venerdì 4 gennaio 2013

Gli appoggi di Monti, il Leccaculo di Comunione e Liberazione Pier Luigi Bersani e il Modello di Stato Sociale della Caritas


E' ormai noto a molti che il Vaticano appoggia Mario Monti e il suo programma di distruzione dello stato sociale, delle imprese, delle famiglie e della stessa democrazia. Ciò resterà nella storia Vaticana come l'ennesima macchia insanguinata che tingerà l'abito oramai lurido della "Santa" Sede. Adesso nel sostegno all'istruito dai Gesuiti Mario Monti si è attivato anche il movimento "Verso la Terza Repubblica", i cui principali promotori sono, tra gli altri:

  1. Il Presidente di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo, istruito dai Gesuiti all'Istituto Massimiliano Massimo, dove era compagno di classe di Mario Draghi.

  2. Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Ricciardi.
  3. Il presidente delle Acli Andrea Oliviero.
  4. Il Neocatecumenale segretario della CISL Raffaele Bonanni.


  5. Lorenzo Dellai, attuale presidente di turno della Regione Autonoma Trentino Alto Adige.

Un movimento che rivelerebbe la sua reale natura se venisse rinominato "Verso la Terza Repubblica Vaticana". Come riferisce il Mondo in un articolo del 3 gennaio 2012:"'Verso la Terza Repubblica' è di fatto il contenitore montiano."

Meno noto è l'appoggio del Vaticano alla sponda sinistra della classe politica.
Molti cittadini credono che in Italia noi abbiamo veramente una opposizione politica allo strapotere del Vaticano. Già abbiamo parlato di questa illusione nel nostro articolo Mario Monti: niente di nuovo sotto il sole Vaticano. Adesso è l'ora di parlare di Bersani, il novello candidato alla Presidenza del Consiglio per la coalizione di centro sinistra. Bersani, un finto comunista fedele alla Chiesa di Roma, si descrive efficacemente con le sue stesse parole, che estraiamo da un articolo de Il Fatto Quotidiano, dal titolo Coop rosse e Compagnia delle Opere, quanto è bello realizzare affari insieme:


Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl (Comunione e Liberazione, ndr). La vera sinistra non nasce dal bolscevismo, ma dalle cooperative bianche dell’800, il partito socialista arriva dopo, il partito comunista dopo ancora. E i movimenti del Sessantotto sono tutti morti, solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare, è lo stesso ideale che è alla base delle cooperative, un dare per educare”. A parlare così è Pierluigi Bersani. E’ l’agosto del 2003, quando l’attuale segretario del Pd è responsabile economico dei Ds e viene accolto con scrosci d’applausi dal popolo di Cl al Meeting di Rimini.
L’alleanza tra il mondo ciellino e la sinistra italiana ha una storia ormai lunga. È vero che Comunione e liberazione ha sempre sostenuto con determinazione il centrodestra di Silvio Berlusconi, perdonandogli tutto, dalle barzellette con bestemmia al bunga-bunga. Ma è anche vero che si è sempre tenuta una mano libera, da allungare a sinistra. Soprattutto quando ci sono affari da spartire insieme. Ora, con Silvio in declino e il Pdl in crisi, quella mano diventa più forte e visibile. La “trasversalità” (guai a chiamarla inciucio) diventa esplicito progetto politico.
Bersani al Meeting di Rimini del 2006 aggiunge una clamorosa rivelazione: “Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito comunista italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e libertà. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse”. Ovazione. Tre anni prima, nel 2003, era nato l’Intergruppo parlamentare sulla sussidiarietà, che ha tra i suoi più assidui ed entusiasti frequentatori da una parte Maurizio Lupi (ciellino di Forza Italia-Pdl), dall’altra Enrico Letta (Ds, poi Pd). L’Intergruppo si propone come “tavolo di discussione bipartisan ideato per creare un dibattito trasversale sul tema della sussidiarietà”, proclama Lupi. “Il suo obiettivo principale è promuovere l’iniziativa privata dei cittadini in forme di autorganizzazione per sperimentare un rapporto più evoluto fra programmazione statale e soggetti privati. Le diverse nature politiche dei promotori dell’Intergruppo ne hanno fatto un caso singolare nel panorama italiano”.
Non così singolare, in verità, vista la propensione italiana all’inciucio. In questo caso, più sociale che politico. La parola d’ordine è “dal welfare state alla welfare society”, vale a dire: meno Stato sociale e meno intervento pubblico, per dare più spazio alle cooperative, sia cielline, sia rosse. [...]"

Il braccio economico di CL è la Compagnia delle Opere, che è ben descritta nel libro La Lobby di Dio ad opera di Ferruccio Pinotti; alle pagine 85-86 leggiamo:



"Il braccio economico di Cl

Una superlobby, ma anche molto di piu. I numeri della Compagnia delle opere sono impressionanti: 41 sedi in Italia e in altri 17 paesi, 34.000 imprese e 1000 associazioni non-profit. Il fatturato complessivo e stato stimato in almeno 70 miliardi di euro.
Numeri in difetto, perche tengono conto soltanto delle imprese iscritte alla Cdo. Ci sono migliaia di societa e di professionisti che, pur non essendo parte della Compagnia, si riconoscono nella sua ideologia e si adoperano per favorirla. Soltanto la sezione milanese della Cdo conta piu di seimila aziende di tutti i comparti e di tutte le tipologie, ma con una prevalenza di quelle che operano nel campo dei servizi e con meno di dieci dipendenti. Gia nel 2008 il numero di associati della Cdo di Milano ha superato quelli di Assolombarda.
Per questa ragione, sempre dal 2008, ben tre componenti del consiglio direttivo della Camera di commercio di Milano sono rappresentanti della Cdo.
Nella Cdo c’e molto di piu della comunanza d’interessi che tiene aggregate le lobby. La Compagnia delle opere è l’applicazione pratica piu riuscita del principio della ≪terza via≫ cattolica, un approccio alla societa e all’economia che non è ne socialista ne liberista. Dietro Cdo c’è un’ideologia solida e forte. E sempre presente il ricordo del carismatico fondatore, don Giussani, ma anche l’influsso di Julian Carron, il suo successore. E c’è la consapevolezza di essere la piu riuscita applicazione pratica della dottrina sociale della Chiesa. Questa consapevolezza non è limitata soltanto agli aderenti di Cdo: è patrimonio di tutta la galassia di Cl e di gran parte della destra cattolica. La Compagnia delle opere nasce ufficialmente l’11 luglio 1986, dando corso a un’intuizione di monsignor Luigi Giussani.
Il nome è suggestivo: per chi conosce un poco la storia il parallelo è immediato. Viene subito da pensare alla Compagnia di Gesù. I gesuiti nascono nel Cinquecento per contrastare la Riforma protestante. Come la Compagnia di Gesu andrà a combattere la sua battaglia contro l’eresia protestante nell’elite della societa, accanto ai sovrani piu potenti d’Europa, così la Compagnia delle opere combatte la sua battaglia contro il liberismo e lo statalismo nel mondo dell’impresa e della politica." (il grassetto è il nostro)

Sempre nello stesso libro leggiamo le connessioni di Bersani con la CdO e CL:

"E inoltre, se negli ultimi tempi la preferenza dei ciellini al Nord si e orientata sulla Lega, ecco che a Firenze il voto di Cl è finito in massa all’esponente del Pd, Matteo Renzi. L’immagine piu eloquente della trasversalita di Comunione e liberazione è emersa il giorno dei funerali di don Luigi Giussani, celebrati nel Duomo di Milano il 24 febbraio 2005. In quell’occasione, a salutare il fondatore del movimento, c’erano praticamente tutti: Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Giulio Tremonti, Rocco Buttiglione, Giulio Andreotti, Clemente Mastella, Marco Follini, Letizia Moratti, Enrico Letta, Gustavo Selva, Luca Volonte, Pierferdinando Casini, Marcello Pera. Di certo ne dimentichiamo qualcuno"(Pag. 37)

