque, sia Spagna che Portogallo in particolare, erano arrabbiati per la crescente ricchezza ed influenza dei Gesuiti che si ingrandivano con i loro profitti dalla tratta degli schiavi e dal monopolio del commercio...... In risposta ai Portoghesi che cercavano di stringere in un angolo i Gesuiti in Giappone armando i loro nemici, il Generale Claudio Acquaviva formò un'alleanza nel 1595 con gli OLANDESI per supportare le loro navi ed il loro commercio. In risposta alla nuova alleanza, il Parlamento Inglese....... emise un'ordinanza garantendo un monopolio del commercio pirata alla Compagnia delle Indie Orientali nel 1600........ 
Nel 1602 il Generale Claudio Acquaviva assistette i mercanti Gesuiti per ottenere un incarico per il monopolio dagli Stati Generali dei PAESI BASSI a formare il Vereenigde Oostindische Compagnie or VOC in OLANDESE, letteralmente "Compagnia Unita delle Indie Orientali" (Compagnia dell'India Orientale OLANDESE). Usando l'esclusivo potere dei Gesuiti nel condurre l'attività bancaria e commerciale, la Compagnia delle Indie Orientali rappresentò una delle più profittevoli compagnie della storia grazie al suo controllo delle spezie, degli schiavi, e delle piantagioni. I Gesuiti persero il controllo soltanto nel 1773 quando l'ordine fu sciolto..... La soppressione dei Gesuiti.... Mentre l'iniziale argomento dei Gesuiti relativo al loro coinvolgimento nel commercio fu il corrompere ed ostacolare il commercio Protestante, in realtà FURONO LE NAZIONI CATTOLICHE AD ESSERE LE PIU' SCONVOLTE [mia nota: vedi l'esecuzione geo-politica di massa a Smolensk 2010]. In aggiunta alle disgrazie gesuite c'era anche il crescente pericolo che all'Ordine [Gesuita] arrecava il loro stesso dovere quali incaricati di assassinii. Ogni volta un nuovo re o regina morivano sotto la loro sorveglianza, le famiglie nobili dell'Europa iniziavano ad agitarsi....". [continua]