"Infine, abbiamo approfondito il legame con Pierluigi Bersani, scoprendo che tra il leader del Pd e Cl, sull’asse delle cooperative rosse, esistono note di accordo davvero sorprendenti."(Pag. 37)

"La sponda sinistra: Cl e Bersani
Se il rapporto con il centrodestra è organico, Cl ha forti sponde anche a sinistra. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani è da oltre dieci anni una presenza fissa al Meeting di Rimini. Ex sessantottino, ex presidente della rossa Emilia-Romagna, dal 1998 al 2009 (tranne nel 2001) non ha saltato neanche uno dei consessi agostani di Cl. Tanto da diventare uno dei leader piu fedeli al movimento. Nel 2003, da responsabile economico dei Ds, Bersani fu chiamato addirittura ad aprire il rendez-vous romagnolo con una relazione ≪sulla ripresa di Comunione e liberazione≫. E per introdurlo, il moderatore Roberto Fontolan lo definì ≪uno dei massimi amici del Meeting≫. Lui ricambiò ringraziando a modo suo, con una frase che i fedeli di don Giussani (e non solo) non hanno certo dimenticato. ≪Se vuol rifondarsi – disse apertamente Bersani rivolto alla platea –, la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra. La vera sinistra non nasce dal bolscevismo, ma dalle cooperative bianche dell’Ottocento. Il primo Partito socialista è venuto dopo le cooperative, il Partito comunista dopo ancora e i gruppi nati con il Sessantotto sono tutti spariti. Solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perchè è quello piu vicino alla base popolare. E' lo stesso ideale che era anche delle cooperative: un dare che è anche un educare.≫ E poi chiosò: ≪Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito comunista italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito “Comunità e libertà”. Perchè tra noi e voi le radici sono le stesse≫. Una dichiarazione d’amore. Che Cl ovviamente non lasciò cadere nel vuoto, se è vero che l’anno successivo, in occasione delle elezioni europee del 2004, il movimento ≪fece campagna a sostegno del futuro ministro, capolista dei Ds in Piemonte, Liguria e Lombardia≫. I soliti ≪infaticabili e furbi cucinieri ciellini≫ avrebbe detto qualcuno. E' stato però nel 2006, nel corso della ventisettesima edizione del Meeting, che la relazione tra Bersani e Cl ha registrato la vera consacrazione. In quella circostanza, infatti, l’establishment del movimento – i vari Giancarlo Cesana, Giorgio Vittadini, Emma Neri – affidò a Pierluigi Bersani, allora titolare del dicastero per lo Sviluppo economico, niente meno che la presentazione del libro del fondatore don Giussani, Dall’utopia alla presenza. Ovvero l’evento clou del Meeting, che tra l’altro chiudeva la manifestazione di quell’anno. Per capire la rilevanza dell’avvenimento, c’è da considerare che don Luigi era morto appena l’anno prima e Bersani era stato l’unico leader degli allora Ds a prendere parte ai funerali, officiati nel Duomo di Milano dal cardinale Joseph Ratzinger, che poco dopo sarebbe stato eletto papa. Presentando l’opera del sacerdote, l’esponente del principale partito della sinistra ebbe per il movimento parole di vicinanza. ≪Ecco, leggendo il libro mi sono trovato a pensare, alla luce della mia esperienza, che certo abbiamo avuto percorsi diversi in quegli anni, ma si respirava alla fine la stessa aria. [...] Un’aria che arrivava al cuore, alla testa, che era un’esigenza di libertà, fondamentalmente di autonomia, di responsabilita, fino a toccare in molti casi, nel profondo, le coscienze e il senso stesso della vita. Ecco, io credo, e lo si vedeva gia allora, anche se non con questa consapevolezza, che Gioventù studentesca nella sfera religiosa e di fede anticipò questo processo.≫ Miele per Cl."(pag. 69-71)



"Avanguardia operaia e poi nel Partito comunista? Un giorno Bersani confessò al settimanale ≪Famiglia Cristiana≫ di aver frequentato da piccolo la parrocchia e il coro della chiesa del suo paese e finanche di avervi fatto il chierichetto. Ma le ragioni della liaison vanno cercate altrove. Per capire cosa leghi il segretario del Pd all’universo di Cl bisogna tornare alla parola-mantra del gruppo: sussidiarieta, la sostituzione dei privati allo Stato nella fornitura dei servizi. Tale principio, come si e visto, rappresenta una delle leve del sistema affaristico delle società della Compagnia delle opere, le quali tramite l’affidamento dalle amministrazioni pubbliche di servizi di ogni genere – dalla sanità all’istruzione, dal sociale all’edilizia –, traggono linfa vitale per il consolidamento del proprio potere economico. Il principio, però, è lo stesso sul quale si basa anche l’impero delle cooperative rosse, un mondo del quale da tempo Bersani, a partire dagli anni Ottanta, quando era assessore regionale ai Servizi sociali dell’Emilia-Romagna, e poi in seguito quando divenne governatore della stessa Regione, è considerato autorevole referente politico. Se non proprio uno stratega."(pag. 73)

"E cosa dire del famoso decreto legge sulle liberalizzazioni, firmato nel luglio del 2006, che secondo alcuni rappresentava un vero e proprio regalo di Bersani alle cooperative? ≪La sostanza è che questo decreto porta subito in dono nuovi benefici per le Coop rosse, che gia pagano poche tasse≫ scrisse il giornalista Rodolfo Ridolfi."(pag. 74)

"Sugli affari, dunque, Bersani e gli amici di Cl si intendono molto bene. E Meeting dopo Meeting, l’ex consigliere del Pci e gli abili ≪cucinieri≫ hanno capito che nel nome della sussidiarietà potevano fare grandi cose insieme." (pag. 75)

"Che Bersani sia ≪l’esponente del centrosinistra piu stimato da Cl≫ è dunque un argomento che non si presta a smentita." (pag. 77)

"Il futuro segretario del Pd parlò quindi al popolo ciellino, dimostrando di saper entrare subito in sintonia con esso. ≪Vedo piu file di cittadini davanti alla Caritas, che davanti alle sedi della Lega...≫ ammiccò durante il suo discorso, prendendo così le parti della Chiesa di Roma, che in quei giorni veniva attaccata dalle bordate del Carroccio. E il riscontro del pubblico fu enorme." (pag. 79)

"Fu alla fine del seminario, tuttavia, che si consumò anche visivamente il matrimonio tra Bersani e il movimento dei fedeli di don Giussani. Sceso dal palco, l’ex ministro dello Sviluppo economico venne infatti immediatamente cinto da dieci ragazzi del servizio d’ordine ciellino in maglia viola, che tenendosi per mano crearono attorno a lui un cerchio. Cosi protetto, Bersani si accese un sigaro e iniziò una lunga, significativa passeggiata tra gli stand della fiera. Raccogliendo gli applausi della gente, salutando, stringendo mani e fermandosi anche a comprare un biglietto della lotteria del Meeting. ≪Certo, questo può essere considerato un giorno perso nella mia campagna elettorale≫ sorrise Bersani lasciando la sede del festival. ≪Il punto è che la mia ottica guarda al paese, il partito è solo uno strumento, al paese con tutte le sue espressioni più vitali, di cui Cl è un esempio.≫ A sinistra non tutti la presero bene." (pag. 79)

"Durante le festivita natalizie di quell’anno, ancora ≪il manifesto≫ svela che a un pellegrinaggio privato organizzato da Comunione e liberazione in Terra Santa – a cui prendono parte un centinaio di vip istituzionali veneti, ma non solo: c’e anche l’ex ministro Pd Pierluigi Bersani –, partecipano uno a fianco all’altro proprio Graziano Debellini, capo della Cdo Nordest sotto indagine per truffa, il suo avvocato Giorgio Fornasiero e l’ex procuratore aggiunto di Padova Dario Curtarello, da poco promosso alla guida della Procura di Rovigo.10 Una circostanza clamorosa, che nel tempo nessuno dei tre protagonisti ha mai smentito." (pag. 305)

"In effetti al Meeting di Cl del 2009 Berlusconi, pur essendo premier, non è nemmeno stato invitato e gli ospiti d’onore sono stati i vertici della Lega e alcuni esponenti del Partito democratico come Bersani e Letta, simpatizzanti di Cl."(pag. 372, nota 12)

Quindi qual'è il modello di Stato Sociale che ama Bersani? E' forse un welfare state che tutela la disoccupazione, la precarietà, le madri sole con figli a carico? Un welfare pubblico che concede una casa a tutti quelli che per motivi di reddito non riescono a permettersela? Un welfare in grado di fornire cure mediche e posti letto ai poveri? Un welfare che aumenta i trasporti pubblici e riduce le tariffe per i non abbienti? No! Il modello di Bersani di welfare è quello privatistico gestito da aziende o enti controllati dalla Chiesa e dalle coop rosse e bianche. Il modello di Bersani è la Caritas, cioè, l'elemosina stracciona della Chiesa, che si avvale di un esercito di pii fedeli volontari non pagati e di finanziamenti pubblici e aiuti europei: quindi a costo zero o quasi, ma che fa apparire la Chiesa come la "Salvatrice" dei poveri, nel mentre regala loro due pezzi di pane che non escono nemmeno dalle sue tasche!
Nel Messaggero del 23 agosto 2011, Bersani giustificava l'esenzione dell'Ici alla Caritas così dicendo:

«In tempi come questi - sottolinea Bersani - prima di discutere bisognerebbe fare un giro, che sarebbe istruttivo, nelle Caritas diocesane, per capire bene come è messo il Paese e cosa sta facendo la Chiesa».

Il Cialtrone Bersani, supino alla Compagnia delle Opere e a Comunione e Liberazione, non si sogna nemmeno di garantire uno stato sociale pubblico erogato da dipendenti stipendiati con un contratto pubblico a tempo indeterminato! Ecco quindi il suo sostegno all'elemosina pelosa fornita da fedeli che non guadagnano un centesimo (Caritas) o da gente con contratti da fame e precari (le varie cooperative bianche e rosse), erogata per mezzo di contrubuti europei e tramite lo svuotamento delle casse pubbliche, per il beneficio del Maledetto XVI.
Per quanto riguarda la Caritas, il fatto che i contributi escono dalle nostre tasche e non da quelle di Maledetto XVI e della sua azienda millenaria, ce lo conferma anche una notizia riportata su Umbria 24 del 28 dicembre 2012, in cui la Caritas si lamenta di non aver ancora ricevuto i finanziamenti pubblici per erogare i suoi servizi:

 "Chiedono cibo, vestiti, spesso una parola di conforto. Sempre più persone si rivolgono alla Caritas diocesana e all’associazione di volontariato San Martino che ne gestisce le opere segno. Numeri in forte crescita, prodotto di una crisi che avvolge una parte consistente del territorio ternano. In questo contesto, si acuiscono le tensioni fra le associazioni diocesane di volontariato e il comune di Terni. In ballo non c’è solo la realizzazione del centro di accoglienza di via Vollusiano, ma anche il pesante ritardo accumulato da palazzo Spada nell’erogazione di un contributo di 636 mila euro. «Per andare avanti siamo costretti a indebitarci», spiegano dalla Caritas.

Contributi. Le attività sono state condotte grazie ai contributi provenienti dall’8 per mille, dalla fondazione Carit e dagli enti locali. Non tutti, però, hanno tenuto fede agli impegni. «C’è una forte disparità nei tempi di erogazione dei contributi pubblici – osserva Francesco Venturini, presidente della San Martino – Alcuni, come la regione Umbria e il comune di Narni, hanno versato le quote nel giro di due, tre mesi al massimo. Il comune di Terni, invece, deve ancora erogare i contributi risalenti al 2009. Quello che più ci infastidisce è che l’ente ha già incassato da tempo i fondi del ministero dell’Interno, 544.759 euro relativi al progetto Rifugiati Terni. Soldi per noi essenziali, ma che sono stati utilizzati per altri scopi rispetto a quelli previsti. Intanto le attività vanno avanti grazie agli anticipi che le banche ci concedono».

Insomma, la Chiesa finanzia le sue attività caritatevoli con i soldi altrui, i nostri, ricavandone però per intero il prestigio. In tal senso possiamo tranquillamente supporre che la crisi economica sia una benedizione per la Chiesa, perchè gli uomini "secolarizzati" ridotti alla fame, per mezzo degli aiuti della Caritas, ritornano a Dio, cioè nelle grinfie dei tentacoli Vaticani, che, sulle macerie dello stato sociale, spicca fra tutti per la carità effettuata con le tasche degli altri; ma attenzione, solo una minima parte dei soldi incassati serve a svolgere le attività assistenziali vaticane; ad esempio, per quanto riguarda l'otto per mille, secondo l'Espresso del 16 maggio 2012, "la Chiesa ne spende solo un quinto in opere di carità: il grosso finisce per costruire parrocchie e stipendiare i sacerdoti".  
Sempre secondo lo stesso articolo: "Ancora più criticata è però la decisione di ripartire in modo proporzionale anche le scelte non espresse (oltre la metà): in questo modo la Chiesa Cattolica conquista l'85 percento dei fondi (circa un miliardo di euro) grazie al 36 percento delle firme a suo favore ". Ma i prelati da chi vanno a reclamare poi i soldi che mancano nelle loro attività di sostegno ai poveri? Allo Stato. Facile fare carità con i soldi altrui! Poi, mentre la Chiesa impiega i suoi sacerdoti stipendiati a dire la messa, a convertire le anime, e a pretendere contributi pubblici, la stessa, per erogare i suoi servizi assistenziali, si avvale di un esercito di fedeli volontari che non paga un centesimo e il tutto per la "Gloria di Dio" e del suo potere terreno. Cari lettori, le notizie ci vengono date, non vi è nulla di occulto, ma è come dobbiamo interpretarle che viene assolutamente distorto alla nostra percezione. Perchè infatti uno Stato deve regalare soldi all'azienda Vaticano S.p.a., l'azienda più ricca del mondo, svuotando le proprie casse pubbliche nel mentre mantiene una classe clericale parassita? Perchè non eroga i servizi ai cittadini poveri in prima persona, applicando diritti garantiti dalla legge? La risposta è: Per la "Gloria di Dio" e del potere Temporale della "Santa" Sede e dei Gesuiti. Anche se non siamo totalmente d'accordo con l'impostazione dello UAAR, e consci che la verità è dispersa in varie fonti per confondere i più, è necessario leggere la stima che esso fa riguardo ai fondi pubblici ed alle esenzioni di cui ha goduto la Chiesa nel 2012; un dato, questo, che ci appare sufficientemente documentato, cioè:"€ 6.232.375.437". Infatti ci sembra che l'UAAR non si sia inventato le cifre, ma abbia attinto a fonti certe, come i semplici bilanci pubblicati dalla Chiesa, quando disponibili. Ad esempio, per l'8 per mille leggiamo il rendiconto nel sito ufficiale
Scheramta tratta dal sito ufficiale dell'8xmille, disponibile al link http://www.8xmille.it/rendiconti/ripartizione2012.pdf
 Anno 2012
TOTALE DISPONIBILE 1.148.076 MIGLIAIA DI EURO, DISTRUBUITO IN:
  • ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE: 479.226 MIGLIAIA DI EURO.
  • SOSTENTAMENTO DEL CLERO: 363.850 MIGLIAIA DI EURO.
  • ACCANTONAMENTO A FUTURA DESTINAZIONE PER CULTO, PASTORALE E CARITA': 50.000 MIGLIAIA DI EURO.
  • INTERVENTI CARITATIVI: 255.000 MIGLIAIA DI EURO.
QUINDI LA CHIESA STESSA CI DICE CHE SOLO CIRCA IL 22% DI INTERVENTI CARITATIVI E' DESTINATO ALL'AUITO DEI POVERI E IL RESTO E' IMPIEGATO PER ESPANDERE L'IMPERO CATTOLICO E STIPENDIARE IL CLERO PARASSITA, NEL MOMENTO IN CUI IL VATICANO E' PROTESO AD IMPORRE LA SUA "NUOVA EVANGELIZZAZIONE" CON ANNESSA "AUTORITA' MONDIALE", SECONDO LE PAROLE DEL "SANTO" PADRE.