GIACOBINI E GESUITI ----> [tradotto da oneevil.org]. "La rivoluzione di per se non contribuì di primo acchito alla causa gesuita di ricostituzione della loro società. All'opposto, diede rinnovata confidenza nella loro abilità di soverchiare perfino la più antica monarchia [quella Francese, coinvolta nella soppressione della Società di "Gesù" perciò da punire, e da sempre considerata inaffidabile per quanto riguarda la missione gesuita dello sterminio del protestantesimo Francese] ed in tal modo dare inizio al piano audace di cattura del papa e della ricchezza della chiesa Cattolica........ 
In uno dei più grandi inganni e truffe della storia, il leale agente gesuita Gilbert du Motier, marchese de La Fayette conosciuto semplicemente come "La Fayette", semplicemente non solo abbandonò le sue truppe leali e la sua influenza per nascondersi nell'oscura regione del Belgiò di Liegi dove fu trattenuto convenientemente quale "prigioniero" per 5 anni. All'opposto, La Fayette fu incaricato dai Gesuiti di portare le vaste riserve di oro della Francia in America....... L'oro rubato, a New York, fu piazzato in consegna alla Banca di New York (fondata nel 1784) ed alla appena nata Compagnia Banca di Manhattan (adesso: JP Morgan Chase Bank). [in futuro seguirà su come gli USA furono costruiti proprio con questo danaro]......... 
L'agente gesuita Antoine Christophe Saliceti per diversi anni promosse con molta cura la carriera del compatriota Corsicano NAPOLEONE BONAPARTE. Nel 1795, mentre serviva a Parigi, Napoleone ebbe successo nella soppressione di una ribellione di fedeli alla corona e di contro-rivoluzionari e fu promosso dal nuovo leader di regime Paul Francois Jean Nicolas, viscontge de Barras (Paul Barras) [mia nota: l'attuale generale superiore dei gesuiti è Adolf Nicolas SJ]....... 
Dopo il suo matrimonio con Josephine de Beauharnais, Saliceti si assicurò affinché Napoleone ricevesse il comando dell'Armata Francese in Italia nel marzo 1796 ed ordinò l'invasione dell'Italia in particolare per catturare il Papa a Roma. [mia nota: il fine dei gesuiti fu di istigare la Reazione Cattolica che avrebbe spazzato via ogni forma di secolarismo ed anti-papismo Riformista nella Penisola, in particolar modo nell'Apennino Settentrionale (movimento "Viva Maria!") e Napoli (card. Ruffo)]......... Nello stesso tempo i Gesuiti, per mezzo della Svizzera, formarono le banche private Darier Hentsch & Cie e Lombard Odier Darier Hentsch come custodi di tutto l'oro, i tesori ed i contratti confiscati durante la campagna.........Comunque, papa Pio VI arrangiò un proprio trattato di pace con Napoleone il 19 febbraio 1797. Toccò ai Gesuiti arrangiare l'assassinio a Roma del brigadiere generale Francese Mathurin-Léonard Duphot, in modo da permettere a Napoleone di finalmente completare il compito [assegnato] arrestando il Papa........ A Roma, gli agenti gesuiti del Generale Superiore Gabriel Lenkiewicz S.J. acquisirono tutte le note di tesoro del Vaticano quanto i vari depositi dell'oro e del tesoro Vaticano, mandando [il tutto] in Svizzera alla Darier Hentsch & Cie Bank. In cambio, la banca continuò per un certo tempo a finanziare Napoleone per continuare la sua campagna di conquiste......". COMMENTO ----> Come il recente accoglimento da parte del papa gesuita della donna Sudanese condannata per apostasia, risulta chiaro quanto l'apostasia sia molto cara all'Ordine Gesuita. 
Certe volte l'apostasia è utile. Per sopravvivere. Se non fossero stati dei diligenti apostati, i pii gesuiti, in che altro modo avrebbero potuto rovesciare e liquidare monarchie ed imperi in giro per il mondo? E rastrellare il (verosimilmente) più grande impero economico finanziario mai visto su questo pianeta?..... "15 Se un fratello o una sorella sono nudi, o privati del cibo quotidiano 16 Ed uno di voi dice loro, Andate in pace, siate riscaldati e pieni; nonostante [ciò] non date loro quelle cose che sono necessarie al loro corpo; cosa ne trae profitto? 17 Proprio così la fede, se non ha opere, è morta, essendo sola" [capitolo 2 Giacomo, trad, da King James Bible AV1611/Bibbia di Re Giacomo, versione autorizzata 1611].

lunedì 4 agosto 2014

La Democrazia intralcia la Controriforma della Troika Gesuitica




Noi italiani, per lo più un popolo di secolari e miserabili servitori sciocchi del papato, dopo una breve parentesi costituzionale che ci aveva illuso d'essere diventati uno stato democratico di diritto; e dopo che una minoranza, anche attraverso il sacrificio, aveva cercato di dotarci di strumenti democratici e rappresentativi (molti dei quali rimasti comunque lettera morta) ci siamo ritrovati nuovamente a finire tra le braccia del papato gesuitico riformato il cui vertice sta ora nella BCE del gesuitico Mario Draghi e nella Commissione europea. E lo saremo sempre di più in futuro. Ne è un chiaro esempio una delle ultime esternazioni del Drago gesuitico di origini nostrane, ecco:

"[Mario Draghi] proprio su quest’ultimo punto, è tornato a chiarire che le riforme sarebbero politicamente più sostenibili, se non fossero lasciate alla competenza dei governi nazionali. Se una settimana fa, a Londra, ha espresso il convincimento che servirebbe una struttura al di sopra dei governi in Europa per accentrare il processo riformatore, ieri ha sottolineato che i governi che hanno ricevuto l’assistenza della Troika (UE, BCE e FMI) avrebbero riformato di più degli altri.
Attenzione, perché si tratta di un passaggio delicatissimo del discorso di Draghi, visto che in questi giorni si vocifera che proprio l’Italia potrebbe essere commissariata dalla Troika, tanto che il premier Renzi si è sentito in dovere di intervenire per smentire. Ma le indiscrezioni esistono e sarebbero frutto di un certo scetticismo in ambito europeo sulla capacità anche di questo governo di fare le riforme e di risanare i conti pubblici.»

fonte: http://www.investireoggi.it/economia/draghi-attacca-ancora-renzi-sul-patto-di-stabilita-e-avverte-piu-riforme-con-la-troika/?refresh_ce