Nell'immagine sopra un estratto del Discorso Del "Santo" Padre Benedetto Xvi
Ai Partecipanti Alla Plenaria Del
Pontificio Consiglio Della Giustizia E Della Pace, Sala del Concistoro, Lunedì, 3 dicembre 2012

dI SEGUITO LE ALTRE VOCI INDIVIDUATE DALLO UAAR:


Cinque per mille 54.500.000
Esenzioni Irpef per erogazioni liberali 13.000.000
Esenzioni Imu 250.000.000
Riduzione Ires 100.000.000
Riduzione Irap 150.000.000
Esenzioni Iva 100.000.000
Altre esenzioni fiscali e doganali 35.000.000
Pensioni 30.000.000
Benefici statali sulle pubbliche affissioni 2.000.000
Benefici statali per gli oratori 2.500.000
Contributi statali per i cappellani nelle Forze armate 18.000.000
Contributi statali per i cappellani nella Polizia di stato 6.000.000
Contributi statali per i cappellani nelle carceri 8.000.000
Contributi statali per i "grandi eventi" della Chiesa cattolica 0
Insegnamento della religione cattolica nelle scuole 1.500.000.000
Contributi statali alle scuole cattoliche 325.000.000
Contributi statali alle università cattoliche 46.314.020
Contributi statali all'editoria cattolica 20.000.000
Tariffe postali agevolate 7.500.000
Riduzione del canone TV 370.000
Consumi idrici ed energetici del Vaticano 5.000.000
Beni immobili statali adibiti a edifici di culto 200.000.000
Servizio civile 20.000.000
Finanziamenti statali all'associazionismo sociale 3.720.417
"Legge mancia" 895.000
Altri contributi statali 100.000.000
Spese straordinarie delle amministrazioni locali in occasione di importanti eventi cattolici 20.000.000
Contributi delle amministrazioni locali alle scuole cattoliche 500.000.000
Utilizzo dei fondi strutturali europei 107.000.000
Cambi di destinazione d'uso 150.000.000
Altri contributi erogati dalle Regioni 242.200.000
Servizi appaltati in convenzione ad organizzazioni cattoliche 150.000.000
Convenzioni pubbliche con la sanità cattolica 167.000.000
Contributi regionali per i cappellani negli ospedali 35.000.000
Contributi regionali agli oratori 50.000.000
Altri contributi erogati dalle Province 70.700.000
Contributi comunali per l'edilizia di culto (oneri di urbanizzazione secondaria) 94.100.000
Contributi comunali per i cappellani cimiteriali 6.000.000
Esenzioni comunali dalla tariffa per la gestione dei rifiuti 20.000.000
Edifici di proprietà comunale concessi a condizioni di favore a enti e associazioni cattoliche 15.000.000
Sconti comunali per l'accesso a zone a traffico limitato 1.000.000
Altri contributi erogati dai comuni 257.000.000
Benefici concessi da enti, fondazioni e società a partecipazione pubblica 200.000.000
Cerimonie di culto in orario di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, negli enti e nelle società controllate dallo Stato 1.500.000


Immaginiamo quali frutti produrrebbero tutti questi soldi se venissero impiegati interamente dallo Stato per le opere sociali!



sabato 29 dicembre 2012

L'Internazionale di Dominio dei Gesuiti: "Il Mondo è la nostra casa"


Nella Civiltà dell'informazione globalizzata, i mezzi di comunicazione di massa più influenti, come i grandi quotidiani, non possono certo nascondere totalmente le notizie scomode, come quella del potere dei Gesuiti e della Chiesa Cattolica a livello mondiale; ed ecco quindi che periodicamente se ne escono con notizie addomesticate ma rivelatrici. L'articolo L'Internazionale dei Gesuiti, pubblicato da Il club de La Lettura de il Corriere della Sera è uno dei migliori esempi di tale impostazione di pensiero controllato. In esso si rivelano molte cose riguardo alla leadership Occidentale controllata dai Gesuiti, ma le si condiscono con frasi del tipo "l’obiettivo è l’azione nel mondo come “servizio”" oppure ci si riferisce all'azione educativa dei Gesuiti come ad «una pedagogia del desiderio, del desiderio di apprendere, legata all’esperienza». 

Mario Draghi, presidente della BCE, educato dai gesuiti all'Istituto Massimiliano Massimo, uno degli esempi più eclatanti dell'influsso dei Gesuiti sulla UE.

Insomma, quando non si può più negare l'evidenza, la si distorce nella sua percezione, contando anche sul fatto che viviamo in un paese dove solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare. Ma la realtà a cui siamo di fronte è quella del potere temporale del Vaticano S.p.a., un potere incontrastato nel corso dei secoli. In tal senso possiamo parlare a ragion veduta del metodo Gesuitico come di una "Pedagogia del Dominio" che, attraverso un'educazione improntata alla ferrea disciplina e al sacrificio,  è tesa al controllo totalitario della vita politica, sociale ed economica dell'intero mondo globalizzato. Dell'aspirazione a questo controllo ne è esempio la pretesa della "Santa" Chiesa, sotto le false vesti moralizzatrici, di una "nuova evangelizzazione", che dovrebbe andare di pari passo alla costruzione di una "autorità mondiale". Il Discorso Del Santo Padre Benedetto Xvi Ai Partecipanti Alla Plenaria Del Pontificio Consiglio Della Giustizia E Della Pace, tenutosi nella Sala del Concistoro Lunedì 3 dicembre 2012 è solo l'ultima di una lunga serie di dichiarazioni ufficiali non smentibili che vanno in questa direzione. In esso leggiamo:


"Da una nuova evangelizzazione del sociale possono derivare un nuovo umanesimo e un rinnovato impegno culturale e progettuale. Essa aiuta a detronizzare gli idoli moderni, a sostituire l’individualismo, il consumismo materialista e la tecnocrazia, con la cultura della fraternità e della gratuità, dell’amore solidale. Gesù Cristo ha riassunto e dato compimento ai precetti in un comandamento nuovo: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34); qui sta il segreto di ogni vita sociale pienamente umana e pacifica, nonché del rinnovamento della politica e delle istituzioni nazionali e mondiali. Il beato Papa Giovanni XXIII ha motivato l’impegno per la costruzione di una comunità mondiale, con una corrispondente autorità, proprio muovendo dall’amore, e precisamente dall’amore per il bene comune della famiglia umana. Così leggiamo nella Pacem in terris: «Esiste un rapporto intrinseco fra i contenuti storici del bene comune da una parte e la configurazione dei Poteri pubblici dall’altra. L’ordine morale, cioè, come esige l’autorità pubblica nella convivenza per l’attuazione del bene comune, di conseguenza esige pure che l’autorità a tale scopo sia efficiente» (n. 71).
La Chiesa non ha certo il compito di suggerire, dal punto di vista giuridico e politico, la configurazione concreta di un tale ordinamento internazionale, ma offre a chi ne ha la responsabilità quei principi di riflessione, criteri di giudizio e orientamenti pratici che possano garantirne l’intelaiatura antropologica ed etica attorno al bene comune (cfr Enc. Caritas in veritate, 67). Nella riflessione, comunque, è da tenere presente che non si dovrebbe immaginare un superpotere, concentrato nelle mani di pochi, che dominerebbe su tutti i popoli, sfruttando i più deboli, ma che qualunque autorità deve essere intesa, anzitutto, come forza morale, facoltà di influire secondo ragione (cfr Pacem in terris, 27), ossia come autorità partecipata, limitata per competenza e dal diritto." (il grassetto è nostro)