A queste dichiarazioni sono seguiti tutta una serie di articoli nei grandi giornali, come ad esempio quello del servo Ferruccio de Bortoli nel Corriere della sera:

«Secondo il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, in Italia sarà necessaria subito una manovra da 20 miliardi, sarà effettuato un prelievo forzoso e arriverà la Troika.»

fonte: http://www.investireoggi.it/economia/prelievo-forzoso-manovra-da-20-miliardi-e-arrivo-della-troika-e-un-incubo-o-la-verita/?refresh_ce

 O quello del leccaculo papale Eugenio Scalfari, il quale afferma:

«Forse l'Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale»
fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/lultima-sparata-scalfari-deve-governarci-bruxelles-1042770.html

E' chiaro il concetto? Il Drago gesuitico comanda e i giornali servi rispondono all'appello; per ultimo quegli idioti dei lettori italiani lo accetteranno come dato inconfutabile, soprattutto gli idioti «rivoluzionari» di sinistra. Che tutto ciò non avesse ormai più nulla a che fare con la democrazia e lo stato di diritto lo avevamo già capito da molto tempo; che tutto ciò avesse a che fare con la dittatura gesuitica europea lo abbiamo detto molto prima di altri; ma sfortunatamente siamo rimasti in pochi a contrastare quel pensiero unico portato avanti da quel potere che sembra oramai non avere nemmeno più bisogno né dell'apparenza democratica, né di parlamenti né di elezioni per portare a termine con più fretta le CONTROriforme gesuitiche che ci faranno definitivamente sprofondare nel nuovo medioevo. Quelle minoranze che potevano essere veramente rivoluzionarie sono state oramai rese docili dalla incessante e pluridecennale propaganda di testate «nucleari» come L'Unità e La Repubblica. I pochi italiani indomiti e non allineati al pensiero unico gesuitico sono poi stati infiltrati o etichettati come complottisti, ciarlatani, maghi, truffatori, la nuova figura dell'eretico ai tempi del Nuovo Ordine Mondiale.
Nel frattempo sempre più gente sprofonda nella povertà, nella precarietà, nella disperazione, nella disoccupazione; come spiegazione però non ci viene detto che sono state appunto le CONTROriforme europee la causa di tutto ciò, come la moneta unica e il Trattato di Lisbona; ma figuriamoci! Ci viene invece detto che non sono state fatte abbastanza riforme per rilanciare l'economia e che dopo che l'elite antidemocratica, infallibile e diretta emanazione di Dio, farà le riforme definitive, senza l'intralcio dei parlamenti e degli elettori, o imporrà ai governi nazionali di farle forzosamente sotto minaccia di un suo intervento "divino", allora e solo allora arriverà il Paradiso; ci viene detto, in un turbine di discorsi prettamente emotivi, che senza le precedenti riforme europee saremmo stati molto peggio; e la maggioranza dei gonzi italiani plaude estasiata, soprattutto quelli della sinistra «chehannosempreragioneperchèlodiceLaRepubblicaeL'Unità», quegli stessi gonzi, cioè, i cui antenati sono stati abituati ad essere sottomessi al papato per secoli!


martedì 13 maggio 2014

La testimonianza di Roberto Scarpinato



Roberto Maria Ferdinando Scarpinato (Caltanissetta, 14 gennaio 1952) è un magistrato italiano, attuale Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Palermo.
Egli, molto più di altri, sembra aver ben capito come funziona questo paese da secoli, se non da millenni.
Le parole di Scarpinato, che ascolterete nei video qui sotto, sono una ventata di aria fresca, per così dire, all'interno del panorama dell'informazione italiana; un'informazione sempre adagiata sull'elogio del potente, del "Principe" e del Papa di turno. Questo paese parassitato dal Vaticano e dalle sue gerarchie è sempre stato un paese di servi e di padroni, come afferma con ragione Scarpinato; il nostro non è mai stato un paese di cittadini, ma di servi ignoranti, contadinotti amanti della propria schiavitù e della propria arretratezza, orgogliosi di essere prigionieri; un paese colmo di genti che plaudono servilmente al padrone per elemosinare da lui qualche misero privilegio. Come non dargli ragione! D'altro canto basta leggere le statistiche sul numero dei laureati, che ci vedono a pari merito con la Turchia e completamente fuori dagli standard di tutti gli altri paesi d'Europa, basta dare uno sguardo al numero di lettori di libri, alle capacità di lettura e alle capacità di fare calcoli aritmetici, per capire la statura intellettuale della maggioranza degli italiani (si legga il nostro post Italia, un paese sul lastrico in mano al Vaticano che lascia i poveri a morire di fame).
Un paese di spietati criminali da una parte e di servi sciocchi dall'altra, da secoli in mano al Vaticano, fino ad ora con il nostro boy scout Renzi amico dei Gesuiti, l'ultima illusione data in pasto a quei gonzi degli italiani che credono sempre a tutto ciò che gli viene propinato dal potere temporale papale.