Quindi è chiaro l'intento della Chiesa e di Benedetto XVI, e cioè : "la costruzione di una comunità mondiale, con una corrispondente autorità"; e le scuole dei Gesuiti sono il fondamento primo di tale edificazione, attraverso una Pedagogia volta alla Leadership e al Dominio, la quale, ammantata di false promesse morali, sta conducendo i popoli europei e mondiali verso un nuovo oscuro medioevo tecno-teocratico.
Vi consigliamo di leggere l'articolo del Corriere, di seguito riportato, sotto questa nuova chiave interpretativa.

 L'Internazionale dei Gesuiti

Il Club de La Lettura
Il Corriere della sera 

Ai vertici dell’Europa c’è una «Internazionale gesuita». Lo ha detto, scherzando, ma non troppo, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ha ricordato di aver studiato dai gesuiti, come i premier di Italia e Spagna, Mario Monti e Mariano Rajoy, e come anche il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.
E se la frase «Internazionale gesuita» Van Rompuy l’ha pronunciata come se fosse una battuta, resta un dato di fatto incontestabile: il destino dell’euro non è solo nelle mani di Goldman Sachs, ma di chi è stato educato dai seguaci di sant’Ignazio di Loyola. Chris Lowney, che è stato in un seminario dei gesuiti per sette anni prima di essere nominato managing director di JPMorganmentre era ancora trentenne, ha definito «leader per vocazione» quelli cresciuti nel vivaio dei gesuiti. E ha spiegato i principi della leadership secondo i gesuiti nel suo primo libro Heroic Leadership: Best Practices from a 450-Year-Old Company that Changed the World, cioè la Compagnia di Gesù, fondata appunto 450 anni fa. Un libro che è stato tradotto in dieci lingue, tra cui l’italiano.
Europa, dunque, ma non solo Europa. Manuel Barroso dal 2004 è presidente della Commissione europea (in passato primo ministro del Portogallo), ma ha frequentato la prestigiosa Università Georgetown di Washington. Georgetown ha avuto e continua ad avere un grande impatto culturale negli Stati Uniti. Otto scuole, un ospedale e molti programmi ad altissimo livello, cinque campus sparsi nella città di Washington e in Virginia. Il fiore all’occhiello è, probabilmente, la School of Foreign Service-Qatar. Qui si formano i diplomatici del dipartimento di Stato. Ed esperti di strategia e geopolitica, forse tra i migliori al mondo. Un ex presidente americano, Bill Clinton, ha studiato fra queste mura. Ma ce ne sono altri, di leader, che sono stati formati nei suoi campus.
In ogni caso, quaranta ex alunni dei gesuiti siedono attualmente al Congresso degli Usa, compreso il senatore John Kerry. Altri ex alunni famosi sono il giudice della Corte Suprema, Antonin Scalia, Vicente Fox, ex presidente del Messico, Fidel Castro, leader di Cuba, più il defunto François Mitterrand, presidente francese dal 1981 al 1995. Ma anche la rockstar Sting, l’attore Denzel Washington, le star dell’Nba Patrick Ewing e Bill Russell, Vince Lombardi, leggendario allenatore di football. E il maestro del cinema Alfred Hitchcock. E gesuita era il cardinale di Milano Carlo Maria Martini, che è stato a un soffio dal diventare Papa.
«Le nostre scuole tendono a formare leader, ma l’obiettivo è l’azione nel mondo come “servizio”. C’è una spinta alla “dedizione” che fa parte del Dna dell’educazione dei gesuiti», spiegano i seguaci di Sant’Ignazio, citando quanto propugnato da Pedro Arrupe, generale dei gesuiti per vent’anni: «Noi intendiamo formare dei “leader” nel servizio — ha scritto Arrupe —, uomini e donne che abbiano competenza, coscienza e passione per l’impegno».
E sembrano esserci riusciti. Guardiamo all’Italia. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha studiato dalle elementari al liceo presso l’Istituto gesuita Leone XIII di Milano. Hanno frequentato l’Istituto Massimiliano Massimo, nel quartiere Eur di Roma, oltre al presidente della Bce, Draghi, il presidente Bnl Luigi Abete, il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, il sociologo Giuseppe De Rita, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni De Gennaro, il presidente della Ferrari e di ItaliaFutura Luca di Montezemolo. Un altro ex alunno è Francesco Rutelli. A Torino, all’Istituto sociale, hanno studiato Cesare Pavese, Mario Soldati e poi il sindaco Piero Fassino, Giovanni Minoli, l’ex ministro della Giustizia e presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick. A Brescia, al Collegio Ricci, frequentato dal futuro papa Paolo VI, è stato — dall’asilo al liceo — il filosofo Emanuele Severino: «Ora quella scuola, che offriva un ottimo insegnamento scientifico, matematica in particolare, non è più dei gesuiti. Come non esiste più il prestigioso liceo dei gesuiti Pennisi, ad Acireale, di cui furono rettori due miei zii».
Perché tanto successo, dopo quasi cinque secoli, del modello educativo che trae origine dal pensiero e dalla pratica di vita di Ignazio di Loyola? Condensata in una formula, si tratta di «una pedagogia del desiderio, del desiderio di apprendere, legata all’esperienza». Scriveva infatti sant’Ignazio: «Non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose interiormente».
Spiega padre Antonio Spadaro che, prima di essere chiamato a dirigere «La Civiltà Cattolica», nel 2011, è stato docente al Massimo di Roma (e a sua volta alunno del collegio di Messina): «Puntiamo sulla “molla” dell’apprendimento: il desiderio. Un allievo non impara bene e non apprende se non ciò di cui ha “sete” e dunque riesce poi a gustare interiormente, perché lo ha desiderato». E ancora: «Il momento dell’esperienza è il momento dell’ingresso nel mondo, nella storia, negli avvenimenti, nei fatti, gustandone la gioiosità e l’amarezza con tutti i sensi (vedere, udire, odorare, assaporare, toccare)». Conoscere la vita, leggerla e capirla non è sufficiente: «Ignazio pensa a un uomo che innanzitutto reagisce affettivamente». E che ha uno sguardo ampio, ma anche una grande capacità di analisi e di dettaglio. I gesuiti annoverano tra loro grandi scienziati, addirittura dei pionieri dell’astrofisica. Ma anche economisti come il predecessore di Spadaro alla «Civiltà Cattolica» per quindici anni, padre Giampaolo Salvini, coautore con Luigi Zingales e Salvatore Carrubba de Il buono dell’economia, edito dalla Bocconi, su etica e mercato.
«Il mondo è la nostra casa» è stato il motto scelto per un incontro tenuto a fine luglio nel magnifico campus del Boston College, l’università dei gesuiti a Boston. Più di quattrocento persone da oltre cinquanta Paesi, a rappresentare l’universalità del carisma di sant’Ignazio nell’educazione. Dall’Italia, ha partecipato un altro gesuita illustre, padre Federico Lombardi, portavoce della Sala stampa vaticana, che nella sua relazione ha descritto lo stupore di Benedetto XVI durante il collegamento con gli astronauti della stazione spaziale internazionale.
La cosa più sorprendente è che il successo ignaziano si è confermato nell’ultimo mezzo secolo anche nel Vecchio Continente, dove l’egemonia, nella didattica e nella pedagogia, dell’impostazione marxista, costruttivistica e neopositivistica ha lasciato sul terreno, insieme a utili strumenti di analisi, un deserto pedagogico, sfociato o nella violenza della prassi (fino al terrorismo) o nel soggettivismo più chiuso e meschino. Senza essere cioè in grado di generare personalità capaci di impegnarsi in un progetto di ampio respiro. Al contrario dell’impostazione educativa di quell’uomo d’armi diventato santo, Ignazio di Loyola, che si è trovata così sorprendentemente contemporanea con lo sviluppo di un’epistemologia liberata dalla camicia di forza del positivismo e al tempo stesso con il fondamento del pensiero classico, Aristotele, che nella Metafisica scriveva: «L’inizio della conoscenza è lo stupore».

Maria Antonietta Calabrò

giovedì 6 settembre 2012

Gesuiti: L'Attendibilità di Alberto Rivera - Parte 3


Alberto Rivera è serio?
di Sidney Hunter
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.it
Leggi le parti precedenti: 
Gesuiti: L'Attendibilità di Alberto Rivera - Parte 1
Gesuiti: L'Attendibilità di Alberto Rivera - Parte 2



Accusa numero 11:
E' sbagliato dedurre che i Gesuiti formarono e guidarono i temuti squadroni della morte ustascia in Jugoslavia

Risposta:
Per quanto riguarda la persecuzione Romanista degli eretici in Jugoslavia abbiamo così tanto materiale che è difficile decidere cosa citare e cosa lasciare fuori.
Vorrei iniziare con il libretto Ravening Wolves, della compianta Signora Monica Farrell, una Cattolica convertita. Sulla copertina leggiamo:


"Questo è il record di torture e omicidi commessi in Europa nel 1941-1943 da un esercito di Cattolico Azionisti conosciuti come Ustascia, guidato da monaci e sacerdoti, anche con la partecipazione di suore. Le vittime soffrirono e morirono per la causa dei diritti e della libertà di coscienza. Il minimo che possiamo fare è leggere i resoconti delle sofferenze e tenere a mente che non è successo nei tempi bui, ma nella nostra generazione ILLUMINATA. Ustascia è un altro nome per l'Azione Cattolica."
Invece di citare la descrizione dei massacri raccapriccianti, di cui il libro è pieno, citerò le prove contro l'istituzione romana.
"Un ulteriore prova si trova nella relazione di sette eminenti ecclesiastici protestanti, che viaggiarono dagli Stati Uniti alla Jugoslavia per investigare per se stessi e riferire le scoperte ai loro connazionali. Questi sette investigatori erano: il Dr. G. E. Shipler, direttore di The Churchman, un episcopale. Il Dr. E. S. Burke, direttore di Zion's Herald, di Boston, un Metodista. Il Dr. G. W. Buckner, Jr., direttore di World Call, di Indianapolis, Discepolo di Cristo. Il Dr. P. P. Elliott della Prima Chiesa Presbiteriana di Brooklyn. Il Dr. S. Trexler, ex presidente del Sinodo Luterano di New York. Il Rev. C. Williams, Direttore dell'Institute of Applied Religion, Birmingham, Alabama. Il Rev. W. H. Melish della Chiesa della Santissima Trinità, un episcopale."
Nella loro relazione si dice:
"Tra i documenti che abbiamo esaminato ci sono stati un gran numero di giornali e periodici ufficiali cattolico romani, che, con franchezza, di mese in mese, raccontarono la storia della collaborazione dell'Arcivescovo (che è Stepinac, che fu il Primate della Chiesa Cattolica in Jugoslavia) con i nazisti. Sembrava ovvio che la ragione di questa candida registrazione di tale collaborazione era dovuta alla convinzione che la Germania avrebbe vinto la guerra. "I documenti hanno dimostrato che, quando gli italiani e i tedeschi passarono in Jugoslavia, alcuni gruppi clandestini cattolici laici organizzati precedentemente, che si facevano chiamare "Crociati" ed erano aiutati da singoli sacerdoti e monaci militanti, si levarono per ricevere gli invasori..."
"Pavelich e Kuaternik, con l'aiuto dei loro soldati tedeschi, italiani e "crociati", procedettero ad effettuare il programma razziale sponsorizzato dalla Germania, che auspicava il solidificarsi di una comunità croata con l'eliminazione delle minoranze come gli ebrei e gli zingari, la riduzione del numero dei serbi che vivevano in Croazia e il persuadere i rimanenti a trasformarsi in cattolici romani."
"Quasi 70.000 degli 80.000 ebrei di tutto il paese furono uccisi o costretti a fuggire e i loro beni furono confiscati. 240.000 serbi divennero Cattolici Bizantini attraverso conversioni forzate, pena la morte. Coloro che resistettero furono fucilati o accoltellati e i loro corpi gettati in fosse comuni, che, in seguito, furono trovate e aperte."
"Abbiamo visto centinaia di deposizioni giurate attestanti tali reati, fatte da parenti o testimoni oculari, e anche, in alcuni casi, da sopravvissuti. Le proprietà della Chiesa Serba furono sequestrate e consegnate a parrocchie e conventi cattolici...Nell'intera battaglia in Jugoslavia morirono 1.700.000 uomini, donne e bambini."

 Pavelic raggiunge la Cattedrale di Zagabria il giorno dell'apertura del Sabor [La Legislatura Nazionale]; lo riceve Stepinac (1942)

 Pavelic (a sinistra) fa un saluto nazista. Il Vescovo Stepinac all'estrema destra (1941).

 Pavelic e Stepinac frequentano insieme la messa cattolica (1942).

 L'Arcivescovo Stepinac e il Nunzio apostolico Marcone lasciano una celebrazione; dietro di loro c'è un generale tedesco.

 Stepinac stringe la mano ad Ante Pavelic, capo dello stato fantoccio nazista della Croazia
Potrei andare a citare passaggio dopo passaggio da questo piccolo libro eccellente, scritto da un vero santo di Dio, ognuno dei quali conferma esattamente quello che stanno dicendo Alberto Rivera e Jack Chick.
Concludiamo facendo riferimento al libro ben documentato Holocaust In The Independent State Of Croatia, del Dottor Lazo M. Kostich, pubblicato da Liberty - Chicago, nel 1981:


"Nella sua relazione del 24 settembre 1941 al Ministro degli Esteri Ribbentrop a Berlino, il dottor Gerstenmeir riportava: 'I Circoli Ortodossi in Serbia sono profondamente amareggiati dal comportamento croato. Gli ustascia hanno costretto decine di migliaia di serbi in Croazia ad accettare la fede cattolica. Agli ortodossi che resistevano venivano tagliate le gole in massa (questo è da prendere alla lettera) oppure tutti i loro beni venivano confiscati ed essi erano espulsi, nella miseria più totale'."
Ancora a pagina 18 leggiamo:
"L'espulsione di massa o la conversione forzata degli ortodossi al cattolicesimo erano all'ordine del giorno. Tutte la misure, finalizzate all'eliminazione dei Serbdom in Croazia, furono condotte sotto lo slogan enunciato da uno dei ministri croati:'Massacreremo il primo terzo dei serbi, espelleremo il secondo terzo dal paese e forzeremo l'ultimo terzo ad accettare la fede cattolica, dopodiché esso sarà assorbito dall'elemento Cattolico'. Così, i più ufficiali circoli tedeschi, presenti personalmente in Croazia a quel tempo, ammettevano che:
a) Si era verificato il massacro di centinaia di migliaia di serbi
b) La politica ufficiale croata fu quella di far scomparire i Serbi dalla Croazia. In una parola, 'genocidio'.
Gran parte delle informazioni di cui sopra è confermata in due libri: Ustashi Under The Southern Cross , di M. Jurjevic, pubblicato da M. Jurjevic. La seconda fonte è il libro ben documentato This Is Artukovic, stampato in Australia da Covenanter Press for Protestant Publications.
Passo ora a descrivere alcune fotografie che sono incluse nel libro di Kostich.