 Un paese dove anche l'opposizione più "radicale" si inginocchia davanti alle vesti papali. Un paese senza speranza, colmo di gente che toglie ogni speranza; difficile iniziare discorsi sensati in ogni dove senza che dopo pochi minuti non nasca in noi un insopportabile fastidio a causa dell'interlocutore che si ha di fronte; un fastidio che nasce da quello che costui esprime, dalle capacità che dimostra, dalla mancanza di dignità che trasmette. Questo viscido lerciume di paese, intellettualmente morto, con una popolazione in gran parte zombificata dal Vaticano, merita il suo destino, perché un popolo di schiavi ignoranti e servili non potrà mai aspirare ad altro se non a pregare la Madonna e a gioire inebetito davanti all'ennesimo spettacolo papale per gonzi. Non crediamo, all'interno di tutto ciò, che Roberto Scarpinato sia un messia, avrà anche lui i suoi limiti, non lo abbiamo sentito parlare di alcuni fatti scottanti, talora si circonda di personaggi, come Travaglio, che non ci sono certo simpatici, ma quello che esprime sembra dettato da un coraggio e una coscienza civile più elevata rispetto alla media.
















domenica 19 gennaio 2014

Vaticano & Gesuiti S.p.a. paradiso delle multinazionali


"Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci"
Matteo 7:15



L'autore di questo libro prevede che verrà il giorno, magari tra un migliaio di anni, in cui il Vaticano cesserà di funzionare come un'istituzione religiosa e assumerà in tutto e per tutto le funzioni di una grande impresa finanziaria. La transizione dall'una all'altra veste sarà meno difficile di quanto possa sembrare, proprio perché man mano che il cattolicesimo andrà accentuando la propria decadenza come grande religione, le ricchezze della Chiesa potranno più facilmente infiltrarsi in qualsiasi campo dell'economia mondiale. Allora, finalmente, il magnate installato al di là del Tevere potrà liberarsi della sua veste di pietà; allora, finalmente, il Vaticano rivelerà l'autentica estensione dei suoi interessi economici.”
Nino lo Bello - L'Oro del Vaticano
[anno di pubblicazione: 1971]


Sotto potete leggere due articoli interessanti che affrontano l'evolversi dei rapporti che la Corporation più ricca del mondo, la Vaticano & Gesuiti S.p.a., la "chiesa povera" del gesuitico Bergoglio, intrattiene con le più svariate multinazionali della consulenza finanziaria e manageriale; nel frattempo continuano i gesti "filantropici" del capo della Corporation "religiosa" multimiliardaria, ed egli è in procinto di essere dichiarato santo perché ha donato "ben" 200 euro ad una povera e disgraziata anziana di Marghera.



La curia di Francesco, paradiso delle multinazionali

McKinsey, Promontory, Ernst & Young, KPMG. Dal Vaticano è tutta una corsa ad arruolare le società di consulenza più pregiate e costose al mondo. A che prezzo non si sa

di Sandro Magister


ROMA, 17 gennaio 2014 – Sarà pure "povera e per i poveri" la Chiesa sognata da papa Francesco. Intanto però il Vaticano sta diventando il Paese di Bengodi delle più pregiate e costose fabbriche al mondo di sistemi organizzativi e finanziari.

L'ultima arruolata è la leggendaria McKinsey & Company, con l'incarico di sfornare "un piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa Sede maggiormente funzionale, efficace e moderna". Quanto basta per seminare il panico tra gli addetti ai lavori, che negli ultimi tempi in Vaticano non sono diminuiti ma aumentati, in un crescendo di confusione.

A padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa e portavoce ufficiale, è stato aggiunto un "senior communications adviser" nella persona del giornalista americano Greg Burke, membro dell'Opus Dei, con un ufficio in segreteria di Stato.