Pagina 262: tre cadaveri, uno dei quali è una donna assassinata dagli ustascia cattolici. 


Pagina 263: gli ustascia che tengono la testa mozzata di un prete serbo-ortodosso. 

Pagina 264: Due immagini: (In alto) Un contadino scava la propria tomba. Un sadico ustascia gli mostra il coltello con cui lo uccideranno. (In Basso) Dopo che è stato fatto il lavoro.

Pagina 267: Un ustascia con un sadico sorriso sul viso taglia la testa di un uomo con un'ascia.


Pagina 276: Il capo croato delle SS, l'assissino Pavelic, si trova al centro del clero cattolico croato nel mese di aprile del 1942.

Pagina 277: Il leader degli ustascia Pavelic tra i monaci francescani croati.

Pagina 278: Il francescano Filipovic in abiti da prete e, nell'altra foto, nell'uniforme ustascia come comandante del campo di concentramento di Jasenovae.

Ora andremo a descrivere alcune immagini da The Vatican Against Europe. Alle pagine 224 e 225 ci sono alcune immagini che mostrano:

1)L'apertura di una casa per bambini a Tuskanac. L'Emissario Pontificio Marcone insieme a Pavelic, l'assassino.
2)L'Arcivescovo Stepinac e l'Emissario Pontificio Marcone frequentano una parata militare a Zagabria, circondati da ufficiali italiani, tedeschi e ustascia.
3)L'Emissario pontificio Marcone e Pavelic ricevono il saluto nazista da un gruppo di giovani ustascia.
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Robert V. Julien
(Ex-missionario Maryknoll)
"Come ex prete, io considero il dottor Rivera un prezioso fratello in Cristo. La sua testimonianza è vera ed egli ama veramente il popolo cattolico. Egli dice loro la verità, rischiando la loro rabbia e la sua vita perché essi conoscano la salvezza."

Eubanks Donna
(Ex suora superiore)
"Ora sono una vera cristiana, per grazia di Dio, dopo 23 anni come suora delle Suore di San Giuseppe. Posso affermare, per conoscenza personale, che il dottor Rivera dice la verità sul sistema cattolico romano."

Clark Butterfield
(Ex-sacerdote)
"Dopo aver letto ALBERTO ho capito che non ero il solo, nel mio desiderio di ex prete, che desiderava portare alla salvezza milioni di prigionieri del sistema cattolico romano. Sono onorato di riunirmi con il ministero del dottor Rivera."

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Accusa numero 12:
E' falso dire che i Gesuiti: 1) Prepararono la Quinta Colonna nelle nazioni Alleate (non Asse)
e 2) Prepararono cellule commando segrete negli Stati Uniti.
Risposta:  The Vatican Moscow Washington Alliance
di Avro Manhattan afferma, a pagina 265:


"Parlare di quinta colonna cattolica sembra discriminatorio. Eppure, una generazione fa, le minoranze cattoliche contribuirono a distruggere l'Europa democratica. Fecero ciò attraverso la collaborazione con Hitler."
A pagina 266 dello stesso libro si legge:
"Anche in questo caso, chi si riuniva all'interno dei Cavalli di Troia per aiutare Hitler a rovesciare la politica e, sì, anche le strutture militari di Belgio e Francia? Ancora una volta noi troviamo leader cattolici individuali o gruppi cattolici intimamente connessi con le gerarchie e, perciò, con il Vaticano e il Papa Pio XII...In Francia incontriamo un Cavaliere papale, Pierre Laval; un generale addestrato dai gesuiti, Weygand; e un altro importante cattolico, il maresciallo Pétain...Se attive minoranze cattoliche contribuirono alla disintegrazione della democrazia europea, un'attiva minoranza cattolica potrebbe faro lo stesso negli Stati Uniti."
Per la conferma di quanto sopra vedere le pagine 140-141 di The Vatican Against Europe. Per le "cellule commando" segrete dei gesuiti negli Stati Uniti, vedere pagina 139 di The Secret History Of The Jesuits.
Ancora una volta le informazioni di Rivera e Chick si sono dimostrate vere. Grazie a Dio per coloro che hanno il coraggio di lasciare che sia conosciuta la verità a proposito di questo grande nemico della libertà e della giustizia cristiana: la Chiesa Cattolica Romana.


Certificazione ufficiale

Questa è una copia dell'ultima certificazione ufficiale che fu data ad Alberto Rivera poco prima che egli lasciasse la Spagna nel 1967. Egli ricevette copie in spagnolo e in inglese.

           
Spanish                               English
(Fare clic sui collegamenti per le copie leggibili)

La Tattica

La maggior parte delle accuse contro Alberto Rivera sono state degli attacchi diretti contro l'integrità e la validità riguardo alle sue affermazioni che egli era stato un gesuita cattolico e che le sue esperienze erano genuine. Questo approccio è meglio descritto come l'assassinio del carattere. Di solito è usato in preda alla disperazione da persone che non possono onestamente confutare i fatti.
Coloro che usano questo approccio per criticare il dottor Rivera di solito iniziano con una serie di affermazioni menzognere del tipo:"La ricerca dettagliata ha dimostrato che..." In più occasioni essi tentano di aggiungere validità alle loro rivendicazioni inserendo citazioni da compromettenti pubblicazioni ecumeniche "Cristiane" che non vogliono offendere la Chiesa Cattolica Romana.
Il fatto che Roma abbia fatto ricorso a feroci e implacabili tentativi di assassinio del carattere contro Alberto Rivera è tra le prove più sicure che le affermazioni che egli ha fatto su Roma sono proprio esatte. Se le sue affermazioni fossero state false, la gerarchia cattolica avrebbe dimostrato che erano sbagliate diversi anni fa e lui sarebbe sicuramente sbiadito come il sole al tramonto. Quindi, vedete, la stessa Chiesa Romana, con le sue stesse azioni, dimostra che Rivera sta dicendo la verità.
La folla religiosa ai tempi di Gesù lo odiava perché Lui espose i loro peccati. Anche la folla religiosa di oggi ti disprezza quando si inizia a fare luce nelle loro vie peccaminose. Alberto Rivera ne è la prova vivente. [...]

Chi sta fabbricando le bugie?


E' molto interessante il fatto che la Chiesa Cattolica abbia accusato il Dottor Rivera di mentire, perché, quando si tratta di dire falsità, Roma guida la classifica. Quanta fiducia possiamo riporre nel rifiuto di Rivera da parte di Roma? Neanche un po, soprattutto in vista di quanto segue, che proviene dalla lezione 17 - "L'amore al servizio dell'uomo" di
The Catholic Religion pubblicato da The Catholic Enquiry Centre, Maroubra, NSW 1979. Esso dice:

"E' lecito a volte nascondere la verità o parte di essa. Ci sono occasioni in cui sarebbe dannoso per se stessi o gli altri dire tutta la verità. Non è peccato rilasciare dichiarazioni ambigue e fare riserve mentali su alcune questioni come quando una persona è tenuta al segreto o è messa in discussione da chi non ha diritto a certe informazioni."
Così Roma dice che è lecito da parte loro mentire quando questo serve meglio i propri scopi, ma condannano Rivera perché egli sarebbe un bugiardo. Oltre ad essere ipocrita, la loro posizione si fa beffe delle scritture:
"...tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda". Apocalisse 21:8
"Le labbra bugiarde sono un abominio per l’Eterno, ma quelli che agiscono con sincerità gli sono graditi". Proverbi 12: 22
"Sei cose odia il Signore, anzi sette gli sono in abominio: occhi alteri, lingua bugiarda, mani che versano sangue innocente, " Proverbi 6: 16,17
Alla luce delle dichiarazioni di Roma sul mentire mi chiedo nuovamente: quanto possiamo fidarci delle loro affermazioni su Rivera? Molto semplice. Neanche un po.
La prova che la Chiesa Cattolica crede in effetti che sia lecito "nascondere la verità" può essere trovata nelle loro numerose false dottrine non bibliche. Qui ce ne sono solo alcune:

  1. Che Maria è una mediatrice tra Dio e gli uomini...una bugia. (I Timoteo 2:5)
  2. Che Maria, la madre di Gesù, fu concepita in modo immacolato...una bugia. (Romani 3:23)
  3. Che il sacerdote può perdonare i peccati...una bugia. (Atti 10:25,26)
  4. Il fatto che il Papa è infallibile...una bugia. (Romani 3:23)
  5. Che i soldi versati nelle sue casse possono aiutare le anime dopo la morte...una bugia. (Ebrei 9:27)
  6. Che la salvezza si trova solamente in essa...una bugia. (Giovanni 14:6)
  7. Che i sacerdoti possono trasformare un panino nel Cristo vivo...una bugia. (Ebrei 10:10, 12)
  8. Che il culto degli idoli (per esempio crocifissi, rosari, statue, santi, ecc.) è giusto...una bugia. (Esodo 20:4-5)
  9. Che "l'acqua santa" può fare miracoli...una bugia. (ad esempio STATE AFFAIR item - Gennaio 1986)
  10. Che la Chiesa Cattolica è povera...una bugia. (Leggi The Vatican Billions, di Avro Manhattan.)
  11. Che ha salvato migliaia di ebrei a Roma durante l'occupazione nazista...una bugia. (Leggi la verità a pagina 29 del libro The Vatican Papers.)
Ora, dopo aver considerato queste poche bugie ispirate da Roma (potrebbero esserne citate molte di più), può una persona con la mente sana dare uno straccio di credibilità a tutto il sistema malvagio che dovrebbe pronunciarsi su uomini come Alberto Rivera? Certo che no!
Infatti, mi spingerei ad affermare che se Roma concordasse con tutto ciò che dice Rivera, allora saremmo molto scettici noi stessi dell'uomo. Solo l'essere denunciato da Roma dimostra ulteriormente la verità di ciò che dice.

Era un Gesuita?


La prova del fatto che Rivera è stato realmente un Gesuita può essere trovata attraverso diversi elementi, tra cui:


  • La sua carta d'identità spagnola.
  • Una lettera di autorizzazione da parte dell'Arcivescovo di Madrid - Alcala.
  • Immagini che lo mostrano in abito sacerdotale in una scuola parrocchiale.
Con prove come queste, la Chiesa Cattolica non può limitarsi a respingere tutto e dire che egli non è mai realmente appartenuto al loro sistema. La prova è disponibile per essere esaminata da tutti - una prova tanto buona quanto quella che qualsiasi uomo può eventualmente produrre.
E' interessante notare che ex Cattolici Romani come il missionario Maryknoll Robert V. Julien, l'ex Suora Superiora Eubanks Donna e l'ex sacerdote Clark Butterfield sono tutti d'accordo che, in base alle loro ampie esperienze nella Chiesa Cattolica, le affermazioni di Rivera sono vere. Un altro fatto interessante è che molti ex-cattolici romani che sono stati veramente salvati dalla grazia di Dio, non hanno alcun problema ad essere d'accordo con le affermazioni di Rivera. Sanno com'è il sistema Cattolico Romano per esperienza personale.
Sembra che quei cristiani che credono alle bugie di Roma che stanno circolando su Rivera siano stati inebriati dal vino della sua prostituzione e non possano più discernere il vero dal falso.
Naturalmente, Roma negherà l'esposizione di Rivera del suo sistema malvagio. Essa non si inventò delle false accuse contro Chiniquy quando egli la denunciò? Leggete Fifty Years In The "Church" Of Rome e lasciate che la verità pervada il vostro cuore.
E il famoso affare Dreyfus, che divise la Francia prima della fine del secolo scorso? Furono forniti falsi documenti per condannare un ufficiale militare innocente al carcere a vita. Secondo Edmond Paris, nel capitolo 8 del suo libro  The Secret History Of The Jesuits, fu l'istituzione romana essere dietro l'intera malsana faccenda. La Bibbia ci dice che ci dobbiamo aspettare una reazione da coloro che sono servi delle tenebre. Quando Gesù espose il falso sistema religioso del suo tempo fu crocifisso. Non si deve dimenticare che la "Santa Madre Chiesa" non pretende di cambiare. Per quanto riguarda il suo interesse verso le campagne di menzogne e inganno, siamo pienamente d'accordo con lei; essa non ha mai cambiato i suoi modi menzogneri.
Dalla lettura di buoni libri protestanti si impara presto che la storia di Roma è pregna di esempi dell'utilizzo della diffamazione per la distruzione dei suoi nemici, quando tutto il resto non è riuscito a screditarli.

Potrebbero i protestanti giustificare l'uccisione?


I veri Protestanti lavati nel sangue, sia di oggi o del passato, potrebbero commettere gli stessi crimini efferati che ha commesso la Chiesa cattolica e non essere esposti? Esaminiamo la storia dei Protestanti:


  1. Quale grande riformatore protestante fu colpevole di tortura e uccisione di decine di migliaia di persone innocenti in passato?
  2. Gli uomini come Huss, Lutero, Calvino, Knox, Cranmer, Ridley, Latimer, o più recentemente, Wesley o Whitefield, hanno un record di torture ed omicidi al loro seguito? Dove e quando mai questi uomini proclamano fermamente che la Chiesa ha il diritto di uccidere coloro che non sono d'accordo con lei?
  3. In quali articoli di fede della chiesa protestante si trovano delle disposizioni per sterminare coloro che hanno diversi convincimenti?
Non dobbiamo confondere, ad esempio, l'uccisione dei romanisti che presero parte alla Congiura delle Polveri e che furono in seguito puniti da Re Giacomo per i loro crimini. Non dobbiamo confondere esempi come questo con lo sterminio dei cosiddetti eretici da parte delle Istituzioni Romane. I Romanisti furono giustiziati per crimini contro il governo legale; i protestanti sono stati uccisi per la loro fede in Dio e nella Sua Parola. Queste sono due insiemi di circostanze molto diverse.
Non dimentichiamolo mai:
i riformatori gridarono contro questo sistema malvagio.
Coloro che hanno recentemente abbandonato Roma sono d'accordo con quello che dice Rivera. Dove sono oggi i veri protestanti lavati nel sangue? Migliaia di persone che sono state redente dal sangue di Cristo devono levarsi in piedi fedelmente accanto a Rivera e Chick nei loro sforzi per denunciare questo sistema religioso anti cristiano. Non si deve mai dimenticare che, come denominazione, Roma sostiene che lei è la sola e unica vera Chiesa. Lei sostiene che la Chiesa Cattolica è stata istituita da Cristo che ha lasciato come suo successore Pietro, il Papa e il capo universale. Lei sostiene che che al di fuori di se stessa non c'è salvezza. Questo è settarismo nella sua forma più arrogante e diabolica.
Quale triste stato di cose abbiamo raggiunto quando supposti cristiani credenti nella Bibbia staranno affianco ad un sistema anticristiano menzognero di questo tipo contro un uomo che sta cercando di esporre i suoi falsi insegnamenti!
[...]

link articolo originale:
http://www.chick.com/reading/books/199/0199_01c.asp