Per non dire dei due addetti stampa che il presidente dell'Istituto per le Opere di Religione, Ernst von Freyberg, si è portato a Roma la scorsa primavera dalla sua Germania, Max Hohenberg e Markus Wieser, entrambi della Communications & Network Consulting.

Poi c'è la Radio Vaticana diretta dallo stesso Lombardi, con 30 milioni di dollari di passivo annuo e con tanti giornalisti quanti ne servivano una volta per trasmettere in onde corte nelle lingue e nelle regioni più remote del globo, ma ora in sovrannumero.

C'è "L'Osservatore Romano", altra voragine di costi con le poche migliaia di copie giornaliere della sua edizione principale.

C'è il Centro Televisivo Vaticano, che fa buoni incassi grazie all'esclusiva mondiale delle immagini del papa ma deve fronteggiare spese proibitive con la Sony e altre grandi firme per la modernizzazione delle tecnologie.

E poi ancora c'è il pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, un carrozzone burocratico che avrebbe dovuto fare lui il lavoro ora affidato alla McKinsey, ma evidentemente non ne è stato ritenuto capace.

In questo disordine si è capito da un pezzo che papa Francesco preferisce fare di testa sua. Delle tre sue interviste che più hanno fatto rumore, due le ha date ai gesuiti de "La Civiltà Cattolica" e una al superlaico fondatore de "la Repubblica", senza che né padre Lombardi né Burke né altri vi avessero a che fare.

Altra firma di grido reclutata dal Vaticano è il Promontory Financial Group, con sede centrale a Washington. Da maggio, una dozzina di suoi operatori si sono installati nei locali dello IOR e passano al setaccio ad uno ad uno i conti dell'istituto, in caccia di operazioni illecite. Altrettanto fanno con i conti dell'APSA, l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.

Non solo. Dirigenti di spicco di Promontory fanno parte ormai in pianta stabile del vertice dello IOR. Era di Promontory Rodolfo Marranci, il nuovo direttore generale della "banca" vaticana. E sono divenuti senior adviser dello IOR Elizabeth McCaul e Raffaele Cosimo, capi rispettivamente delle sedi di New York e per l'Europa di Promontory. Da oltre Atlantico viene anche Antonio Montaresi, chiamato a dirigere l'ufficio rischi, un ruolo che nello IOR prima non esisteva.

Un'analoga moltiplicazione dei ruoli e del personale interessa in Vaticano anche l'Autorità di Informazione Finanziaria, creata alla fine del 2010 da Benedetto XVI, oggi diretta dallo svizzero René Brülhart, costosa star internazionale in materia, e prossima a raddoppiare il suo staff.

A certificare i bilanci dello IOR c'è la Ernst & Young, alla quale il Vaticano ha ora affidato anche la verifica e l'ammodernamento delle attività economiche e della gestione del governatorato del piccolo Stato.

E a un'altra blasonata multinazionale, la KPMG, è stato chiesto di allineare agli standard internazionali la contabilità di tutti gli istituti ed uffici con sede nella Città del Vaticano.

A dispetto della decantata trasparenza, nulla trapela sui costi di questi ricorsi ad operatori esterni, costi che si presumono ingenti, in particolare quelli a carico dello IOR.

Come non bastasse, la "banca" vaticana ha dovuto coprire con 3,6 milioni di euro una parte del debito di 28,3 milioni, accertato dalla Ernst & Young, della giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro.

E con una decina di milioni di euro ha dovuto colmare metà della voragine lasciata nella diocesi di Terni dal suo ex vescovo Vincenzo Paglia, attuale presidente del pontificio consiglio per la famiglia.

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Questa nota è uscita su "L'Espresso" n. 3 del 2014, in edicola dal 17 gennaio, nella pagina d'opinione dal titolo "Settimo cielo" affidata a Sandro Magister.

Ecco l'indice di tutte le precedenti note:

> "L'Espresso" al settimo cielo

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Alle società esterne menzionate nell'articolo alle quali fa ricorso il Vaticano si può aggiungere il Banco Santander, incaricato di un corso di formazione per il personale amministrativo della prefettura degli affari economici della Santa Sede.

Presidente per l'Italia della Santander Consumer Bank SpA è Ettore Gotti Tedeschi, chiamato alla presidenza dello IOR nel settembre del 2009 e da lì estromesso il 24 maggio 2012 con procedura da lui a ragione definita "ingiusta e brutale" in un'intervista a "Il Messaggero" del 10 gennaio 2014, nella quale ha chiesto a papa Francesco di "ascoltare quello che ho da raccontare, anche in confessione, se ritiene il caso", perché "vorrei essere sicuro che conosca anche la mia verità":

> Gotti Tedeschi: "Il papa deve conoscere la mia verità sullo IOR"

Dopo la sua estromissione, attorno a Gotti Tedeschi è stata fatta terra bruciata. In Vaticano nessuno di tutti quelli incaricati di studiare la riforma dello IOR l'ha finora interpellato, nemmeno per ascoltare la sua ricostruzione dei fatti.

 
[nota di nwo-truthresearch: pensiamo che l'estromissione di Gotti Tedeschi abbia a che fare con una guerra tra bande tutta interna al Cattolicesimo parassita: Gotti Tedeschi, infatti, è l'ennesimo predicatore del bene e razzolatore del male, ed è legato all'Opus Dei, una delle sette più potenti all'interno del Vaticano, beneficiando anche di protezioni nei media, specialmente nel Corriere della Se[g]a; su questo punto si legga l'articolo VITA, OPERE E MIRACOLI (OPUS DEI) DI GOTTI-TEDESCHI.., pubblicato su Dagospia il 28 febbraio 2013, da cui estraiamo:"Uno che lo conosce da vicino, e da lungo tempo, è il gagliardo giornalista e saggista, Giancarlo Galli. Nel suo volume "Finanza bianca, i soldi, il potere" (Mondadori, 2004), l'autore ne fa un ritratto che sembra ben fotografare questo discusso personaggio che straparla di denaro in Paradiso e mette mano in ogni affare pubblico&privato, compreso l'affaire Finmeccanica. Annota Giorgio Galli nel suo libro: "... ho ricevuto la visita di Ettore Gotti-Tedeschi (3 luglio 2002, nda), banchiere internazionale ed economista di fama, membro dell'Opus Dei, rappresentante per l'Italia del potente Banco Santander Central Hispano, controllato dalla famiglia Botin, e a un certo momento - aggiunge Galli - il discorso è finito sull'attualità. Per l'appunto, la Reconquista cattolica...
Ps. In un altro volume del già citato Giancarlo Galli ("Nella giungla degli Gnomi", Garzanti 2008), possiamo trovare molte risposte alle domande che oggi si rincorrono sui media a proposito dell'acquisizione di Antonveneta da parte del Mps. Un'operazione a dir poco spregiudicata che fruttò "sull'unghia" al Banco Santander di Botin e Gotti-Tedeschi 2,3 miliardi di plusvalenza.".]
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Una pietra di paragone dei costi delle maggiori società di consulenza è il contratto stipulato poco prima di Natale dal ministero italiano del tesoro con la KPMG – una delle società reclutate dal Vaticano – per studiare come risanare i conti delle sette regioni più indebitate nei servizi sanitari: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte e Sicilia.

Il costo del contratto con la KPMG – che si avvarrà anche dell'apporto della Ernst & Young, un'altra delle società reclutate dal Vaticano – è stimato in 38 milioni di euro, a carico delle regioni indebitate.

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La McKinsey & Company non è nuova nel dar consigli alla Chiesa cattolica. La diocesi di Berlino si è rivolta al direttore della filiale di Monaco di Baviera, Thomas von Mitschke-Collande, per rimettere in sesto i propri conti. E altrettanto ha fatto la conferenza episcopale di Germania, per risparmiare in costi e personale.

Nel 2012 von Mitschke-Collande ha pubblicato un libro dal titolo: "Vuole la Chiesa eliminare se stessa? Fatti e analisi di un consulente aziendale". E la scorsa estate ha offerto un piano dettagliato di riforma della curia romana agli otto cardinali consiglieri di papa Francesco.

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Un caso di doppia appartenenza, alla Ernst & Young e nello stesso tempo alla commissione istituita da papa Francesco per riorganizzare la struttura economico-amministrativa della Santa Sede, è quello di Francesca Immacolata Chaouqui, che nella multinazionale angloamericana si occupa di pubbliche relazioni.

Ma più che per conflitto d'interessi, la giovane PR ha sollevato critiche in Vaticano e fuori per motivi ben più consistenti, fin dal momento della sua nomina:

> Ricca e Chaouqui, due nemici in casa (26.8.2013)

> Francesca Immacolata Chaouqui si confessa due volte (18.9.2013)

> Chaouqui e Vallejo Balda, la strana coppia (17.1.2014)


link articolo originale: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350699



Multinazionali e Opus Dei: la strana compagnia del Papa




Si sta delineando una Chiesa anglo-ispanica lungo un asse Usa-America Latina a guida dei gesuiti


La Chiesa povera per i poveri di papa Francesco ha bisogno delle multinazionali, almeno di quelle che operano nella consulenza finanziaria, nella gestione delle risorse umane e nel riassetto di grande aziende e organizzazioni. L’impronta americana del pontificato diventa sempre più marcata, non manca poi un po’ di Europa tecnocratica. Sta di fatto che si sta delineando una Chiesa anglo-ispanica lungo un asse Usa-America Latina (non privo di conflitti interni) a guida politico culturale dei gesuiti, con motore economico nell’area dell’ ‘Obra’ di Escrivà, senza dimenticare l’ingresso massiccio dei laici nei ruoli tecnici. Il tutto gira intorno a una regia internazionale – gli otto cardinali che coadiuvano il Papa nel governo e nella riforma della Curia – e a un Segretario di Stato italiano, monsignor Pietro Parolin, di scuola diplomatica classica, proveniente da un’esperienza non semplice in Venezuela. Altri italiani s’incontrano nell’entourage di Bergoglio ma spesso alle spalle hanno un’esperienza latinoamericana. Il Papa, come è noto, fa il resto. Il progetto è complesso anche perché si tratta di scrostare poteri resistenti.
Le società fino ad ora ingaggiate dal Vaticano sono note: Mc Kinsey (riorganizzazione media), Ernst & Young (revisione economica Stato vaticano), KPMG (riforma procedure contabili di tutti gli enti della Santa Sede) e Promontory group (ristrutturazione Ior e Apsa); sul fronte delle relazioni internazionali i riferimenti sono Moneyval e il Consiglio d’Europa (antiriciclaggio e trasparenza), il dipartimento del Tesoro Usa e il governo tedesco (con queste due istituzioni sono stati firmati importanti accordi di collaborazione finanziaria), la Banca d’Italia e la sua autorità di controllo. L’Opus Dei, in tale contesto, fa sentire la sua presenza e il suo sostengo a papa Francesco, del resto molti dei suoi membri possiedono ‘l’expertise’, per occuparsi di materie tanto complesse. I cambiamenti appaiono quindi sempre più profondi e il loro profilo tecnico e organizzativo tutt’altro che secondario; si possono però a questo punto individuare alcuni elementi generali. La riforma dello Ior procede verso la trasformazione dell’istituto in una ‘banca normale’, cioè in grado di interagire con il sistema finanziario internazionale accettandone le norme sulla trasparenza. Il percorso è a buon punto ma non è concluso perché chiudere un passato di ‘conti sospetti’ non è cosa scontata, le indagini della magistratura italiana sono lì a dimostrarlo.
Sul fronte della comunicazione si attendono poi novità importanti: Mc Kinsey, l’ultima mega-società sbarcata Oltretevere e chiamata in causa dalla “Pontificia commissione Referente di studio e di indirizzo per gli affari economici”, dovrà mettere a punto “un piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa Sede maggiormente funzionale, efficace e moderna”. Da molti anni in Vaticano si parla di un nuovo assetto per la comunicazione oggi spezzettata fra diversi organismi che spesso si sovrappongono; in tal modo i costi crescono e i passivi vanno a pesare sui bilanci complessivi del Vaticano. La cosa non è di poco conto e non riguarda solo il sistema dei media: senza l’intervento dello Ior (le cui risorse sono di circa 6, 3 miliardi di euro) che ogni anno dà il suo decisivo contributo al ripianamento dei debiti accumulati nella gestione ordinaria, la Santa Sede sarebbe in una situazione economica allarmante [nota di nwo-truthresearch: che l'azienda più ricca del mondo sia in una condizione di sofferenza economica nutriamo seri dubbi, a meno che non si dia credito a qualche limitata contabilità sbandierata, che non tiene conto degli affari globali della Chiesa Cattolica nel suo insieme, dove gran parte della ricchezza del Vaticano è nascosta in società finanziarie di modo che sia difficile arrivare anche solo vicino ad una stima della sua reale grande ricchezza; si veda L'Impero Finanziario Vaticano che ci Domina Der Spiegel: Vaticano, il principale azionista]


E allora l’Osservatore romano, la Radio Vaticana, il Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, la Libreria editrice vaticana, la tipografia, il Centro televisivo vaticano (CTV) fino agli altri media più o meno collegati con Roma, tutto dovrà essere rivisto da Mc Kinsey & company per un lavoro che potrebbe concludersi entro pochi mesi. Intanto, con un occhio puntato al mercato internazionale, il Ctv ha cominciato a produrre un settimanale d’informazione sulla Santa Sede in HD.

In questa complessa transizione bergogliana, si delineano sempre di più anche ruoli specifici. E non può passare inosservato che l’Opus Dei, guidata dal prelato Javier Echevarrìa, sta sostenendo a pieno regime lo sforzo riformatore di papa Francesco. Gli uomini de la ‘Obra’ si muovono con discrezione e, secondo una nota vulgata opusiana, “ciascuno risponde personalmente di quello che fa”, non c’è insomma un agire a nome dell’Opus Dei. Sta di fatto che monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda, amico della Prelatura fondata da Escrivà de Balaguer, ricopre l’incarico di Segretario della commissione incaricata della riforma amministrativa ed economica, e allo stesso tempo è anche Segretario dell’Apsa, cioè dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica. E’ un monsignore in carriera con un passato di amministratore di bene ingenti nella diocesi spagnola di Astorga. Nei piani della riforma in corso, l’Apsa – di recente coinvolta in gravi indagini giudiziarie da parte italiana – dovrà diventare una sorta di ministero del tesoro-economia vaticano senza svolgere più alcuna attività finanziaria. L’Apsa controlla fra l’altro un patrimonio immobiliare che si reputa ingente ma di cui non si conosce la sostanza reale.

Sarà dunque monsignor Vallejo il prossimo ministro dell’economia della Santa Sede? Vedremo. Intanto la commissione di cui è membro  ha fatto il contratto a “McKinsey”, “dopo procedura formale di gara” come recita il comunicato ufficiale; la società in passato ha annoverato nelle sue fila Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente Ior, Opus Dei anche lui, caduto poi in disgrazia per i contrasti con il cardinal Bertone. Ancora va citata Francesca Chaoqui, anch’essa membro della stessa commissione riformatrice e giudicata vicina all’Opus Dei, diventata nota per tweet ‘scandalosi’ contro Bertone e Tremonti e per qualche foto un po’ troppo sexy. Ma soprattutto conta il suo lavoro per la Ernst & Young, altro big della consulenza ingaggiato dal Vaticano. Ancora un altro esponente dell’Opus Dei, monsignor Juan Ignacio Arrieta, coordina l’altra commissione riformatrice, quella che si occupa dello Ior. L’impronta a stelle strisce in Vaticano, per altro, si vede anche nel ruolo che hanno i Cavalieri di Colombo - che pure finanziano i sacri palazzi - il cui leader, Carl Anderson, è il segretario del board laico dello Ior considerato fra i ‘defenestratori’ di Gotti Tedeschi. Va ricordato che i Cavalieri possono contare su forti rapporti con alcuni cardinali americani. Bergoglio fino ad ora è riuscito, dietro le quinte, a tenere in mano le fila di ogni cosa, ma rivalità e conflitti si possono sempre aprire.   
La Compagnia di Gesù, intanto, è tornata a svolgere il ruolo di cavalleria del papa. La ‘Civiltà cattolica’ sotto la guida di padre Antonio Spadaro, è diventata strumento essenziale della campagna pro-Bergoglio; l’importante intervista rilasciata da Francesco alla rivista e diffusa in contemporanea da tutte le testate dei gesuiti del mondo senza fuga di notizie, la dice lunga. Padre Federico Lombardi, gesuita anch’egli, è da tempo alla guida della Sala stampa della Santa Sede e della radio vaticana, mentre gesuiti di rango sono nella Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia è nel suo complesso che la Compagnia guidata dallo spagnolo Adolfo Nicolàs, anch’essa come l’Opus senza darlo troppo a vedere, sostiene la novità del papa argentino e il suo programma riformatore.

link articolo originale: http://www.linkiesta.it/papa-multinazionali